Una città che cambia volto e che in questo processo rende omaggio all'architetto che l'ha ridisegnata, Mario Ridolfi. Un nome legato a doppio filo con Terni e con ciò che è diventata nell'intenso percorso di ricostruzione del dopoguerra. E proprio come tributo all'opera dell'architetto romano, la Giunta comunale ha approvato la realizzazione di una scultura che verrà installata presso la nuova rotonda tra viale Battisti e via Oberdan. 'Nodo d'amore', questo il titolo, sarà alta oltre otto metri e verrà realizzata con tubolare in acciaio con finitura color corten. Il nome fa riferimento a uno degli elementi caratterizzanti che Ridolfi era solito inserire nei suoi progetti.
La Giunta comunale ha riconosciuto l'interesse pubblico dell'opera e in questo si inserisce la delibera sulla prosecuzione dell’istruttoria relativa alla proposta di sponsorizzazione presentata da L'Energia S.p.A.. A spiegare in cosa consiste l'operazione è stato l'assessore ai Lavori Pubblici, Sergio Anibaldi.
"La ricerca di sponsorizzazioni per la realizzazione di attività legate alla cura del verde pubblico e alla valorizzazione delle rotatorie poste nei principali crocevia – queste le sue parole - rappresenta una modalità di collaborazione tra pubblico e privato che coniuga l'efficienza della gestione pubblica con l'interesse della cittadinanza e la visibilità del settore privato. In questo caso il tema scelto, il nodo d’amore, è il noto dettaglio costruttivo delle ringhiere in ferro progettate dall’architetto che ha saputo trasformare un semplice elemento di protezione in una firma d'autore".


"Voglio sottolineare che l’installazione - ha aggiunto l'assessore -, rappresenterà un punto di riferimento visivo per cittadini e turisti caratterizzando una specifica area urbana ancora un po' anonima". All'orizzonte c'è anche molto di più. La volontà dell'amministrazione è infatti dare vita ad un progetto "più ampio e ambizioso, quello della realizzazione dell’opera incompiuta dell’architetto romano, l’Uovo di Ridolfi con l’intento di celebrare una figura che ha notevolmente contribuito a ridefinire l’identità urbana di Terni, proseguendo la sua firma in una sorta di dialogo atemporale tra il pensiero del maestro e la contemporaneità dello spazio urbano".
Ridolfi, architetto che viene studiato nelle accademie e nelle università di tutto il mondo, ha lasciato un'eredità fondamentale a Terni: dalla fontana di Piazza Tacito, passando per il piano regolatore tra gli anni Sessanta e Ottanta, fino ad arrivare alle numerose progettazioni private.
L'Uovo, edificio a pianta circolare che sarebbe dovuto sorgere accanto al Municipio, è stato l'ultimo progetto a cui lavorò prima della morte. Negli anni se ne è parlato a più riprese, anche grazie al recente docufilm dedicato all'architetto e quest'opera in particolare. Un lungometraggio che sia a Terni che fuori dai confini cittadini ha suscitato grande interesse.
Terni dalla sua può vantare una lunga tradizione di arte nello spazio pubblico. Attraversando la città le sculture di noti artisti accompagnano visivamente i percorsi, punti di riferimento e vive testimonianze di una dialogo mai interrotto con le espressioni artistiche. Dall'imponente 'Lancia di Luce' di Arnaldo Pomodoro alla fine di Corso del Popolo, passando per lo slancio di 'E-Terni' di Giuseppe Maraniello lungo viale dello Stadio e la forza dell''Hyperion' di Agapito Miniucchi a Piazzale dell'Acciaio, solo per citarne alcune, lo spazio urbano accoglie una molteplicità di opere che lo costellano, orientando e contribuendo a definire fortemente l'identità stessa della città.
Ora con 'Nodo d'amore' questa tradizione prosegue arricchendosi di un nuovo significativo tassello che con quell'esperienza identitaria si lega intrinsecamente, rendendo omaggio a una delle figure chiave della storia del Novecento ternano.