12 Sep, 2026 - 21:00

“Vivere bene, invecchiare meglio”: a Gubbio il bilancio del progetto della Croce Rossa

“Vivere bene, invecchiare meglio”: a Gubbio il bilancio del progetto della Croce Rossa

Si è concluso oggi, sabato 12 settembre, il progetto “Vivere bene, invecchiare meglio”, promosso dal Comitato di Gubbio della Croce Rossa Italiana con il sostegno della Fondazione Perugia.

Il convegno finale ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso sviluppato nel corso del 2026 attraverso otto appuntamenti tra Gubbio e i Comuni della Fascia Appenninica, con l’obiettivo di diffondere una maggiore attenzione alla prevenzione, alla salute e alla qualità della vita nelle diverse fasi dell’età adulta.

Un progetto pensato non soltanto come serie di incontri, ma come occasione per costruire una rete stabile tra realtà del volontariato, amministrazioni locali e sistema sanitario.

Otto tappe tra Gubbio e Fascia Appenninica

Nel corso dell’anno il progetto ha attraversato il territorio con incontri e iniziative dedicate alla promozione di stili di vita più consapevoli, alla prevenzione e al tema dell’invecchiamento attivo.

Le otto tappe hanno permesso di portare direttamente nei diversi Comuni momenti di informazione e confronto, avvicinando cittadini e professionisti e favorendo una maggiore consapevolezza sui comportamenti che possono contribuire al mantenimento del benessere nel tempo.

Il titolo stesso del progetto, “Vivere bene, invecchiare meglio”, sintetizza l’impostazione scelta dalla Croce Rossa: spostare l’attenzione dall’intervento soltanto dopo l’insorgere di una problematica alla costruzione di una cultura della prevenzione quotidiana.

La collaborazione con i Comuni e l’Usl Umbria 1

Uno degli elementi centrali dell’esperienza è stato il lavoro di rete.

La realizzazione delle attività è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra la Croce Rossa Italiana Comitato di Gubbio, le amministrazioni comunali del territorio e l’Usl Umbria 1.

Una sinergia che ha consentito di mettere insieme competenze differenti e di costruire un sistema di interventi rivolto direttamente alla popolazione.

Il valore dell’iniziativa è stato proprio nella capacità di unire il mondo del volontariato, quello istituzionale e quello sanitario intorno a un obiettivo comune: favorire una maggiore attenzione alla salute prima che emergano situazioni critiche.

«La promozione della salute e la prevenzione richiedono un lavoro condiviso e continuativo sul territorio» è il principio che ha accompagnato l’intero percorso.

Invecchiamento attivo come tema sociale

Il progetto ha affrontato anche una questione sempre più centrale per il territorio: quella dell’invecchiamento della popolazione.

Il tema non riguarda soltanto la dimensione sanitaria, ma coinvolge autonomia personale, socialità, qualità delle relazioni e capacità di mantenere uno stile di vita attivo.

In questo senso, “Vivere bene, invecchiare meglio” ha provato a diffondere una visione diversa dell’età avanzata: non soltanto una fase da gestire sul piano assistenziale, ma un periodo nel quale prevenzione, informazione e partecipazione possono incidere concretamente sulla qualità della vita.

L’approccio seguito ha quindi messo al centro il cittadino e la sua capacità di diventare parte attiva nella tutela della propria salute.

Il convegno finale come momento di verifica

L’incontro di oggi non ha rappresentato soltanto la conclusione formale del progetto.

È stato anche un momento per raccogliere i risultati delle attività svolte, mettere in evidenza l’esperienza maturata e riflettere sulle prospettive future.

La chiusura del percorso offre infatti la possibilità di valutare quanto una iniziativa territoriale di questo tipo possa essere replicata o ampliata, soprattutto in quelle aree nelle quali la prevenzione e la vicinanza ai cittadini possono fare la differenza.

Il confronto ha permesso anche di sottolineare il ruolo fondamentale della collaborazione tra soggetti diversi.

«Nessuna realtà può affrontare da sola il tema della salute della comunità»: è questa una delle indicazioni che emergono dall’esperienza sviluppata nel corso dell’anno.

Prevenzione e prossimità

Il lavoro realizzato dalla Croce Rossa di Gubbio ha mostrato come la promozione della salute possa diventare più efficace quando viene portata direttamente nei territori.

La prossimità consente infatti di intercettare bisogni, diffondere informazioni e costruire rapporti di fiducia.

È in questa dimensione che il progetto ha trovato una delle sue caratteristiche più significative: la capacità di uscire dai luoghi tradizionalmente associati alla sanità per entrare nelle comunità locali.

L’esperienza delle otto tappe ha così contribuito a rafforzare una cultura della prevenzione fondata sulla conoscenza, sulla continuità e sulla collaborazione.

Un patrimonio da non disperdere

Con il convegno di oggi si chiude formalmente il progetto, ma resta il patrimonio di relazioni e competenze costruito durante il 2026.

La rete creata tra Croce Rossa, Comuni, Usl Umbria 1 e Fondazione Perugia rappresenta infatti un punto di partenza per eventuali nuove iniziative.

L’obiettivo, anche per il futuro, resta quello di rendere sempre più forte il legame tra salute, prevenzione e territorio, con particolare attenzione alle fasce della popolazione maggiormente esposte ai cambiamenti legati all’età.

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