Andrea Lisuzzo, tecnico della Ternana, chiede alla squadra di battere al Montevarchi. L'imperatuvo è categorico, anche perché la squadra deve risalire la classifica e dare continuità alla solidità dimostrata nelle ultime due gare, in cui sono arrivati 4 punti e due clean sheets.
Le tappe di avvicinamento al match con l'Aquila Montevarchi sono state difficili e serrate. Prima la squalifica di cinque anni a Ninni Corda, collaboratore dell'area tecnica. Poi stamane, dopo l'allenamento di rifinitura, il confronto al centro sportivo Mirko Fabrizi con i tifosi della Curva Nord.
È proprio dal faccia a faccia con la tifoseria organizzata che parte l'analisi dell'allenatore della Ternana.
Avete incontrato la curva Nord. E' stata una contestazione o un semplice confronto costruttivo?
"È stato un confronto fatto in modo giusto e con le idee chiare. Un discorso motivazionale. Hanno voluto premere il griiletto su un punto sensibile: farci capire cosa è Terni e quali sono le sollecitazioni che la città impone. Se ci sono state errori nelle dichiarazioni chiedo scusa io per primo, mi prendo la responsabilità per la difficoltà di trasmettere alcuni concetti che non sono riuscito a far pasare chiaramente. Abbiamo tutti a cuore la maglia della Ternana, questo è ciò che conta. Per noi è stato un messaggio importante e decisivo".
È stato frainteso il discorso relativo alla continuità? Lei lo riferiva solo ultime due partite e all'atteggiamento della squadra...
"Sono stato io a spiegarmi male. Me ne prendo la responsabilità piena e mi scuso per l'equivoco. Volevo trasmettere l'idea che i ragazzi, nelle ultime due partite, sono entrati con l'atteggiamento giusto, con grinta e volontà di vincere. Dovevo essere più chiaro con chi stava vivendo la delusione per la mancata vittoria di Scandicci. Il confronto di stamane è stato utile in questo senso, ci darà una spinta in più. Anche noi siamo insoddisfatti della classifica e siamo i primi a sapere che dobbiamo dare di più".
Capitolo infortunati. Qual è la situazione dell'infermeria?
“Ai box ci sono i soliti quattro: Zaffalon, Bruti, Costanzo e Turini. A loro si aggiunge Barbini, che mercoledì ha accusato un risentimento e una distorsione. Gli esami non hanno evidenziato traumi gravi, ma precauzionalmente resta a riposo".
Parliamo degli avversari. Hanno tre mediani in mezzo eccellenti per la categoria, forse il vero punto di forza del Montevarchi.
"Li conosciamo, ma dobbiamo andare oltre l'avversario. Domani potrebbe esserci anche il Real Madrid: conta il nostro atteggiamento per conquistare l'intera posta".
La difesa è solida, il centrocampo tiene il pallinod el gioco per larghi tratti, ma fuori casa manca il gol: cosa vedremo contro il Montevarchi?
“Dobbiamo rispondere sul piano fisico e caratteriale. L'analisi riguarda la solidità difensiva e la gestione del possesso, ma dobbiamo colmare ciò che è mancato negli ultimi sedici metri. Per domani conteranno pressione e dominio del gioco, tenendo conto dei loro due attaccanti rapidi che possono costringerci a duelli a campo aperto. Abbiamo ritrovato Pettinari, ed è un rientro di assoluto rilievo. Le prove tattiche fatte in settimana, anche nell'amichevole col Campitello, sono opzioni concrete. Serve equilibrio per capire quando la squadra è matura per applicarle a gara in corso".
Quanto è servita l'amichevole infrasettimanale a Campitello, considerando anche i test mancati durante l'estate? Può diventare una consuetudine?
“Il miglior allenamento resta la partita vera. Affrontare un avversario esterno aumenta il carico cognitivo dei calciatori e permette di verificare assetti e occupazione dell'area di rigore contro una pressione autentica. L'ho sempre fatto sia nei settori giovanili sia a Pontedera: il giovedì con una squadra terza crea un livello di agonismo insostituibile. Ringrazio il Campitello per l'accoglienza nell'inaugurazione del loro impianto. Se il calendario e i carichi muscolari lo consentiranno, è una formula che riproporrò volentieri".
Siamo alla sesta giornata e il divario dalla vetta comincia a pesare: domani conta di più l'assetto tattico o la determinazione agonistica per portare via il risultato?
“Entrambe le cose. Non si prescinde dallo studio dell'avversario, ma la partita va affrontata con lo spirito di una finale. Dobbiamo dimostrare a noi stessi chi siamo, senza snaturare i principi di gioco assimilati ma sfruttando le varianti tattiche all'interno della stessa struttura di base La partita va affrontata come una finale Champions: quindi unico obiettivo vincere".
In allenamento si sono viste esercitazioni specifiche sulle corsie esterne e sui tempi di reazione. A cosa puntavate?
“Abbiamo lavorato sui punti deboli emersi dai riscontri delle ultime gare, in particolare sulla gestione degli ultimi quaranta metri e sul riempimento dell'area avversaria. Nelle prime uscite stagionali la rosa era diversa, ci sono stati molti innesti e serviva tempo. Ora che la struttura è delineata, possiamo intervenire sul dettaglio e sulla rapidità di lettura delle situazioni offensive".
Chi scenderà in campo dal primo minuto? Pettinari, Cesar e Novelli sono della partita? E come gestirai l'emergenza dei 2008 dopo gli stop di Bruti e Barbini?
“Pettinari, Cesar Falletti e Novelli saranno della partita. Stefano ha sofferto la lontananza dal campo dopo l'infortunio e la squalifica: è un elemento cardine e assieme a Cesar deve guidare i compagni più giovani nella gestione della partita, dove ciò che pesa è il verdetto del campo. Sul fronte dei 2008 siamo rimasti con due elementi disponibili, ovvero Pepe e Di Gaetani: uno partirà titolare e l'altro andrà in panchina. È un rischio calcolato di cui abbiamo discusso con il direttore sportivo e che appartiene alle contingenze della categoria. Se occorrerà pescheremo dalla Juniores con i 2009, come abbiamo fatto nell'amichevole di giovedì inserendo Flavio Fazi".