07 Sep, 2026 - 14:00

Crisi economica e vertenza territoriale, la Cgil di Terni amplia la segreteria: entrano Burgo e Rampiconi

Crisi economica e vertenza territoriale, la Cgil di Terni amplia la segreteria: entrano Burgo e Rampiconi

La recessione morde il tessuto industriale e sociale del ternano, e il sindacato riorganizza i propri vertici per far fronte a una congiuntura che richiede risposte politiche e sindacali immediate. La Cgil di Terni ha ufficializzato l'ampliamento della propria segreteria provinciale, affiancando due nuovi ingressi al nucleo dirigente già operativo. Federica Burgo, già alla guida della Flc Cgil Terni, e Alessandro Rampiconi, ex segretario generale della Fiom Cgil Terni, entrano a far parte della squadra guidata dal segretario generale Claudio Cipolla e dai segretari provinciali Alessandro Roscini e Barbara Silvestrini.

La decisione, ratificata dall'Assemblea generale riunitasi alla presenza della segretaria generale della Cgil Umbria, Rita Paggio, segna un cambio di passo strategico: l'obiettivo è rilanciare la vertenza ternana per tirare fuori la provincia dalla palude economica, restituendo centralità alla specificità del territorio e superando la fase in cui i lavoratori si trovano “in balia di slogan e promesse senza seguito”.

L'allarme sull'economia locale: la richiesta di un patto per il lavoro e i salari

L'urgenza di questa riorganizzazione organizzativa e politica nasce dai dati reali dell'economia locale. Già all'inizio dell'anno, la sigla sindacale aveva aperto un'interlocuzione rigorosa con le forze politiche, datoriali e associative, lanciando un allarme inascoltato sullo stato di crisi. Ora, la nuova segreteria provinciale allargata alza il livello del confronto. Il mandato affidato ai neo-eletti Burgo e Rampiconi, in sinergia con Cipolla, Roscini e Silvestrini, è quello di imporre all'agenda pubblica una discussione concreta sulla quantità e qualità dell'occupazione.

L'Assemblea generale ha dettato la linea: “È necessario insistere e proseguire su questo percorso per dare forza e concretezza a una vera e propria vertenza ternana che rimetta al centro la strategicità e la specificità di questo territorio, sempre più in difficoltà, per uscire da questa evidente recessione”. Le priorità assolute riguardano il recupero del potere d'acquisto tramite nuove politiche dei redditi e fiscali, unito a un piano strutturale di investimenti in welfare e servizi.

L'emergenza sanità: dal nuovo ospedale di Terni al rilancio delle strutture di Orvieto e Narni-Amelia

Non può esistere una ripresa economica senza un'infrastruttura sociale e sanitaria in grado di tutelare i cittadini. Il dibattito interno all'assemblea della Cgil di Terni ha puntato i fari sull'edilizia ospedaliera, una delle questioni più critiche a livello regionale. Il sindacato impone all'amministrazione sanitaria di “ridefinire la mission dell'ospedale di Orvieto” e di imprimere una forte accelerazione alla “costruzione dell'ospedale di Narni-Amelia”, concepito come un nosocomio che dovrà operare in totale integrazione con la struttura del capoluogo.

Il nodo cruciale, tuttavia, resta l'Azienda ospedaliera di Terni. La struttura necessita di un intervento radicale per mantenere il proprio status di polo attrattivo interregionale di alta specialità. La prospettiva delineata dal sindacato supera il semplice adeguamento dei padiglioni, ipotizzando un “progetto più complessivo di rigenerazione urbana che innovi e migliori non solo l'ospedale, ma l'insieme dei servizi che orbitano su quel quartiere”.

Un nuovo modello di sviluppo e l'ipotesi di mobilitazioni radicali per contrastare le disuguaglianze

L'analisi del sindacato si estende infine alla transizione ambientale, energetica e tecnologica, invocando un modello di sviluppo ancorato in modo vincolante agli obiettivi dell'Agenda europea 2030. Serve un mutamento profondo delle politiche territoriali e nazionali per frenare “l'aumento crescente delle disuguaglianze”. Il ternano, baricentrico nell'Italia di mezzo, deve ritrovare la sua vocazione strategica industriale, commerciale e terziaria.

L'assetto rinnovato della segreteria provinciale serve a preparare il terreno per una stagione di rivendicazioni che potrebbe inasprirsi. L'avvertimento finale rivolto alle istituzioni non lascia spazio a interpretazioni: mantenendo ferma l'azione di rappresentanza, i vertici sindacali dichiarano di non escludere “di calendarizzare azioni più incisive che abbiano l'obiettivo di chiedere risposte decise e concrete, capaci di invertire la situazione e rispondere ai reali problemi delle persone che rappresentiamo”.

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