27 Sep, 2026 - 18:20

Ternana, Lisuzzo dopo lo 0-0 a Scandicci: “Crescita e rigore negato, ma non cerchiamo alibi”

Ternana, Lisuzzo dopo lo 0-0 a Scandicci: “Crescita e rigore negato, ma non cerchiamo alibi”

Lo 0-0 di Scandicci lascia alla Ternana un punto e qualche rimpianto, soprattutto per il rigore non concesso su César Falletti. Andrea Lisuzzo, però, evita gli alibi e guarda agli aspetti positivi della prestazione. Il tecnico rossoverde evidenzia l’atteggiamento della squadra, la solidità difensiva e una crescita evidente sul piano fisico.

La Ternana ha mantenuto a lungo la pressione, ha limitato gli attaccanti dello Scandicci e ha costruito diverse situazioni pericolose, senza però trovare il guizzo decisivo. Il secondo clean sheet consecutivo conferma i progressi della fase difensiva, mentre resta da migliorare l’indice di pericolosità offensiva, con una maggiore presenza nell’area avversaria.

Nel dopogara, Lisuzzo analizza anche il rendimento degli under, le scelte tattiche legate a Falletti e le condizioni degli infortunati, in vista dei prossimi impegni di un campionato equilibrato e difficile.

Il contatto in area su Falletti e la condotta arbitrale: la lettura degli episodi senza alibi

Mister Lisuzzo, partiamo dall’episodio centrale del match: il presunto fallo da rigore su César Falletti. Dalla tribuna la dinamica è apparsa netta e il contatto evidente. Qual è stata la sua percezione dal campo e quanto ha pesato quella decisione?

“A me rimane difficile parlare degli episodi perché ormai ho imparato a conoscermi: non cerco alibi. Magari ho protestato lì al momento, sul campo, però a mente fredda devo dire che il rigore era nettissimo. Non c’era alcun motivo per cui il ragazzo dovesse cadere se non ci fosse stato il tocco, considerando che eravamo dentro l'area di rigore. Detto questo, gli arbitri in questo momento e soprattutto in questo campionato tendono a fischiare poco sulle cose sostanziali e a soffermarsi a volte su banalità: ho visto due o tre anticipi sanzionati da ambo le parti, mentre quando si verificano episodi reali, seri, che possono cambiare l'inerzia di una partita, si tende quasi a non intervenire. Poteva cambiare la gara, è innegabile, ma noi a testa bassa abbiamo continuato a lavorare. Gli episodi, in questa categoria come in tutte le altre, te li devi portare dalla tua parte con l’atteggiamento e con il lavoro collettivo. Questa è la strada che dobbiamo percorrere, perciò l'accaduto resta un episodio di circostanza.”

Pressione alta e tenuta difensiva: intensità sul campo dello Scandicci

Si è vista una Ternana con personalità e baricentro alto, padrona del campo nella prima frazione, mentre nella ripresa è emersa qualche difficoltà in più ad arrivare al tiro. Rispetto alle scorse prove, la squadra è sembrata maggiormente calata nella realtà della partita e del torneo?

“Bisognerebbe sempre rivedere la gara per esprimere una valutazione pienamente obiettiva, ma l’impressione dal campo è quella di una squadra che ha approcciato il confronto in maniera molto positiva. Non credo si sia trattato solo dei primi venti minuti: nell’arco dell’intero primo tempo abbiamo mantenuto l’asticella alta, vincendo contrasti e presidiando la metà campo avversaria. È fisiologico che poi anche gli avversari mettano fuori la testa dal guscio, non si può pensare di non concedere nemmeno un tiro o un calcio d'angolo nell'arco dei novanta minuti. La squadra è in crescendo dal punto di vista fisico: siamo andati forte in prima pressione su un terreno dove spingere significa talvolta esporsi a lanci improvvisi verso la propria porta. Lo Scandicci in casa non perde dal novembre del 2025 e dispone di attaccanti importanti come Boganini, Arrighini e Kouko, elementi che calciano tantissimo in porta e che i nostri ragazzi hanno limitato con grande attenzione e aggressività. I crampi avvertiti solo negli ultimi dieci minuti da Danese e Pepe confermano che sul piano atletico stiamo alzando il ritmo".

Indice di pericolosità e riempimento degli spazi: le soluzioni in area di rigore

La Ternana dà spesso la sensazione di condurre la manovra e poter far male, ma poi manca l’affondo decisivo negli ultimi sedici metri. Come si interviene per aumentare l'indice di pericolosità offensiva?

“Cercando innanzitutto di riempire maggiormente l'area di rigore. Lo stiamo facendo con più continuità grazie al nuovo assetto: Saber si è ritrovato spesso in proiezione offensiva e abbiamo chiesto ai due esterni, Ballabile e Biondini, un lavoro costante di pressione alta. Dobbiamo però fare i conti con calciatori che sentono la necessità di toccare spesso il pallone, come César Falletti, che per noi resta un lusso in questa categoria e vuole costruire in prima persona l'azione. Abbiamo generato diverse trame, penso alla conclusione di Saber, al tiro di Meola e ai numerosi traversoni scodellati dalle fasce; tuttavia, non siamo andati all'impatto con la necessaria determinazione e spesso è mancata precisione sul cutback per l'uomo a rimorchio. Ho inserito Scappini per aumentare la presenza centrale e successivamente Ndongue per dare impatto fisico, oltre a Meola che è un trequartista di ruolo. Più di gettare nella mischia tutte le punte a disposizione non potevo fare: l'equilibrio difensivo va preservato, ma il secondo clean sheet consecutivo dimostra che la base c'è. Si tratta di un percorso di crescita graduale".

Le gerarchie tra i pali e la maturità dei giovani: la crescita degli under

Tra i pali si è visto Novelli dal primo minuto, con l'innesto successivo di Barbini. Contestualmente, nella linea verde spiccano l'equilibrio di Pepe in mediana e lo scorcio di gara disputato da Meola. Che indicazioni arrivano dal gruppo?

“Cambiare i portieri non è mai una dinamica piacevole né un'abitudine che prediligo, ma c'era l'esigenza di inserire un carico superiore di esperienza all'interno del rettangolo di gioco. Filippo Novelli lavora con professionalità ogni giorno e sente la stima di tutto l'ambiente, esattamente come la sentiva Vitali quando è sceso in campo; in questa fase avevamo bisogno del suo apporto e sono contento anche per l'ingresso di Barbini. Per quanto riguarda gli under, il loro rendimento è motivo di soddisfazione. Pepe, fino a poco tempo fa pressoché sconosciuto, si disimpegna già come un veterano: garantisce equilibrio, usa il mancino ed è complementare a Marino, che agisce da costruttore puro, e a Saber, che ha doti da incursore. Novelli sta fornendo ampie garanzie e Meola possiede doti importanti che abbiamo voluto fortemente. I ragazzi danno l'anima, escono con i crampi: in un girone così equilibrato, dove anche il Siena ha faticato pareggiando per 1-1 qui a Scandicci, l'impegno e il carattere sono il primo dovere verso i nostri tifosi.”

L'interpretazione tattica di Falletti e il quadro dell'infermeria

Si è notata spesso la tendenza di Falletti ad abbassarsi fino alla linea di metà campo per ricevere la sfera, lasciando la trequarti sguarnita con elementi come Saber o Biondini quindici metri più avanti. È stata una richiesta tecnica o una lettura autonoma del giocatore? Chi recupera dall'infermeria?

“Non si tratta di una consegna tattica. César Falletti è un profilo difficilmente collocabile in uno schema rigido: va lasciato libero di interpretare i momenti della gara. Ama avere il pallone tra i piedi e, quando la manovra non scorre, scende naturalmente a prenderselo. È un movimento istintivo che fa da sempre, dettato dal grande attaccamento e dalla responsabilità che sente addosso verso la maglia. La squadra lo cerca e a lui la sfera va recapitata rasoterra. Quando viene a prendere palla nel secondo terzo di campo si apre uno spazio in avanti: per questo chiedo costantemente a Marino o a Pepe di alzarsi a riempire il vuoto, accompagnando il lavoro di Saber. Quanto all'infermeria, monitoriamo Costanzo, che dovrebbe riprendere il lavoro sul campo da giovedì per riaggregarsi al gruppo. Per Turini servirà invece un po' più di tempo, mentre Zaffalon sta proseguendo il percorso e ha ripreso a correre. Contiamo di reinserire a breve Stefano Pettinari, mentre Bruti non è ancora pronto per rientrare". 

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