Andrea Lisuzzo non si nasconde dietro al risultato. La Ternana ha vinto 4-1 contro il Montevarchi, ma il tecnico rossoverde vede luci e ombre nella prestazione della sua squadra. Soddisfatto per i gol su calci piazzati, lavoro su cui la squadra ha insistito molto in settimana, ammette però che il dominio del gioco è stato inferiore rispetto alla partita di Scandicci.
“Ho visto una squadra con riflessi un po’ ritardati”, ha spiegato, sottolineando come il fisico abbia iniziato a pesare verso la fine del match, con diversi giocatori usciti per affaticamento o piccoli problemi muscolari.
Per Lisuzzo la strada è quella giusta, ma c’è ancora molto da lavorare, soprattutto sull’equilibrio tra possesso palla e finalizzazione e sulla concentrazione nei momenti chiave.
“Dobbiamo capire perché abbiamo tirato troppo la corda”, ha detto, annunciando che da martedì si pensa già alla trasferta di Lucca, una sfida che richiede lucidità e continuità.
Mister, ci sono stati indubbiamente dei miglioramenti. Una partita dai due volti, con il rischio di subire il 2-2 prima di dilagare. È contento o crede si possa fare di più?
"Al di là del risultato, che spesso distorce la percezione esterna, credo che il primo tempo giocato a Scandicci sia stato nettamente superiore a quello di oggi in termini di dominio del gioco. Oggi abbiamo fatto molto meno bene in fase di palleggio, ho visto una squadra con i riflessi ritardati. Però siamo stati più cinici quando la palla è arrivata in area, specialmente sui calci piazzati.
Proprio le palle inattive hanno sbloccato la gara. È un aspetto su cui avevate insistito durante la settimana?
"Sì, e ne sono contento. Il mio collaboratore Francesco Lucchesi ci lavora tantissimo e oggi, avendo i saltatori giusti, tutto è stato più facile. Siamo riusciti a fare reti che finora ci erano mancate. Sono contento a metà: vorrei trovare il giusto equilibrio tra il dominio del gioco e la capacità di finalizzare le occasioni".

Sul 2-0 la partita sembrava in discesa, eppure avete sofferto il palleggio del Montevarchi. Come mai?
"Non eravamo brillanti. Una squadra più matura deve saper gestire il doppio vantaggio. Abbiamo faticato ad accorciare sui loro centrocampisti, facendo rincorse lunghissime. Abbiamo concesso il giusto, tranne in un'occasione clamorosa in transizione da cui poteva nascere il 2-2. È stato un errore gravissimo, a fine primo tempo ho dovuto tirare le orecchie ai ragazzi negli spogliatoi".
In quell'occasione specifica della ripartenza avversaria, cosa non ha funzionato nei meccanismi difensivi?
"Non è stato un problema di pressione alta, ma di gestione della seconda palla dopo un nostro calcio piazzato. I difensori andati a saltare sono rimasti fermi invece di ripristinare la linea arretrata. È mancata concentrazione e attitudine al senso del pericolo, una cosa che alleno costantemente. La mia squadra non può accettare cali di tensione simili, non esiste".
Diversi giocatori, come Cesar e Pepe, sono usciti malconci. Ha la sensazione di aver tirato troppo la corda dal punto di vista fisico?
"Devo guardare come i ragazzi finiscono le partite. Gli affaticamenti ci portano a pensare che abbiamo alzato molto il ritmo e che non tutti fossero al cento per cento. Non vedo altre squadre i cui giocatori escono con i crampi o con problemi muscolari. Dobbiamo capire il perché e trovare soluzioni, forse paghiamo una preparazione estiva un po' affrettata, ma ora gli alibi stanno a zero".
Questa situazione vi ha costretto ad attingere a piene mani dal settore giovanile, impiegando tanti ragazzi classe 2007 e 2008. Come giudica il loro impatto?
"Eravamo in grande difficoltà numerica. Senza Barbini, Bruti e con l'uscita di Pepe, abbiamo dovuto fare di necessità virtù. Filippo è un 2007, ha qualità e gli errori fanno parte della sua crescita. Di Gaetani è un 2008 che ha voglia, si sacrifica e l'ho provato in tutti i ruoli. Sono ragazzi che si adattano e che rispondono presente quando chiamati in causa".
Anche l'esclusione di Scappini dalla panchina è figlia di queste logiche di rotazione obbligata?
"Esattamente. Scappini ha avuto un piccolo problema venerdì. Portarlo in panchina avrebbe significato rinunciare a cambi strategici in altri reparti, considerata l'abbondanza di difensori e giovani che dovevo gestire. Ne ho parlato con lui, è un ragazzo intelligente e non c'è alcun problema".

Il presidente ha utilizzato una metafora, dicendo che la Ternana non è una coperta corta ma è semplicemente da ricucire. Condivide questa visione?
"Mia mamma era una sarta siciliana, faceva i merletti. Io non ho imparato il mestiere. Se il presidente dice così ha sempre ragione lui, ma bisogna capire se la coperta è da ricucire perché c'è stato un danno o se è già stata sistemata. L'importante è che abbia visto i progressi della squadra".
Ora vi attendono due sfide di alto livello contro Lucchese e Siena. Cosa si aspetta per il futuro prossimo del gruppo?
"Abbiamo affrontato le prime della classe all'inizio, pagando un avvio complicato. Ora andiamo a sfidare Lucchese e Siena con maggiore consapevolezza. Stacco un attimino perché la settimana è stata carica, ma da martedì la testa è solo alla Lucchese. Ho già tagliato settanta clip video per studiarli. Loro si devono preoccupare di noi, così come noi di loro. Andiamo avanti passo dopo passo".