La Ternana torna da San Casciano con un punto che racconta una squadra diversa rispetto a quella vista nelle prime trasferte, ma non ancora abbastanza diversa da poter parlare di svolta. Lo 0-0 contro lo Scandicci porta con sé il secondo clean sheet consecutivo dopo il 3-0 al Tau Altopascio e, soprattutto, conferma una crescita sul piano dell'equilibrio. Ma allo stesso tempo lascia aperta una domanda: dove deve ancora intervenire Lisuzzo per trasformare questa solidità in vittorie?
La risposta non sembra essere soltanto tattica. Passa dai singoli, dalla capacità dei giocatori offensivi di aggiungere qualità negli ultimi metri e dalla necessità di riempire meglio l'area quando la squadra riesce a portare il pallone sulle fasce. Lo stesso Lisuzzo, al termine della gara, ha riconosciuto i passi avanti della squadra ma ha indicato nella crescita dell'“indice di pericolosità” il prossimo obiettivo.
Ed è probabilmente proprio qui che si trova la fotografia più interessante della Ternana di oggi: la squadra ha cominciato a trovare un equilibrio, ma non ha ancora trovato il modo di trasformarlo in una forza offensiva continua.
Se si vuole capire cosa è cambiato rispetto alle prime giornate, bisogna partire dalla parte meno appariscente del campo. La Ternana non ha subito gol contro lo Scandicci e per la seconda partita consecutiva è riuscita a mantenere inviolata la propria porta. Non è un dettaglio, soprattutto considerando le difficoltà incontrate nelle precedenti trasferte.
Tra i protagonisti c'è Luca Novelli. Il giovane portiere ha ricevuto una valutazione positiva per la sicurezza mostrata sia nelle uscite sia negli interventi tra i pali, confermando la scelta di Lisuzzo di puntare su di lui. Il tecnico, nel dopogara, ha spiegato che il cambio tra i portieri nasceva anche dall'esigenza di aumentare l'esperienza complessiva della squadra.
Davanti a lui anche Fabrizio Bonacchi e Fabrizio Danese hanno offerto una prova solida, mentre Francesco De Marino ha confermato il buon momento dopo la seconda partita consecutiva da titolare. La sensazione è che la linea difensiva abbia trovato una dimensione più affidabile rispetto all'inizio del campionato. E questo è il primo passo che Lisuzzo cercava.
Ma una squadra costruita per essere protagonista non può fermarsi qui.
Se c'è un giocatore che continua a rappresentare la differenza tecnica della Ternana, quello è Cesar Falletti. Anche contro lo Scandicci il capitano è stato tra i più pericolosi dei rossoverdi e molte delle situazioni offensive migliori sono nate dai suoi piedi.
Falletti ha costruito l'azione che ha portato all'episodio del possibile rigore e ha anche impegnato lo Scandicci su calcio di punizione. Non è stata la sua prestazione più brillante, ma il dato più significativo è un altro: quando la Ternana deve inventare qualcosa, il pallone finisce ancora troppo spesso dalle sue parti.
E qui emerge una delle questioni che Lisuzzo dovrà risolvere. Il tecnico ha spiegato che Falletti non può essere ingabbiato in una posizione fissa e che va lasciato libero di leggere le situazioni. Ma quella libertà deve essere accompagnata dal movimento degli altri. Se il numero 10 si abbassa per cercare il pallone, qualcuno deve occupare lo spazio che lascia davanti.
È un principio semplice, ma fondamentale: Falletti deve poter essere il giocatore che accende l'azione, non quello costretto anche a completarla.
Il discorso diventa ancora più interessante quando si passa ai giocatori che devono trasformare la qualità di Falletti e il lavoro della squadra in occasioni da gol.
Lorenzo Liurni ha iniziato dal primo minuto come riferimento offensivo, ma non è riuscito a lasciare il segno come contro il Tau. Ha lavorato per aprire spazi, si è mosso molto, ma in alcune situazioni ha cercato troppo la soluzione individuale finendo per perdere il momento giusto. Non è soltanto una questione di prestazione del singolo: quando l'attaccante non riesce a dare continuità alla giocata decisiva, la manovra rossoverde perde uno sbocco importante.
Anche Tommaso Biondini rappresenta un caso da osservare. Il centrocampista ha corso per tutta la partita sulla fascia, ma quantità e qualità non sono andate sempre nella stessa direzione. Alcuni errori nell'ultimo passaggio e una minore precisione nei cross hanno impedito alla Ternana di sfruttare fino in fondo una delle caratteristiche richieste dal sistema di Lisuzzo.
E proprio sulle fasce si trova uno dei passaggi più interessanti delle parole dell'allenatore. Lisuzzo ha spiegato che Ballabile e Biondini vengono chiamati a giocare più alti, ma ha individuato una carenza precisa: la Ternana deve riempire maggiormente l'area ed essere più attiva quando porta il pallone nella zona offensiva.
Quindi il problema non è semplicemente “fare più gol”. È arrivare negli ultimi metri con più uomini e più soluzioni.
In mezzo al campo, invece, qualche segnale interessante è arrivato. Andrea Marino era già stato indicato da Lisuzzo come una delle nuove certezze della squadra e la sua crescita può essere importante per dare equilibrio alla squadra senza rinunciare alla possibilità di accompagnare l'azione.
Contro lo Scandicci si è fatto vedere anche Hraiech, che ha avuto una delle occasioni più interessanti della Ternana con un destro dal limite terminato di poco a lato. La sua capacità di inserirsi può diventare una risorsa proprio per risolvere uno dei problemi evidenziati dal tecnico: avere più giocatori dentro e intorno all'area.
Poi c'è Stefano Scappini, entrato al posto di Liurni nella ripresa. Il suo lavoro è stato generoso, ma nemmeno lui è riuscito a trovare la giocata capace di cambiare la partita. E questo conferma che la questione non riguarda esclusivamente il centravanti scelto da Lisuzzo: è un problema di produzione offensiva collettiva.
La Ternana deve fare arrivare più palloni giocabili agli attaccanti e, contemporaneamente, deve portare più uomini a sostegno.
In questo scenario assume un significato particolare anche l'arrivo di Frederic Ndongue. Il giovane attaccante era stato inserito da Lisuzzo tra i convocati per Scandicci e ha trovato spazio nel finale. Il tecnico lo aveva presentato alla vigilia come un'alternativa utile per completare il reparto offensivo.
Non sarebbe però corretto affidare a un nuovo acquisto la responsabilità di risolvere da solo il problema della Ternana. Ndongue può aggiungere una caratteristica diversa, ampliare le possibilità e aumentare la concorrenza, ma la crescita offensiva dovrà necessariamente coinvolgere tutta la squadra.
Perché se Falletti deve inventare, Liurni e Scappini devono attaccare meglio l'area, Biondini e Ballabile devono aumentare la qualità dell'ultimo passaggio e gli inserimenti dei centrocampisti devono diventare più frequenti, allora il problema non è trovare un singolo giocatore decisivo. È costruire una Ternana capace di arrivare in area con più uomini e più volte.
Il punto di Scandicci, letto senza fermarsi al risultato, restituisce quindi una fotografia meno semplice di quanto possa sembrare. Da una parte c'è una squadra che ha ritrovato compattezza, ha concesso poco e per la seconda gara consecutiva non ha preso gol. Dall'altra c'è una formazione che, nonostante abbia avuto il controllo di diversi momenti della partita, non è riuscita a trasformare questa superiorità in una produzione offensiva sufficiente.
Lisuzzo ha scelto di guardare il bicchiere mezzo pieno e ha sottolineato la continuità rispetto al successo sul Tau. Ma è stato lo stesso allenatore a indicare il passaggio successivo: aumentare la pericolosità.
La Ternana, insomma, non è ferma. Ha fatto un passo avanti. Ma per diventare grande dovrà farne un altro, molto più difficile: trasformare l'equilibrio in occasioni, le occasioni in gol e i punti in vittorie.
Il percorso di Lisuzzo passa da qui. E passa soprattutto dalla crescita di quei giocatori che hanno la qualità per cambiare le partite ma che, contro lo Scandicci, non sono riusciti a farlo con la continuità necessaria.
Perché Novelli può dare sicurezza, Danese e Bonacchi possono blindare la difesa e Falletti può continuare a illuminare la manovra. Ma se davanti la Ternana non riempie l'area e non trova maggiore incisività, il rischio è che l'equilibrio resti soltanto un buon punto di partenza.
Il passo avanti è arrivato. Adesso le Fere devono dimostrare di saperlo trasformare in qualcosa di più.