Dopo anni di battaglie dei cittadini, complesse verifiche tecniche e un piano di investimenti record, la Nuova Rampa Scorie dello stabilimento siderurgico Arvedi Ast di Terni entra nella sua fase decisiva. Il 28 agosto 2026, la Regione Umbria ha ricevuto la notifica formale a firma dell’Acting Ceo di Tapojärvi Oy, Mari Pilventö, che segna l’avvio ufficiale delle attività del nuovo impianto e del punto di emissione convogliata E17. Dal 1° settembre sono partite le prove a caldo (il cosiddetto hot commissioning), intervenute dopo i collaudi a vuoto, per certificare il corretto funzionamento di tutte le componenti tecnologiche.
Dal prossimo primo ottobre scatterà la messa in esercizio vera e propria, con un aumento progressivo dei quantitativi di scorie trattate. Un iter per cui Tapojärvi Italia S.r.l. ha chiesto sei mesi per la messa a regime, tempo valutato come strutturalmente necessario per testare l’impianto in differenti condizioni di carico. L’obiettivo industriale e ambientale è categorico: trasferire totalmente il trattamento della scoria bianca dal vecchio processo di raffreddamento ad umido al nuovo sistema a secco, azzerando entro dodici mesi lo stoccaggio temporaneo presso l’area della “Collina” di Prisciano.

La documentazione trasmessa agli uffici regionali delinea un percorso operativo stringente per la trasformazione della gestione degli scarti di lavorazione del sito umbro. La finestra di sei mesi richiesta per il collaudo definitivo a pieno carico è una diretta conseguenza del carattere fortemente innovativo dell'installazione. Gli ingegneri incaricati dovranno infatti monitorare la risposta termica e meccanica dei macchinari al variare delle configurazioni operative prima di poter dichiarare chiusa la fase di rodaggio.
A partire dall'autunno, si assisterà a un trasferimento tangibile e progressivo delle operazioni di smaltimento. La scoria prodotta dal reparto Acciaieria, storicamente legata a un processo di raffreddamento ad umido altamente impattante, verrà incanalata in maniera decrescente verso il vecchio sistema, per essere destinata quasi in blocco alle nuove tecnologie. Questo progressivo svuotamento della vecchia rampa si tradurrà, numeri alla mano, nel decremento sistematico dei volumi destinati alla "Collina". Il cronoprogramma è perentorio: il processo di transizione dovrà completarsi tassativamente entro il dodicesimo mese dalla messa in esercizio, archiviando di fatto la principale fonte di dispersione di polveri nel quadrante est della conca ternana.

Il superamento degli "ostacoli giganteschi" incontrati in fase di progettazione e autorizzazione apre ora uno scenario inedito sul fronte dei controlli. Il riconoscimento alle parti sociali è netto: “Dobbiamo dare merito alla determinazione e all'impegno delle associazioni ambientaliste e dei cittadini di Prisciano che da anni sono in prima linea”, ha precisato De Luca.
Tuttavia, l'inaugurazione delle procedure sul punto di emissione E17 segna l'inizio di una fase ispettiva altrettanto delicata. Le agenzie di protezione ambientale saranno chiamate a validare i dati di targa dell'impianto, verificando che il drastico abbattimento delle polveri si traduca in un effettivo miglioramento della qualità dell'aria rilevata dalle centraline urbane. “Inizia ora la delicata fase di transizione e messa in esercizio sulla quale vigileremo con il massimo impegno e la massima attenzione”, ha concluso l'assessore, rimarcando come l'attività di controllo rappresenti un “dovere imprescindibile a tutela del territorio, dell'ambiente e della salute della comunità di Terni”. Il prossimo anno solare fornirà il verdetto tecnico e ambientale per certificare l'uscita definitiva dall'emergenza scorie.
L'avvio formale dell'impianto si intreccia inevitabilmente con la cronaca civica di Prisciano, quartiere simbolo delle ricadute ambientali della grande industria e teatro di costanti esposti per le emissioni di metalli. A tracciare un bilancio politico e amministrativo del traguardo raggiunto è l'assessore regionale all'Ambiente, Thomas De Luca, che ha evidenziato la complessa architettura istituzionale alla base dell'opera.
“Quanto dieci anni fa sembrava un'utopia oggi sta diventando realtà”, ha dichiarato l'esponente della giunta regionale. “Un impianto che vede la sua realizzazione grazie all'Accordo di Programma, grazie all'impegno determinante della Regione Umbria per la sua stipula e all'azienda Arvedi-Ast che ha messo in campo investimenti senza precedenti in campo ambientale per consentire di realizzare questo impianto”.
L'amministratore non ha mancato di sottolineare come l'esito odierno non sia frutto esclusivo di dinamiche aziendali, ma di una forte pressione sociale. “Un progetto che nasce da decenni di battaglie e dall'impegno costante di una comunità che, in tutte le sue articolazioni, ha scelto di mettere al centro le tematiche ambientali, puntando a risolvere in modo definitivo il problema annoso delle polveri di Prisciano e delle emissioni di metalli che coinvolgono l'intera città”.