24 Sep, 2026 - 13:00

Boschi e verde urbano, Terni cambia paradigma con il nuovo Piano di gestione forestale

Boschi e verde urbano, Terni cambia paradigma con il nuovo Piano di gestione forestale

È una novità importante quella che porta con sé il nuovo Piano di Gestione Forestale 2024-2033 approvato dal Comune di Terni. A cambiare radicalmente è l'approccio che punta con decisione sulla programmazione e segnando il passaggio dalla logica della conservazione ad "un modello integrato di valorizzazione attiva" per i circa quattromila (3.870) ettari che compongono il patrimonio comunale. 

Un nuovo modello di gestione multifunzionale del patrimonio forestale

Il nuovo Piano consente all'ente di mettere a sistema un nuovo paradigma improntato alla gestione multifunzionale del patrimonio forestale. Qui convergono protezione idrogeologica, biodiversità, prevenzione degli incendi, gestione sostenibile dei boschi e dei pascoli e fruizione turistico-ricreativa. La funzione protettiva riguarda la parte più consistente delle superfici pianificate prevedendo strumenti di tracciabilità e monitoraggio degli interventi. Il Comune in questa partita farà da regista inserendo il patrimonio forestale negli asset strategici per lo sviluppo ambientale, economico e sociale del territorio.

Assessora Bordoni: "Tutelare l'ambiente significa programmare"

A spiegare nel dettaglio questa novità è l'assessora comunale al Patrimonio, Michela Bordoni. "Considero il patrimonio pubblico non semplicemente come un insieme di beni da amministrare, ma come una responsabilità nei confronti dei cittadini di oggi e soprattutto delle generazioni che verranno. Tutelare l'ambiente significa programmare, prevenire i rischi e fare in modo che le scelte che assumiamo oggi producano valore anche tra dieci, venti o trent'anni" afferma.

"Il patrimonio che amministriamo oggi non appartiene soltanto a noi - spiega -: è ciò che abbiamo ricevuto e ciò che consegneremo ai nostri figli. Per questo ambiente e patrimonio devono essere programmati insieme - aggiunge l'assessora, evidenziando la sfida alla base di questa visione: - passare dalla logica del singolo intervento alla programmazione del patrimonio verde della città. Foreste comunali, alberature, parchi, strade e percorsi urbani devono concorrere a un unico obiettivo: rendere Terni più vivibile, più resiliente e più bella".

Il Piano forestale guarda dunque al futuro. Dalle previsioni, la programmazione diventa anche prevenzione dei futuri costi derivanti da eventuali dissesti, incendi e degrado ambientale. Inoltre, per renderla sostenibile, almeno il 10 per cento dei ricavi netti derivanti dalla gestione dei beni forestali comunali dovrà essere reinvestito nella pianificazione, conservazione, miglioramento e potenziamento dei boschi.

Una città più verde: il progetto di riqualificazione di Viale Turati

Il progetto del nuovo Piano di Gestione Forestale non riguarda soltanto le aree boschive, ma investe anche il verde urbano, considerato parte integrante del patrimonio ambientale della città. Una direzione questa, che si lega anche all'esperienza di altre città italiane come Torino, Milano e Bologna che stanno inserendo superfici verdi nei contesti cittadini, tra rigenerazione e contrasto alle isole di calore.

Che la presenza di alberi e boschi sia un'infrastruttura per la salute e la prevenzione pubbliche è noto. Un tema che di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici è più attuale che mai. "Il verde urbano, non è uno spazio residuale - sottolinea Bordoni -. È patrimonio della comunità e infrastruttura naturale: protegge il suolo, contribuisce alla qualità dell'aria, contrasta gli effetti climatici, custodisce biodiversità e può rendere il territorio più vivibile e attrattivo. Per questo la tutela ambientale deve entrare stabilmente nelle scelte patrimoniali e nella programmazione della città".

Qui il Piano forestale si intreccia con i lavori di Agenda Urbana attraverso interventi sul verde pubblico e sulla rigenerazione degli spazi anche rispetto al sistema di collegamenti con l'area di San Valentino. In questo scenario si inserisce la riqualificazione "green" di viale Turati, un progetto che vale 838mila euro. Finanziato nell'ambito del programma Vivi Terni, coniuga sostenibilità ambientale, rigenerazione, mobilità e valorizzazione culturale, creando una connessione ecologica tra il fiume Nera, l'area sportiva Franco Casagrande e il parco di viale Trento.

Terni, il progetto di rigenerazione verde di viale Turati

Viale Turati, uno dele principali direttrici della mobilità cittadina, collega anche con la basilica del Santo patrono. "Renderla più verde, alberata, accessibile e riconoscibile significa non soltanto migliorare un'arteria urbana, ma accompagnare fisicamente e idealmente cittadini e visitatori verso uno dei luoghi identitari della nostra città" evidenzia l'assessora Bordoni. Proprio l'asse di San Valentino occupa un posto di spicco nei piani di Agenda Urbana, combinando interventi infrastrutturali e culturali per la riqualificazione dell'area della basilica, l'accessibilità da via Turati appunto, il verde e i percorsi e strumenti digitali per raccontare il percorso urbano legato al Santo patrono. 

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