Dopo decenni di precarietà logistica, la Ternana Calcio ha finalmente una sede operativa stabile in cui preparare la stagione. L'accordo, siglato nei fatti con una stretta di mano tra il direttore generale rossoverde Giuseppe Mangiarano e il presidente dello Sporting Terni Maurizio Gambino, trasferisce con effetto immediato gli allenamenti della prima squadra all'impianto Mirko Fabrizi di Gabelletta.
Parallelamente alla soluzione del nodo campi, si sblocca lo stallo sulla principale infrastruttura sportiva cittadina: è atteso per venerdì il via libera della Commissione di vigilanza sui pubblici spettacoli per la riapertura della tribuna stampa dello stadio Libero Liberati, primo passo verso il progressivo ripristino dell'agibilità dei settori superiori dell'impianto, grazie a prove tecniche e test per ottenere l'agibilità statica.

La necessità di abbandonare il ritiro estivo di Arrone aveva imposto alla dirigenza e al tecnico Lisuzzo una soluzione rapida. La risposta è arrivata dalla prima periferia nord della città, al centro di un popoloso quartiere in espansione. L'intesa tra i due club, pur in attesa di un contratto formale e pluriennale, è già pienamente operativa e si basa sulla condivisione paritaria degli spazi. La Ternana si prenderà carico delle manutenzioni e dei lavori di adeguamento di cui la struttura necessita. Tra i primi interventi pratici, è previsto nei prossimi giorni lo smontaggio della palestra attualmente situata al Liberati - recentemente acquisita all'asta giudiziale dalla Società delle Scienze Umane di Stefano Bandecchi - per essere riassemblata direttamente al Mirko Fabrizi.
A spiegare la genesi dell'accordo è stato il dg rossoverde Giuseppe Mangiarano, sottolineando il clima di collaborazione: “Maurizio Gambino è stato l'unico a crederci fino in fondo, dandoci la possibilità di considerare Gabelletta e il Mirko Fabrizi come una vera e propria casa. Avevamo anche la disponibilità di altre società sportive, ma tutte condizionavano l'utilizzo del proprio campo a orari particolari ed esigenze prioritarie. Lo Sporting invece ci ha trattati come si fa tra fratelli, dividendo lo spazio alla pari e con generosità. L'unico a dirci: venite e fate come volete”.
Sulla stessa lunghezza d'onda si pone Maurizio Gambino, imprenditore del settore sanitario e figlio dell'ex presidente della Ternana Gaspare: “È bastata una stretta di mano, tra persone che hanno a cuore le sorti della principale squadra cittadina. Per me è un fatto di cuore per il legame che la mia famiglia ha con questi colori. E poi è un fatto di appartenenza, per uno che ormai vive da tanti anni a Terni, è stato accolto da tutti come uno di loro e ha avuto modo di crescere imprenditorialmente e nel settore sportivo”.

L'orizzonte della partnership guarda al lungo periodo e prevede la valorizzazione del centro sportivo. Le due società stanno progettando di riqualificare il secondo campo, attualmente in terra battuta, con l'installazione di un manto in erba sintetica. Questa operazione permetterebbe di preservare il campo principale durante i mesi estivi, garantendo un'alternativa di qualità per gli allenamenti. Sul piano amministrativo, un investimento strutturale di questo tipo consentirebbe allo Sporting Terni di richiedere l'estensione della convenzione con il Comune ben oltre l'attuale scadenza e traguardando il 2040.
Mentre la squadra trova stabilità logistica, la dirigenza è impegnata a risolvere le criticità legate all'agibilità dello stadio Liberati. L'obiettivo immediato è garantire condizioni di lavoro idonee agli operatori dell'informazione già per il match di sabato 12 settembre, alle ore 15, contro il Follonica Gavorrano. Durante la precedente gara con il Trestina, la stampa è stata costretta a operare in ambienti sporchi, segnati dalla presenza di polvere e guano di piccione, e in spazi troppo risicati persino per l'installazione di tavoli e scrivanie. Il tutto divenetrà impossibile - ma soprattutto disidicevole - quando la città e il suo club dovranno ospitare anche la stampa proveniente dalle altre città del girone.

Per superare il blocco, la Stadium Spa, società che gestisce l'impianto, ha inviato giovedì mattina alla Prefettura tutta la documentazione necessaria per integrare le prescrizioni del verbale della commissione di vigilanza dello scorso 25 agosto. Il fascicolo include un nuovo certificato di idoneità statica per la tribuna stampa (situata al terzo piano dei Distinti A), firmato dall'ingegner Simone Monotti. Il nuovo documento va a sanare una lacuna burocratica storica: le carte attuali, infatti, non si riferiscono a lavori effettuati negli ultimi dieci anni, ma colmano un'assenza documentale pregressa, dovuta a certificazioni verosimilmente mai presentate in passato o smarrite dagli archivi. In una nota ufficiale, la Stadium ha ringraziato Simone Monotti (attuale Presidente dell'ordine degli ingegneri della Provincia di Terni) per essersi interessato tempestivamente alla questione, operando "in tempi record".
Questo passaggio burocratico rappresenta solo il primo step di un piano tecnico più complesso. Sotto la supervisione dello stesso ingegner Monotti, un'azienda specializzata avvierà a breve un ciclo di prove di carico e pressione. Si tratta di test strumentali indispensabili per verificare la capacità portante di solai, travi e pilastri, oltre alla tenuta strutturale e alla resistenza meccanica di balaustre, barriere e parapetti.
Se gli esiti delle perizie certificheranno la sicurezza delle strutture, entro un massimo di venti giorni si potrà procedere alla riapertura del secondo e terzo anello del Liberati, restituendo ai tifosi una visuale ottimale e la copertura dalle intemperie. I test si concentreranno specificamente sui settori destinati a rimanere aperti al pubblico: i vertici della società hanno infatti deciso di mantenere chiusa la Curva Sud, ricollocando gli abbonati e i frequentatori abituali di quel settore all'interno dei Distinti A, a parità di prezzo.