Una settimana per fermarsi a guardare la città con occhi diversi, riconoscere il valore dei suoi luoghi e trasformare la cura del patrimonio comune in una responsabilità condivisa. È questo il senso della seconda edizione della Settimana della custodia, in programma a Perugia dal 14 al 20 settembre 2026, con un programma che quest'anno cresce ulteriormente e coinvolge istituzioni, associazioni, scuole, aziende, università e cittadini.
L'iniziativa è promossa dal Comune di Perugia e dalla Fondazione Brunello e Federica Cucinelli, in collaborazione con la Regione Umbria e con una rete sempre più ampia di realtà culturali e formative del territorio. Sono già oltre 80 gli interventi di cura previsti, con più di 100 partner coinvolti tra soggetti pubblici e privati. Un risultato che conferma la crescita di un progetto nato nel 2025 con l'obiettivo di diffondere una cultura della custodia, della partecipazione civica e della valorizzazione dei beni comuni.
Il salto rispetto alla prima edizione è significativo. Nel 2025 la manifestazione aveva coinvolto oltre 500 partecipanti, 22 quartieri e più di 60 realtà del territorio, dando vita a 46 interventi in oltre 40 aree comunali attraverso attività di pulizia, manutenzione, decoro urbano e rigenerazione. Per il 2026 il progetto si amplia con nuovi quartieri, una maggiore presenza delle scuole e un programma arricchito da iniziative culturali e momenti di incontro aperti alla cittadinanza.
"Da un'idea piccola e semplice stiamo portando avanti una grande rivoluzione" ha affermato la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi durante la presentazione dell'iniziativa nella sala conferenze della Galleria nazionale dell'Umbria, a cui hanno fatto eco le parole di Carolina Cucinelli, per la Fondazione: "Il seme gettato lo scorso anno sta mettendo radici profonde e fa ben sperare".
Il cuore della Settimana della custodia è racchiuso in un concetto semplice: la città non è soltanto lo spazio nel quale si vive, ma un patrimonio che appartiene alla comunità e che, proprio per questo, richiede attenzione quotidiana.
Non si tratta quindi soltanto di intervenire laddove esistono problemi di manutenzione o di decoro. La prospettiva proposta dall'iniziativa è più ampia e riguarda il rapporto stesso tra cittadini e territorio: prendersi cura di un giardino, di una piazza, di un monumento, di un sentiero o di uno spazio pubblico significa riconoscerlo come parte della propria storia e della propria identità.
La manifestazione nasce proprio per trasformare questa sensibilità in gesti concreti, coinvolgendo direttamente chi vive la città. Una filosofia che, per l'edizione 2026, trova una nuova applicazione anche nell'Albo dei custodi, pensato per consentire ai singoli cittadini di partecipare individualmente alle attività della Settimana della custodia.
L'adesione sarà accompagnata da una piena copertura assicurativa garantita dal Comune, così da permettere anche a chi non appartiene ad associazioni o organizzazioni di contribuire alla cura dei luoghi individuati.
"C'è stata un'ampia partecipazione della comunità - ha dichiarato Andrea Stafisso, assessore comunale allo sviluppo economico sostenibile - con le proposte di interventi fatte da realtà private che si andranno quindi ad accumulare a quelle che faremo come Comune. Le adesioni di singole persone, inoltre, continuano a crescere".
È proprio questo incremento della partecipazione individuale uno degli elementi che gli organizzatori intendono consolidare: fare in modo che la custodia non sia percepita come un'attività affidata esclusivamente alle istituzioni o alle associazioni, ma come una possibilità concreta per ogni cittadino.
La Settimana della custodia coinvolgerà numerosi luoghi di Perugia con interventi di manutenzione, pulizia, decoro, valorizzazione e rigenerazione condivisa.
Tra le azioni promosse dal Comune di Perugia e dalla Fondazione Cucinelli figurano la pulizia delle statue e la riqualificazione dei Giardini Carducci, gli interventi al parco dell'Arcadia di San Sisto, la sistemazione del Sentiero delle Lavandaie, la riqualificazione degli ex Lavatoi di corso Garibaldi e la rimozione della vegetazione infestante lungo il muro della Corte delle Clarisse e lungo le mura urbiche in corso Garibaldi. Previsto inoltre il rifacimento di una balaustra a Castel del Piano.
A queste iniziative si aggiungono ulteriori interventi individuati dai partner della manifestazione in diversi quartieri e aree della città. Tra le proposte figurano, ad esempio, la riqualificazione del percorso pedonale della Piaggia Alfredo de Poi, tra San Francesco al Prato e via Pascoli, interventi nell'area di Pian della Genna, la sostituzione di canestri e tabelloni nei parchi pubblici di Madonna Alta e Pian di Massiano, lavori al parco di San Costanzo e nuove alberature nell'area verde di Pianello.
La partecipazione delle istituzioni culturali e universitarie rappresenta un altro elemento centrale della seconda edizione. L'Università per Stranieri di Perugia sarà protagonista al parco Sant'Angelo, dove sono previste attività di pulizia e cura del verde e la realizzazione di un Orto Officinale Interculturale. In piazza Puletti saranno invece promossi tandem linguistici, iniziative dedicate ai temi dell'ambiente e del cibo, incontri con produttori e momenti di scambio culturale.
La cura dello spazio pubblico diventa così anche uno strumento di relazione tra persone e culture diverse, in linea con la vocazione internazionale dell'ateneo.
L'Università degli Studi di Perugia interverrà invece in diversi spazi universitari, dai giardini del Rettorato al parcheggio di via Pascoli, passando per Palazzo Murena, la Gipsoteca e l'Orto medievale, con attività di manutenzione, valorizzazione e miglioramento della fruizione del patrimonio storico, culturale e botanico dell'ateneo.
La rete dei promotori si è inoltre ulteriormente ampliata rispetto alla prima edizione, con l'ingresso del Conservatorio “Francesco Morlacchi” e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Umbria.
Il valore dell'iniziativa, per la sindaca Ferdinandi, non si limita alla conservazione materiale dei luoghi. "Custodire una città - ha commentato ancora la sindaca Ferdinandi - significa avere cura dei suoi luoghi, della loro bellezza e del patrimonio che abbiamo ricevuto, ma significa soprattutto rafforzare il legame tra le persone e la comunità in cui vivono. È questo il valore dell'intuizione della Fondazione Cucinelli, che come Comune abbiamo accolto e costruito insieme".
Una definizione che sposta il significato della manifestazione dalla manutenzione alla costruzione di un rapporto più consapevole tra cittadini e territorio. Il gesto di cura diventa così anche un gesto di appartenenza. "La Fondazione e la mia famiglia hanno sostenuto con entusiasmo il progetto sin dalla prima edizione per condividere i valori della custodia, dell'impegno del singolo e della comunità nel rendere migliori i luoghi che abitiamo" ha aggiunto Carolina Cucinelli.
All'iniziativa guarda con attenzione anche la Regione Umbria. Il vicepresidente Tommaso Bori ha definito la Settimana della custodia un'iniziativa di "straordinario valore", sottolineando il ruolo dell'ente nel percorso di rigenerazione del territorio.
La Regione, ha ricordato Bori, "è in prima linea in questo percorso di rigenerazione anche grazie all'adozione dell'Art Bonus regionale, mai fatto prima, uno strumento fondamentale per attrarre risorse e favorire il mecenatismo a supporto del nostro patrimonio".
Il tema della collaborazione istituzionale si lega quindi anche alla possibilità di individuare nuovi strumenti per sostenere la tutela del patrimonio. L'auspicio espresso dal vicepresidente è che l'esperienza maturata a Perugia possa progressivamente coinvolgere anche gli altri Comuni umbri, facendo della Settimana della custodia un'iniziativa di dimensione regionale.
Nel corso della presentazione è stato sottolineato proprio il carattere trasversale dell'iniziativa, che mette in relazione istituzioni, mondo della cultura, università, realtà economiche, associazionismo, scuole e cittadini.
Sono intervenuti i rappresentanti delle realtà coinvolte: Francesca Valentini, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l'Umbria; Cristina Costantini, delegata del rettore dell'Università degli Studi di Perugia per le Politiche culturali e per la Valorizzazione del Patrimonio museale, archivistico e bibliotecario; Francesco Asdrubali, prorettore dell'Università per Stranieri di Perugia; Tiziana D'Acchille, direttrice dell'Accademia di Belle Arti; e Marco Lena, direttore del Conservatorio di musica "Morlacchi".
Alla presentazione ha partecipato anche Luca Ginetto, nell'ambito della media partnership della Tgr Umbria, con il patrocinio di Rai Umbria. La Rai ha inoltre confermato la propria partnership con la manifestazione anche per l'edizione 2026, sottolineando il valore dell'esperienza come modello potenzialmente replicabile anche in altri territori.
Dal 14 al 20 settembre, dunque, Perugia sarà interessata da una serie di interventi che avranno in comune un'idea tanto semplice quanto ambiziosa: la cura dei luoghi può diventare una forma concreta di partecipazione alla vita della città.
È forse questo il vero salto di prospettiva della Settimana della custodia. Non chiedere soltanto che qualcuno si occupi di un luogo, ma creare le condizioni perché quel luogo venga riconosciuto come parte di una responsabilità collettiva.
La prima edizione aveva dimostrato che questa formula poteva funzionare, coinvolgendo centinaia di persone e decine di realtà. La seconda prova ora a trasformare quell'esperienza in qualcosa di più strutturato, ampliando il numero degli interventi, coinvolgendo nuovi quartieri e istituzioni e dando anche al singolo cittadino uno strumento concreto per partecipare.
E c'è un elemento che rende l'iniziativa particolarmente significativo per una città come Perugia: qui la tutela del patrimonio non riguarda soltanto singoli monumenti, ma un tessuto urbano nel quale storia, arte, natura, università, cultura e vita quotidiana convivono continuamente.
Custodire significa anche riconoscere questo legame. Significa intervenire su un giardino, ripulire un sentiero, recuperare uno spazio, valorizzare un luogo di memoria, ma soprattutto ricordare che la qualità di una città dipende anche dal rapporto che riesce a costruire con chi la abita.
La Settimana della custodia torna così con una sfida che va oltre i sette giorni del calendario: trasformare la cura da intervento occasionale in una pratica condivisa, che si proponga di lasciare non soltanto luoghi più belli, ma una comunità più consapevole del patrimonio che ha ricevuto e della responsabilità di consegnarlo al futuro. Perugia, ancora una volta, prova a partire da un gesto semplice. Prendersi cura di ciò che è di tutti.