Orgoglio italiano e folignate sul tetto d’Europa. Mamma li turchi! O meglio, le turche! Stavolta Daniele Santarelli ha sfatato il tabù Italia e si è preso l'Europeo e in un tie-break dominato, ha bissato il successo del 2023, ma soprattutto vendicato la finale del Mondiale dello scorso anno quando fu la nazionale di Velasco (poi vincitrice del titolo iridato) a conquistare il trofeo in Thailandia. E proprio la sua squadra di club, la Prosecco Doc A.Carraro Imoco Conegliano, sui propri canali social, è stata la prima a complimentarsi con il proprio allenatore per l’ennesimo trofeo della sua lunga bacheca. Coach Santarelli da Foligno, questa volta, ha saputo sfruttare al massimo il fattore campo: al Sinan Erdem Sports Hall di Istanbul, davanti a oltre 16mila spettatori che hanno tifato soltanto per le sultane, un tutto esaurito da brividi, ha saputo leggere la partita (dopo aver perso il primo set a 16 e il terzo a 12) e neutralizzare gli attacchi azzurri, facendo crescere nel corso della gara i colpi di Melissa Vargas (26 punti, nominata Mvp) e della centrale Zehra Gunes (12 punti e 6 muri, inserita nel sestetto ideale dell’Europeo). Un successo fatto di tattica, che lo avvicina ancora di più a diventare il miglior allenatore di volley al mondo.
Nel post partita l’allenatore folignate è al settimo cielo. Ennesima soddisfazione, ennesimo trionfo, continua la storia di un vincente come Daniele Santarelli: "Questo percorso -ha detto Santarelli- è stato pazzesco e battere un'Italia così forte è un traguardo stupendo. All'inizio qualcuna delle ragazze ha fatto un po' fatica, quindi ho rimescolato le carte cambiando battitrici e ricettrici. Le ho provate tutte e alla fine i cambi hanno funzionato. Sono davvero fiero di questo gruppo".
Si è presentata dunque l'occasione perfetta per spegnere ogni polemica. La professionalità di Daniele Santarelli è sempre stata fuori discussione. Eppure, l'allenatore ha voluto mandare un chiaro segnale a chi lo aveva contestato, rendendogli le cose ancora più complicate: "Sono italiano, ma il mio presente e il mio lavoro appartengono alla Turchia. Lavoro giorno e notte per spingere questa squadra oltre i propri limiti. Pur restando fiero delle mie radici, provo un affetto immenso per questo Paese e per la sua gente. Voglio conquistare grandi traguardi qui: io e i miei collaboratori stiamo mettendo in campo ogni briciolo di energia per questo obiettivo. Oggi per me è stata una giornata in cui ho sentito molta pressione, è stata dura. Amo questo Paese e ringrazio la Federazione. Non dobbiamo dimostrare niente a nessuno, ma oggi tutti hanno visto quanto diamo per questa maglia".
La bacheca di Daniele Santarelli non smette di crescere. La sua scalata è iniziata nel 2010, quando a 29 anni muoveva i primi passi in Serie B2 come vice alla Snoopy Pesaro. L'esordio in Serie A1 arriva l'anno dopo alla Robusport Pesaro, ma la vera svolta coincide con l'ingresso nello staff di Davide Mazzanti a Casalmaggiore, dove festeggia il suo primo scudetto. Nel 2015 sposa il progetto di Conegliano: dopo due stagioni da assistente e vice, nel 2017 assume la guida tecnica. Da quel momento, la Prosecco Doc si trasforma in una macchina da guerra: sotto la sua gestione arrivano 8 Scudetti, 7 Coppe Italia, 7 Supercoppe italiane, 3 Mondiali per club e 3 Champions League. Un successo clamoroso che si riflette anche a livello internazionale. Dopo i due argenti nell'European Golden League con la Croazia, Santarelli porta la Serbia sul tetto del mondo (oltre a un bronzo in VNL). Nel 2023 sposa la panchina della Turchia e fa bottino pieno: Europeo, Nations League e Coppa del Mondo, seguiti dall'argento mondiale l'anno successivo. Il 2026 consacra definitivamente il suo mito: prima il trionfo in VNL e ora il secondo titolo europeo della sua carriera.