19 Sep, 2026 - 12:39

Scuola, Umbria esclusa dal fondo per le supplenze Ata: Flc Cgil, “Scelta inaccettabile e priva di giustificazione”

Scuola, Umbria esclusa dal fondo per le supplenze Ata: Flc Cgil, “Scelta inaccettabile e priva di giustificazione”

L’Umbria resta fuori dal riparto delle risorse destinate alle scuole per le supplenze temporanee del personale Ata e la Flc Cgil regionale contesta duramente la decisione del Ministero dell’Istruzione e del merito. Al centro della vicenda c’è un fondo complessivo da 19 milioni di euro, messo a disposizione delle istituzioni scolastiche per consentire il conferimento di supplenze temporanee al personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

Insieme all’Umbria, secondo quanto riferito dal sindacato, non sono state assegnate risorse anche a Emilia-Romagna, Sardegna e Toscana. Per la Flc Cgil si tratta di una scelta che non tiene conto degli effetti prodotti dal dimensionamento scolastico e delle condizioni nelle quali gli istituti umbri sono chiamati a garantire quotidianamente i propri servizi.

“Scelta inaccettabile e priva di giustificazione”. È questa la valutazione espressa dall’organizzazione sindacale, che chiede al ministero di rivedere la situazione e di individuare una soluzione che permetta anche alle istituzioni scolastiche umbre di ottenere le risorse necessarie per coprire le supplenze temporanee del personale Ata.

La questione, secondo la Flc Cgil, non può essere ricondotta a una semplice distinzione procedurale. Il sindacato richiama infatti gli effetti concreti del dimensionamento sulla rete scolastica, sull’organizzazione del lavoro e sulla disponibilità di personale.

Il fondo da 19 milioni e il caso dell’Umbria

La misura contestata riguarda un fondo nazionale da 19 milioni di euro destinato alle scuole per consentire loro di ricorrere a supplenze temporanee del personale Ata.

L’esclusione dell’Umbria viene contestata dalla Flc Cgil proprio perché, secondo l’organizzazione sindacale, la regione avrebbe già affrontato gli effetti della riorganizzazione della rete scolastica. Il riferimento è al dimensionamento scolastico, che secondo il sindacato avrebbe prodotto conseguenze sull’organizzazione degli istituti e sui carichi di lavoro.

Da qui la richiesta di non utilizzare le modalità formali attraverso le quali è stato realizzato il dimensionamento come elemento sufficiente per determinare l’esclusione dal fondo.

“Non si può escludere l’Umbria sulla base della procedura con cui è stato realizzato il dimensionamento - prosegue la Flc Cgil -. Il dato concreto è uno: il dimensionamento c’è stato e le scuole umbre ne stanno già pagando le conseguenze. Il Ministero non può ignorarlo. Il dimensionamento non è una pratica burocratica: incide sull’organizzazione del lavoro, sugli organici, sul personale e sulla qualità del servizio scolastico. Le scuole umbre affrontano carichi di lavoro crescenti e devono garantire ogni giorno servizi amministrativi, tecnici e ausiliari essenziali. Le supplenze temporanee Ata non sono un privilegio: sono indispensabili per tenere aperte e funzionanti le scuole. Quando manca il personale Ata, si blocca l’intera comunità scolastica. Il costo ricade su lavoratori, famiglie e studenti”.

Dimensionamento, per il sindacato non è soltanto una questione amministrativa

È proprio il significato del dimensionamento a rappresentare uno dei nodi della contestazione. La Flc Cgil sostiene che la riorganizzazione della rete scolastica non possa essere considerata esclusivamente come una procedura amministrativa, perché le sue conseguenze ricadono sull’organizzazione concreta degli istituti.

Nel ragionamento del sindacato entrano quindi gli organici, la distribuzione del lavoro e la capacità delle scuole di assicurare quotidianamente le proprie funzioni. In questo quadro, le supplenze temporanee Ata vengono considerate uno strumento necessario per affrontare le assenze e garantire la continuità dei servizi.

Il personale amministrativo, tecnico e ausiliario rappresenta infatti una componente essenziale del funzionamento delle istituzioni scolastiche. La contestazione della Flc Cgil parte proprio da qui: la disponibilità di risorse per le supplenze viene collegata direttamente alla possibilità delle scuole di mantenere operativi i servizi anche quando si verificano assenze temporanee.

“Far pagare due volte” scuole e lavoratori

Per la Flc Cgil, l’esclusione dal fondo rischia inoltre di aggiungere una seconda conseguenza negativa alla riorganizzazione della rete scolastica.

“Escludere l’Umbria - sottolinea ancora l’organizzazione sindacale - significa far pagare due volte alle scuole e ai lavoratori il prezzo del dimensionamento: prima con la riorganizzazione della rete, ora con la sottrazione delle risorse. Le risorse devono essere assegnate in base ai bisogni reali e agli effetti prodotti, non a una distinzione formale sulle modalità del dimensionamento. Le scuole umbre hanno già affrontato la riorganizzazione: ora servono risorse per garantire i servizi”.

È questa la richiesta che il sindacato mette al centro del confronto: legare l’assegnazione delle risorse ai bisogni effettivi delle scuole e alle conseguenze prodotte dalla riorganizzazione, anziché a una distinzione basata sulle modalità con cui il dimensionamento è stato realizzato.

La posizione della Flc Cgil è quindi quella di una revisione del criterio utilizzato, con l’obiettivo di consentire alle scuole umbre di disporre degli strumenti necessari per affrontare le eventuali carenze temporanee di personale.

Il personale Ata e il funzionamento quotidiano degli istituti

La questione delle supplenze riguarda una componente che spesso rimane sullo sfondo del dibattito scolastico, ma che incide concretamente sul funzionamento quotidiano degli istituti.

Il personale Ata comprende infatti figure impegnate nei servizi amministrativi, tecnici e ausiliari delle scuole. La possibilità di sostituire temporaneamente il personale assente consente agli istituti di mantenere operative le diverse attività e di affrontare situazioni nelle quali una scopertura può determinare ulteriori carichi di lavoro.

È su questo terreno che la Flc Cgil colloca la propria contestazione. Secondo il sindacato, le scuole umbre si trovano già a gestire le conseguenze della riorganizzazione della rete e hanno bisogno di risorse per continuare a garantire i servizi.

Il tema, dunque, non viene presentato esclusivamente come una questione economica, ma come un problema che riguarda l’organizzazione complessiva delle istituzioni scolastiche e la possibilità di assicurare continuità alle attività quotidiane.

La richiesta al direttore dell’Ufficio scolastico regionale

Dopo la contestazione sul riparto, la Flc Cgil indica anche il percorso attraverso il quale, secondo il sindacato, sarebbe possibile cercare una soluzione. La richiesta è rivolta al direttore dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria, chiamato a intervenire presso gli uffici ministeriali.

“Chiediamo al direttore dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria - conclude la Flc Cgil - di attivarsi presso gli uffici ministeriali per individuare una soluzione che consenta anche alle istituzioni scolastiche umbre di ottenere le risorse necessarie per le supplenze temporanee del personale Ata. Nessuna discriminazione tra territori. Nessun altro sacrificio imposto alle scuole umbre”. L’obiettivo indicato è quindi quello di riaprire il confronto con il ministero e verificare la possibilità di garantire anche alle scuole della regione l’accesso alle risorse.

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