03 Sep, 2026 - 09:15

Turismo in Umbria, la proposta di Federalberghi: un fondo regionale stabile con l'imposta di soggiorno

Turismo in Umbria, la proposta di Federalberghi: un fondo regionale stabile con l'imposta di soggiorno

Il turismo in Umbria corre, ma per non arrestare la corsa serve un cambio di passo strutturale. La richiesta arriva direttamente dagli operatori del settore: istituire un fondo stabile per promuovere la regione, attingendo a una quota dell'imposta di soggiorno. Un appello che il presidente di Federalberghi Umbria Confcommercio, Simone Fittuccia, rivolge direttamente alla Regione Umbria, affinché si apra un tavolo di confronto operativo con i Comuni e Anci Umbria. L'obiettivo è superare la logica dell'emergenza e garantire risorse certe, continuative e slegate dalle contingenze di cassa, blindando così la competitività di uno dei principali motori dell'economia locale.

Oltre i dati stagionali: la strategia di Federalberghi per una promozione turistica strutturale e continuativa

Dopo quattro anni consecutivi di crescita costante, il comparto turistico regionale attraversa una fase di innegabile espansione. Sebbene la stagione in corso non sia ancora formalmente conclusa - e per l'analisi dei bilanci definitivi l'associazione abbia deciso di attendere la fine dell'anno per evitare bilanci prematuri - la priorità dell'agenda economica si sposta ora sul consolidamento dei risultati raggiunti. Secondo Federalberghi, il momento attuale, caratterizzato da numeri positivi, è quello politicamente ed economicamente più maturo per pianificare una strategia di lungo periodo sui mercati turistici, nazionali ed esteri.

“L'andamento è buono e questo è certamente un dato positivo”, dichiara il presidente Simone Fittuccia. “Ma sarebbe un errore pensare che possiamo abbassare la guardia. Il turismo umbro viene da anni di crescita e proprio per questo non possiamo fermarci adesso. Dobbiamo lavorare per mantenere e, se possibile, incrementare i flussi, costruendo una strategia di promozione che abbia continuità e risorse adeguate nel tempo”.

La soluzione individuata dall'associazione di categoria poggia su un principio di razionalizzazione delle risorse esistenti. Il progetto prevede di mettere a sistema una precisa percentuale degli introiti derivanti dall'imposta di soggiorno, il tributo applicato ormai dalla quasi totalità dei Comuni umbri a vocazione turistica. Questo gettito verrebbe fatto confluire in un fondo su scala regionale, concepito esclusivamente per finanziare una programmazione promozionale solida.

“Non parliamo di creare nuove tasse o di chiedere nuove risorse”, puntualizza Fittuccia, sgombrando il campo da possibili equivoci su eventuali aggravi fiscali. “Le risorse già entrano grazie al turismo e sono importanti. L'idea è quella di riservarne una quota alla promozione complessiva della nostra regione. Una scelta che consentirebbe di dare solidità e continuità a questa attività, evitando che la capacità di programmare dipenda ogni volta dalle risorse disponibili in quel momento”.

Il richiamo alle istituzioni: un tavolo di confronto con Regione e Anci Umbria per blindare la competitività del territorio

Storicamente, l'imposta di soggiorno è stata introdotta nel nostro ordinamento con il preciso scopo di finanziare interventi legati alla qualità dell'offerta territoriale. Oggi, quelle somme rappresentano un pilastro fondamentale per i bilanci delle amministrazioni locali. La proposta di Federalberghi non mira a scardinare questa prerogativa municipale, ma a stimolare una riflessione istituzionale per destinare, in maniera proporzionale, una quota degli incassi a un investimento comune per il brand Umbria. Per far decollare il progetto, l'associazione chiama in causa direttamente i vertici di Palazzo Donini, chiedendo alla Regione Umbria di farsi promotrice di un confronto stringente con i Comuni, attraverso la mediazione di Anci Umbria.

Il consolidamento del comparto deve infatti misurarsi con sfide strutturali e macroeconomiche non trascurabili. “Se riconosciamo davvero che il turismo è uno dei settori trainanti dell'Umbria”, analizza lucidamente Fittuccia, “dobbiamo essere conseguenti e investire per sostenerne la competitività. Anche perché le criticità non mancano: dai collegamenti alle infrastrutture, fino a un contesto internazionale segnato da crisi e fattori di incertezza che possono influenzare i flussi. Per questo non possiamo limitarci a registrare i risultati positivi quando arrivano: dobbiamo creare le condizioni perché possano continuare”.

In questo ingranaggio amministrativo, il settore privato rivendica un ruolo operativo di primo piano. Sono proprio le imprese alberghiere e ricettive, di fatto, ad assumersi l'onere burocratico e pratico della riscossione del tributo per conto delle amministrazioni locali, garantendo il funzionamento dell'intero sistema.

“Federalberghi rappresenta imprese che sono parte attiva di questo processo”, conclude il presidente Simone Fittuccia. “Le strutture ricettive non sono semplicemente beneficiarie delle politiche turistiche: contribuiscono ogni giorno alla competitività della destinazione e partecipano concretamente anche alla riscossione dell'imposta di soggiorno. Per questo riteniamo giusto aprire una discussione seria su come una parte delle risorse generate dal turismo possa essere reinvestita, in modo stabile e condiviso, per promuovere meglio l'Umbria e sostenerne la crescita nel tempo”.

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