07 Sep, 2026 - 10:59

UWC, una scuola che ti apre una porta sul mondo: la storia di Giovanni Cari, da Narni a Mostar

UWC, una scuola che ti apre una porta sul mondo: la storia di Giovanni Cari, da Narni a Mostar

Lasciare ciò che si conosce per scoprire cosa esiste oltre il proprio orizzonte. Per un ragazzo può significare molto più che cambiare scuola o città: può diventare l’occasione per mettere alla prova le proprie certezze, confrontarsi con persone e culture diverse e iniziare a immaginare il proprio futuro da una prospettiva completamente nuova. È il percorso che sta vivendo Giovanni Cari, diciassettenne di Narni, attualmente studente nella sede di Mostar dei Collegi del mondo unito (UWC), il network internazionale nato negli anni Sessanta con l’obiettivo di utilizzare l’educazione come strumento di dialogo tra popoli, nazioni e culture.

Classe 2008, ex studente del liceo scientifico di Narni, Giovanni ha scelto di partecipare al bando annuale UWC spinto dal desiderio di uscire dal proprio ambiente abituale e di costruire un’esperienza formativa capace di andare oltre la dimensione strettamente scolastica.

“Sono molto legato alla mia famiglia, ai miei amici, al mio territorio. Ma ad un certo punto mi è venuta voglia di scoprire cosa ci fosse fuori e di mettermi alla prova. Oggi posso confermare che partecipare al bando annuale di UWC mi ha aperto una porta sul mondo, mi ha dato la possibilità di uscire dalla mia comfort zone e vivere un’esperienza che sicuramente avrà un grande impatto sulla mia vita. Ma che spero lascerà anche un piccolo segno nella società”.

La scelta di partire e il desiderio di andare oltre i propri confini

Il percorso che ha portato Giovanni fino a Mostar è iniziato durante il secondo anno del liceo. Una decisione maturata gradualmente, alimentata dalla curiosità e dalla volontà di confrontarsi con un contesto diverso da quello conosciuto.

“Quando frequentavo il secondo anno del liceo scientifico - ha raccontato il 17enne -, pur trovandomi bene in famiglia, a scuola e con gli amici, sentivo crescere in me il desiderio di fare un’esperienza al di fuori del mio perimetro, volevo aprire nuovi orizzonti sul mondo e ampliare le possibilità di costruirmi un futuro che fosse di maggior impatto nella società. È stato allora che mia madre si è ricordata di una sua ex compagna di scuola che, grazie a UWC era partita per studiare in Canada. Ho cominciato a pensarci, a cercare informazioni, ma avevo anch’io le mie paure, il timore di fare la scelta sbagliata. Quello che mi ha spinto definitivamente a partecipare al bando è stato leggere di un altro ragazzo umbro, Valerio Castellini, che dopo aver frequentato il college UWC di Maastricht, in Olanda, nel 2024 ha vinto una borsa di studio per studiare all’università di Princeton, negli Usa. A quel punto ho smesso di domandarmi cosa sarebbe potuto andare storto e a convincermi che, al contrario, molte cose buone sarebbero potute venire da questa scelta e dal mettermi alla prova. Innanzitutto cimentandomi nelle selezioni: una interregionale e, per coloro che la superano, una nazionale. E poi, una volta ammesso nel college, di misurarmi con un’esperienza didattica e umana completamente nuova ed entusiasmante rispetto a ciò che avevo vissuto fino a quel momento”. Dietro la partenza, dunque, non c’è soltanto il desiderio di studiare all’estero, ma la volontà di affrontare un percorso selettivo e di trasformare l’incertezza iniziale in una possibilità concreta di crescita.

Un modello educativo costruito intorno allo studente

Uno degli aspetti distintivi dell’esperienza UWC riguarda proprio il modello educativo proposto dai college. Il percorso di studi si svolge in lingua inglese e prevede la costruzione di un piano educativo individuale che non si limita alle discipline scolastiche.

Oltre alle sei materie di studio, il programma comprende infatti attività sportive, creative e di volontariato nelle comunità locali. L’obiettivo è costruire un’esperienza formativa capace di coinvolgere la persona nel suo complesso, valorizzando non soltanto le conoscenze acquisite, ma anche autonomia, responsabilità, capacità di confronto e partecipazione.

Particolare attenzione viene inoltre riservata allo sviluppo del pensiero critico. Gli studenti sono incoraggiati a porre domande, confrontarsi con prospettive differenti, discutere le proprie idee e lavorare a progetti individuali e collettivi. Al termine del biennio è previsto un esame per ciascuna materia, con il conseguimento del diploma IB, International Baccalaureate o Baccellierato Internazionale, riconosciuto in oltre 150 Paesi e, in Italia, equiparato all’esame di Stato.

La vera esperienza: vivere insieme a ragazzi da tutto il mondo

Se il percorso accademico rappresenta una componente fondamentale dell’esperienza, è soprattutto la dimensione umana a rendere particolari i due anni nei Collegi del mondo unito.

Il network UWC conta oggi 18 scuole, tra cui il college italiano di Duino, in provincia di Trieste, e quello di Mostar, in Bosnia Erzegovina, dove Giovanni sta studiando insieme ad altri sei ragazzi italiani. La quotidianità diventa così un esercizio permanente di confronto. Gli studenti condividono spazi, momenti di studio, pasti e tempo libero con coetanei che arrivano da Paesi differenti e portano con sé storie personali, familiari e culturali spesso molto lontane tra loro.

“Nei college coesistono ragazzi provenienti da tutto il mondo. Condividere stanza, pasti, ore di studio, uscite nel tempo libero con coetanei che hanno vissuti anche molto diversi è una cosa che lascia un segno profondo. Molti ragazzi provengono da aree del mondo interessate da povertà o conflitti vari: ciò che hai sempre visto in tv come qualcosa di lontano, improvvisamente te lo trovi accanto e ha gli occhi del tuo compagno di stanza o di classe. Mi sono fatto molti amici, qualcuno di loro è già stato da me in Umbria e io stesso sono stato ospitato a Sarajevo, in Polonia e in Spagna. Sono convinto che questi rapporti di amicizia, fondati su così tante cose condivise, dureranno per la vita”. È proprio questo incontro quotidiano con realtà diverse a rappresentare uno degli elementi più profondi dell’esperienza.

La distanza geografica dall’Umbria non si traduce in una semplice separazione dal proprio territorio, ma diventa un'opportunità per costruire relazioni che superano i confini nazionali.

Dalla Bosnia al mondo, senza dimenticare le proprie radici

L’esperienza internazionale non significa per Giovanni rinunciare al legame con il territorio di origine. Al contrario, il rapporto con la famiglia, gli amici e l’Umbria continua a rappresentare una parte importante della sua identità.

Il percorso a Mostar diventa così un modo per ampliare il proprio sguardo senza cancellare ciò da cui si proviene. Le amicizie costruite nel college hanno già portato alcuni compagni a conoscere l’Umbria, mentre Giovanni ha avuto la possibilità di essere ospitato in altri Paesi, tra Sarajevo, Polonia e Spagna. È una dimensione di scambio che rappresenta uno degli obiettivi centrali del modello UWC: creare comunità internazionali nelle quali la conoscenza dell’altro non rimanga un concetto astratto, ma diventi parte della vita quotidiana.

Il nuovo bando UWC per il biennio 2027/2029

Intanto, per altri giovani italiani si apre la possibilità di intraprendere un percorso analogo. Il nuovo bando nazionale per il biennio accademico 2027/2029 è rivolto ai ragazzi nati tra il 1° settembre 2009 e il 31 agosto 2011 e resterà aperto fino al 18 ottobre 2026.

L’accesso ai Collegi del mondo unito avviene attraverso un percorso di selezione nel quale il talento rappresenta l’elemento centrale. Un aspetto importante riguarda inoltre la possibilità di accedere al programma indipendentemente dalle condizioni economiche della famiglia.

Oltre l’80 per cento degli studenti frequenta infatti grazie a borse di studio totali o parziali, con un limite ISEE indicato in 80mila euro. Il sostegno viene garantito grazie alle donazioni di filantropi, fondazioni e istituzioni pubbliche, ma anche attraverso il contributo degli ex studenti, molti dei quali scelgono di restituire l’opportunità ricevuta sostenendo economicamente i futuri studenti oppure mettendo a disposizione il proprio tempo come volontari e mentori.

È un meccanismo che contribuisce a mantenere aperto l’accesso al percorso a studenti provenienti da differenti contesti economici e geografici, alimentando una sorta di circolo virtuoso nel quale chi ha beneficiato dell’esperienza può contribuire a renderla possibile per le generazioni successive.

Uno sguardo al futuro tra politica, economia e nuove possibilità

Per Giovanni il percorso a Mostar non è ancora concluso. Dopo il primo anno, lo sguardo è già rivolto alla conclusione del biennio e alle successive scelte universitarie.

“Spero di completare con successo il percorso al college e di conseguire il mio diploma IB il prossimo maggio. Per il futuro penso che sceglierò un percorso universitario che tenga insieme gli studi politici ed economici, che ho scoperto di apprezzare proprio qui a Mostar. E se per farlo dovrò affrontare una selezione difficile anche stavolta la domanda che mi farò non sarà cosa potrà andare storto, ma quali possibilità meravigliose potranno nascere! Ecco perché - conclude Giovanni - consiglio vivamente ad altri ragazzi umbri di cogliere l’occasione del bando UWC per aprirsi a un mondo di opportunità”.

È forse proprio questo il senso più autentico della sua esperienza: non soltanto partire, ma imparare a guardare ciò che viene dopo con una prospettiva diversa. Da Narni a Mostar, attraverso una selezione, due anni di studio e una quotidianità condivisa con giovani provenienti da tutto il mondo, Giovanni ha trasformato il desiderio iniziale di uscire dalla propria comfort zone in un percorso concreto di formazione.

Una porta aperta sul mondo, dunque, ma anche un modo diverso di tornare a guardare il proprio punto di partenza. Con nuove competenze, nuove relazioni e, soprattutto, una consapevolezza più ampia delle possibilità che possono nascere quando la paura di ciò che potrebbe andare storto lascia spazio alla curiosità per ciò che ancora non si conosce.

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