07 Sep, 2026 - 17:50

Sostegno alla natalità, dalla Regione Umbria 500mila euro in più per le famiglie con figli nati nel 2025

Sostegno alla natalità, dalla Regione Umbria 500mila euro in più per le famiglie con figli nati nel 2025

L'Umbria da anni si trova a fare i conti con una costante denatalità. Le nascite si contraggono, i flussi migratori faticano a compensare mentre la popolazione diventa più anziana. È in questo scenario che la Giunta regionale ha deliberato l'incremento di mezzo milione di euro per i fondi destinati alle famiglie con figli nati nel 2025. Un importante segnale di sostegno alla genitorialità che nasce dalla volontà di ampliare la platea dei beneficiari del bonus.

Lo stanziamento arriva così a un milione di euro complessivi. Oltre 2.600 le domande presentate

Con l'attuale aumento, lo stranziamento totale della dotazione dell’avviso sulla natalità arriva così a un milione di euro complessivi. "Le nuove risorse - spiega una nota regionale - consentiranno di far scorrere la graduatoria e finanziare ulteriori nuclei familiari ammessi al beneficio ma rimasti esclusi per esaurimento dei fondi". Il contributo previsto è di 500 euro per ciascun figlio nato nel 2025 ed è destinato alle famiglie con Isee non superiore ai 30mila euro. Le domande presentate sono state 2.262, di cui 976 già finanziate, 1.272 ammesse ma non finanziate e 14 risultate inammissibili.

L'incremento di 500mila euro per l’avviso 2025 rientra nell’ulteriore milione di euro destinato dalla Regione agli interventi per la natalità nell'ambito dell’assestamento del bilancio 2026-2028. La restante quota di 500mila euro è invece destinata agli interventi per la natalità relativi al 2026.

Proietti: "Denatalità grande sfida. I genitori non devono sentirsi soli"

"La denatalità è una delle grandi sfide che abbiamo davanti - queste le parole della presidente della Regione, Stefania Proietti - e non può essere affrontata chiedendo alle famiglie di sostenere da sole il peso delle scelte genitoriali. Dietro ogni nascita ci sono persone, progetti di vita e nuove responsabilità - ha sottolineato -. Per questo abbiamo ritenuto importante aumentare le risorse e raggiungere altre famiglie che avevano i requisiti, ma erano rimaste escluse per l’esaurimento dei fondi. Il nostro impegno è costruire intorno a loro una rete di sostegni e servizi che accompagni la crescita dei bambini e delle bambine nel tempo, perché contrastare la denatalità significa anche rendere possibile per tante donne e tanti uomini scegliere di diventare genitori senza sentirsi soli".

Aiuti alle famiglie con figli: Barcaioli: "La Regione investe nei servizi pubblici"

L’assessore regionale all’Istruzione, Fabio Barcaioli, ha ricordato gli sforzi che l'amministrazione regionale sta compiendo per creare un complesso di aiuti destinati alle famiglie con figli. "L’integrazione delle risorse per la natalità - ha affermato - si inserisce in una programmazione regionale che mette al centro gli investimenti strutturali nei servizi pubblici. Abbiamo infatti destinato 7 milioni di euro alla creazione di oltre 500 nuovi posti nei nidi e nei micronidi e 4,3 milioni di euro al tempo integrato nella scuola primaria. Sono investimenti - ha evidenziato - che rafforzano il sistema educativo regionale e che vogliono offrire alle bambine e ai bambini la possibilità di crescere in Umbria e alle famiglie condizioni più favorevoli per conciliare i tempi di vita e di lavoro" ha concluso.

L'Umbria punta a costruire un sistema integrato di risorse 

La misura appena finanziata si colloca quindi in continuità rispetto al lavoro che dalla Regione stanno portando avanti sulla fascia dell'infanzia. La presenza di una rete strutturata di servizi funzionanti e accessibili è infatti fondamentale per qualsiasi genitore poiché è nella vita quotidiana che si realizza il sostegno alla genitorialità. Nell'Umbria dell'inverno demografico, con le nascite che da anni diminuiscono, creare un contesto in cui avere figli sia non solo possibile ma anche sostenuto da politiche pubbliche adeguate significa investire concretamente sul futuro della comunità, favorendo la - non sempre semplice - conciliazione tra la vita privata e quella lavorativa, garantendo maggiori opportunità di crescita e benessere a bambini e genitori.

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