22 Sep, 2026 - 12:19

Terni, l’arte risponde al vandalismo: Thyrus, Diamanti e Pompili progettano una nuova opera per la fermata di viale Campofregoso

Terni, l’arte risponde al vandalismo: Thyrus, Diamanti e Pompili progettano una nuova opera per la fermata di viale Campofregoso

Il vandalismo ha danneggiato un’opera, ma non ha fermato il progetto. A Terni l’Associazione culturale Thyrus, insieme agli artisti Marco Diamanti e David Pompili, ha deciso di rispondere al recente danneggiamento dell’intervento realizzato per le Giornate del Drago con una nuova iniziativa artistica destinata, nelle intenzioni degli autori, a interessare nuovamente la stessa fermata dell’autobus di viale Campofregoso.

L’intervento originario era nato nell’ambito delle iniziative dedicate alla celebrazione del progetto del Drago in acciaio ed era stato pensato per trasformare un elemento ordinario dell’arredo urbano in uno spazio capace di accogliere un intervento artistico e raccontare, attraverso immagini e grafica, una parte della storia e dell’identità contemporanea di Terni.

Il danneggiamento dell’opera ha quindi interrotto materialmente quel lavoro, ma la risposta annunciata da Thyrus e dai due artisti va nella direzione opposta rispetto alla rinuncia. L’obiettivo è infatti tornare a intervenire nello stesso luogo, attraverso un progetto nuovo, ancora da definire nei dettagli e che dovrà essere condiviso con l’Amministrazione comunale e con Busitalia, soggetti competenti per lo spazio e per la gestione della fermata. La posizione dell’associazione e degli artisti è sintetizzata in una scelta precisa: non trasformare l’episodio in una contrapposizione, ma utilizzare quanto accaduto come occasione per produrre altra creatività.

L’intervento nato per le Giornate del Drago

Il punto di partenza della vicenda è il progetto realizzato in occasione delle Giornate del Drago, iniziativa legata alla celebrazione del grande progetto del Drago in acciaio.

La realizzazione artistica era stata affidata allo scultore Marco Diamanti, mentre la componente grafica era stata curata da David Pompili. L’incontro tra i due linguaggi aveva consentito di costruire un intervento destinato a uno spazio pubblico di uso quotidiano, con l'intento di attribuirgli una nuova caratterizzazione visiva.

La scelta della fermata di viale Campofregoso aveva dunque una precisa funzione: portare l’arte fuori dai luoghi tradizionalmente deputati alle esposizioni e inserirla all’interno di un ambiente attraversato ogni giorno dalla cittadinanza. La grafica e la stampa adesiva diventavano così strumenti per intervenire sul paesaggio urbano e per collegare un luogo di passaggio a un progetto più ampio legato alla storia e alla contemporaneità di Terni. È proprio questo lavoro a essere stato compromesso dal recente atto vandalico.

La decisione di non arretrare

Di fronte al danneggiamento, Thyrus, Diamanti e Pompili hanno scelto di non fermarsi alla denuncia dell’accaduto. La loro reazione è affidata alla progettazione di una nuova opera per la medesima fermata, con l’intenzione di restituire allo spazio una funzione anche culturale e artistica. "Se qualcuno pensa di poter fermare l’arte attraverso il vandalismo, noi rispondiamo creando altra arte".

L’idea è quella di fare in modo che il gesto vandalico non rappresenti il punto conclusivo dell’esperienza. Al contrario, il danneggiamento diventa l’occasione per ripensare quello spazio e immaginare una nuova opera.

Un progetto ancora da definire

Il nuovo intervento non è ancora stato definito nei suoi aspetti progettuali. Non sono quindi disponibili, al momento, indicazioni definitive sulla sua forma, sui materiali, sulle dimensioni o sulle modalità attraverso le quali verrà realizzato. La fase attuale è quella della progettazione e del confronto con i soggetti interessati. Il progetto dovrà infatti essere condiviso e concordato con l’Amministrazione comunale e con Busitalia, in considerazione della natura dello spazio individuato e della sua funzione di fermata del trasporto pubblico.

Si tratta quindi di un percorso che dovrà svilupparsi attraverso il necessario dialogo istituzionale e organizzativo prima di arrivare alla realizzazione concreta. La volontà degli artisti, tuttavia, è già stata resa pubblica: tornare a lavorare nello stesso luogo e farlo attraverso un’opera nuova.

Dalla denuncia alla rigenerazione urbana

La scelta di intervenire nuovamente sulla fermata introduce anche un tema più ampio, quello del rapporto tra arte e spazio pubblico. Una fermata dell’autobus è innanzitutto un luogo funzionale, destinato alla mobilità quotidiana. Ma può diventare anche una porzione riconoscibile del paesaggio urbano, uno spazio nel quale inserire elementi capaci di raccontare il territorio e creare un rapporto diverso tra cittadini e ambiente circostante.

Era questa la logica dell’intervento realizzato per le Giornate del Drago e sulla stessa impostazione si muove ora la nuova proposta. L’obiettivo dichiarato è trasformare il danneggiamento non in una ragione per abbandonare l’operazione, ma in un motivo per rilanciarla. La nuova opera dovrebbe quindi assumere anche il significato di una risposta concreta a un episodio che ha colpito un progetto realizzato nello spazio pubblico.

Gli spazi pubblici come patrimonio della comunità

Alla base della nuova iniziativa c’è anche una riflessione sul valore degli spazi pubblici. La fermata di viale Campofregoso non è soltanto il supporto materiale sul quale era stata applicata la precedente opera, ma un luogo appartenente alla quotidianità della città.

L’idea espressa da Thyrus è che questi spazi possano essere valorizzati attraverso interventi capaci di renderli più riconoscibili e vissuti dalla comunità. In quest’ottica, l’arte può assumere una funzione che va oltre quella strettamente estetica. Può contribuire a costruire identità, attirare attenzione su luoghi normalmente percepiti come semplici elementi funzionali e creare un rapporto più diretto tra la produzione culturale e la vita quotidiana. Il progetto del Drago in acciaio, dal quale era nato anche l’intervento sulla fermata, si inseriva proprio in questa prospettiva, legando la dimensione artistica alla città e alla sua identità contemporanea.

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