Il conto alla rovescia è iniziato e la Ternana rompe gli indugi sul fronte mercato. Con la definitiva chiusura delle liste per i tre gironi del campionato di Serie C, si è aperta una finestra strategica decisiva per il direttore sportivo Mammarella, pronto a piazzare tre colpi mirati per completare in via definitiva lo scacchiere tattico di mister Lisuzzo. Non si tratta di operazioni improvvisate o di sondaggi nel mare magnum degli svincolati di lungo corso, ma di un’azione chirurgica tra i professionisti rimasti ai margini della terza serie. L'obiettivo dell'area tecnica di via della Bardesca è cristallino: blindare la difesa, dare sostanza alla mediana e trovare un riferimento avanzato capace di esaltare la manovra, con due di questi tre innesti che potrebbero essere ufficializzati già prima dell'imminente sfida di sabato contro il Follonica Gavorrano.
Le priorità tracciate dalla dirigenza rossoverde sono definite nei minimi dettagli e rispondono a specifiche esigenze di campo. In arrivo ci sono tre profili ben delineati. In primis, la difesa verrà puntellata con un difensore di piede mancino, un elemento duttile capace di giostrare sia come difensore centrale sia come esterno sinistro di contenimento. In mezzo al campo, la caccia è aperta a un centrocampista dalla spiccata fisicità, un giocatore “di lotta e di governo” in grado di garantire respiro a Proietti e di rappresentare una valida alternativa al sogno proibito sfumato del ritorno di Andrea Vallocchia.
Il pezzo più atteso del puzzle resta però l'attaccante centrale. Le idee espresse da Lisuzzo sull'idea di calcio da proporre alla vigilia di Prato non ammettono fraintendimenti. “Quando giocavo non mi metteva in difficoltà il centravanti boa, che dava punti di riferimento aggredibili. Ma l'attaccante in grado di legare il gioco e di andare a predersi il pallone svariando”. Serve dunque un terminale offensivo dinamico, un attaccante moderno abile a giocare con le spalle alla porta per agire da pivot, aprendo così gli spazi vitali per gli inserimenti del fantasista uruguagio Falletti o per le incursioni letali degli esterni.
La chiave di volta del mercato rossoverde risiede in una rigorosa contingenza regolamentare: i parametri imposti per la composizione delle rose di Serie C per la stagione 2026/27. Le norme prevedono limitazioni ferree, con una lista di massimo 23 calciatori professionisti, un tetto di 8 prestiti temporanei e l'obbligo di inserire almeno 6 giocatori del vivaio. Tali vincoli hanno generato un bacino di giocatori esperti, rimasti improvvisamente esclusi dai progetti tecnici delle rispettive società.
Si tratta di elementi di assoluta garanzia, con un curriculum che vanta tra le 100 e le 200 presenze a cavallo tra Serie C e Serie D. Giocatori che hanno regolarmente sostenuto il ritiro estivo, disputato amichevoli e magari esordito in Coppa Italia: atleti pronti all'uso immediato. È il modello operativo già sperimentato con successo con l'innesto di Ernesto Ballabile, rivelatosi una delle sorprese in positivo nella recente e ostica trasferta di Prato. Da questa specifica nicchia di mercato usciranno i tre rinforzi, giocatori disposti a scendere di categoria pur di misurarsi in una piazza esigente e prestigiosa come Terni.
La scelta di Mammarella attingerà da un ventaglio di nomi importante, ma la selezione finale passerà attraverso tre filtri inderogabili. Il primo è di natura puramente tattica: nessuna ricerca tra le figurine dell'album Panini, ma esclusivamente giocatori funzionali al progetto. Il secondo è di carattere finanziario: i profili dovranno avere un costo-azienda compatibile con le casse societarie, evitando “un pericoloso sfizio” dettato solo dalla necessità di infiammare la piazza. Il terzo, non meno importante, riguarda il profilo mentale: verranno scelti solo atleti votati al sacrificio, per evitare spaccature o tensioni nello spogliatoio.
Parallelamente, la società sta operando un attento lavoro di cesello per definire il gruppo-base. Dal quartier generale filtra una certezza assoluta: non c'è stata alcuna bocciatura tecnica. Tutti i componenti della rosa hanno mostrato qualità apprezzate dallo staff, ma la necessità di sfoltire impone di indirizzare i giovani in esubero verso la Juniores nazionale o verso prestiti formativi, mantenendoli comunque sotto il radar della prima squadra in caso di necessità.
Le notizie provenienti dal rettangolo verde del Mirko Fabrizi restituiscono l'immagine di un gruppo in salute. Stefano Pettinari è rientrato in gruppo lavorando a pieno regime con i compagni, mentre Saber e gli altri giocatori precedentemente acciaccati risultano completamente recuperati. L'unica defezione di rilievo resta quella di Zaffalon: l'infortunio costringerà il club a sostituirlo temporaneamente con un profilo esperto, in attesa di un suo reinserimento graduale a recupero ultimato.
Sul fronte offensivo, infine, si complica notevolmente la pista che porta a Simone Russini. L'attaccante classe 1996, prodotto del settore giovanile della Ternana (tra il 2013 e il 2016) e vincitore della Coppa Italia Serie C 2017/2018 con l'Alessandria, non appare convinto di scendere nel dilettantismo. Dopo l'esperienza al Padova e le maglie di Lumezzane, Siracusa, Cesena e Catania, il giocatore attende ancora un'offerta dai professionisti. I suoi procuratori stanno mettendo in atto un'opera di “moral suasion” verso la dirigenza rossoverde, ma l'ostacolo principale è di natura tattica. Russini opera come seconda punta o attaccante esterno, ruoli in cui la Ternana è numericamente coperta, ponendo le sue caratteristiche al di fuori delle priorità attuali. In attesa di capire se le diplomazie sortiranno effetti nelle prossime ore, la dirigenza guarda altrove, focalizzata unicamente su giocatori inseribili fin da subito nelle rotazioni rossoverdi.