10 Sep, 2026 - 12:20

Terni, "costretta ad andare fino a Perugia per un esame in esenzione". La denuncia di una donna con gravidanza a rischio

Terni, "costretta ad andare fino a Perugia per un esame in esenzione". La denuncia di una donna con gravidanza a rischio

"Una situazione di grave disservizio, ingiustizia e disuguaglianza territoriale all’interno del Servizio Sanitario Nazionale umbro, che sta mettendo a dura prova la mia salute e quella del bambino che porto in grembo". Queste le parole di una donna incinta, con gravidanza a rischio e relativa esenzione, che riferisce di vedersi costretta a rivolgere a Perugia per un esame prenatale che in quello di Terni non viene erogato in convenzione. A portare all'attenzione la vicenda è il comitato ternano di Futuro Nazionale.

La testimonianza: una gravidanza fragile e l'esame che a Terni non viene erogato in convenzione

La giovane mamma racconta in prima persona quanto le sta accadendo e premette di aver vissuto, un paio di anni fa, "la drammatica esperienza di un parto gravemente prematuro, avvenuto all’improvviso proprio a seguito dei continui spostamenti fuori provincia necessari per effettuare controlli essenziali (tra cui la curva da carico glicemico, che un tempo si eseguiva a Terni e ora non è più erogata in sede)".

Alla donna, oggi in attesa del terzo figlio e con questa storia clinica alle spalle, è stata riconosciuta l'esenzione M50 per gravidanza a rischio. "Purtroppo - prosegue -, la realtà dei fatti dimostra che avere il codice M50 riconosciuto sulle ricette non tutela affatto la paziente".

Al centro del caso c'è il Bi-test, un esame prenatale non invasivo che consente di indentificare eventuali anomalie cromosomiche e che la donna dovrebbe eseguire a Perugia. "Nonostante la mia gravidanza a rischio certificata su ricetta - spiega -, per effettuare il Bi-test nel pubblico in regime di esenzione sono costretta ad andare fino a Perugia. Presso l'Ospedale di Terni – Polo Universitario di riferimento – il servizio in convenzione non viene erogato, lasciando come unica alternativa locale il privato intramoenia alla cifra di circa 600 euro".

"Con una gravidanza fragile dover percorrere oltre 100 km tra andata e ritorno per esami di routine, avendo una storia di parto prematuro alle spalle, significa sottopormi a uno stress fisico gravissimo, esponendomi al rischio di complicanze. Il timore di rivivere quanto accaduto due anni fa è un incubo costante" aggiunge.

L'accesso in Pronto Soccorso e il conto a casa

A complicare ulteriormente il quadro c'è anche un episodio recente. "Nei giorni scorsi, presa dal terrore - afferma la signora - e dai dolori alla pancia, mi sono recata al Pronto Soccorso Ginecologico dell'Ospedale di Terni per verificare che non ci fossero minacce in corso. Nonostante nei sistemi figurassi già come paziente in gravidanza a rischio (con impegnative M50 già emesse), a distanza di tempo mi è arrivata a casa una fattura/ticket da pagare. È inaccettabile che un controllo d'urgenza per dolori in una gravidanza fragile venga trattato e fatto pagare come un accesso inappropriato".

"Terni - sostiene la donna - appare ormai come una provincia totalmente sguarnita nei servizi di diagnosi prenatale e di tutela della maternità a rischio. È assurdo che un Ospedale Universitario mandi fuori provincia le gravidanze fragili e non dialoghi neanche con le esenzioni già riconosciute dal SSR".

Le denuncia di Futuro Nazionale: "La tutela della maternità a rischio non può dipendere dalla residenza"

Dal comitato ternano di Futuro Nazionale parlano di una situazione "inaccettabile" e invocano risposte. "Chiediamo - scrivono - alla Direzione dell’Azienda Ospedaliera di Terni e alla Regione Umbria chiarimenti immediati sul perché prestazioni essenziali come curva glicemica e Bi-test non siano più garantite a Terni in regime di esenzione, e sul perché i sistemi di esenzione M50 non dialoghino con il Pronto Soccorso. La tutela della maternità a rischio non può dipendere dal CAP di residenza".

"È necessario - concludono -, secondo FNV proteggere e garantire ogni nascita in una Nazione a crescita zero che rappresenterebbe la fine di uno Stato glorioso. Perciò seguiremo da vicino questa vicenda e, se sarà necessario, alzeremo la voce".

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