Era arrivato in Italia con un permesso turistico, ma è stato arrestato a Santa Maria degli Angeli con l’ipotesi di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e, dopo la convalida dell’arresto, rimpatriato. È la vicenda che ha visto coinvolto un 20enne, fermato dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Assisi nel corso di un controllo sul territorio. L’operazione è partita da un accertamento apparentemente ordinario.
I militari, impegnati in un controllo alla circolazione stradale, hanno notato un’autovettura parcheggiata in un piazzale adiacente a un istituto scolastico di Santa Maria degli Angeli. Il veicolo era fermo, ma aveva ancora le luci accese. Una circostanza che ha portato i Carabinieri a procedere con le verifiche sul conducente e sull’autovettura.
Alla guida del mezzo si trovava il giovane di 20 anni, che secondo quanto ricostruito dai Carabinieri era arrivato in Italia con un permesso turistico. L’autovettura utilizzata dal ragazzo risultava essere stata presa a noleggio a Roma. Nel corso degli accertamenti, l’attenzione dei militari si è concentrata anche sulla disponibilità di denaro contante del conducente.
All’interno del portafoglio del 20enne, infatti, i Carabinieri hanno trovato una somma di denaro considerata di ingente entità. Si trattava di 1.120 euro in contanti. È stato questo uno degli elementi che ha portato i militari a procedere con ulteriori approfondimenti e, successivamente, con una perquisizione personale e veicolare.
Gli accertamenti hanno consentito di rinvenire 16 ovuli contenenti sostanza stupefacente del tipo cocaina, per un peso complessivo di circa 11 grammi.
Insieme alla sostanza stupefacente è stata sequestrata anche la somma di 1.120 euro in contanti trovata nella disponibilità del giovane.
La modalità di confezionamento della sostanza e gli ulteriori elementi raccolti durante l’intervento hanno portato i Carabinieri a contestare al 20enne l’ipotesi di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Sulla base degli elementi acquisiti nel corso delle verifiche, il giovane è stato quindi dichiarato in stato di arresto.
Dopo l’intervento dei militari, la vicenda è passata all’esame dell’autorità giudiziaria. Il 20enne è comparso davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia, chiamato a valutare la legittimità dell’arresto e i successivi provvedimenti.
Al termine dell’udienza, il Gip ha convalidato l’arresto e disposto nei confronti del giovane la misura cautelare del divieto di dimora in Umbria.
Contestualmente è stato concesso il nulla osta per l’espulsione immediata, consentendo così l’avvio delle procedure per l’allontanamento del 20enne dal territorio italiano.
Terminata l’udienza, il giovane è stato accompagnato dai Carabinieri negli uffici della Questura di Perugia. Qui gli è stato notificato il decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Perugia, ai sensi dell’articolo 86, comma 3, del D.P.R. 309/1990.
La procedura è quindi proseguita senza ulteriori passaggi sul territorio regionale. Dopo la notifica del provvedimento, il 20enne è stato infatti accompagnato all’aeroporto internazionale “San Francesco” di Perugia.
L’ultimo passaggio della vicenda si è svolto nello scalo aeroportuale umbro. Il giovane, dopo essere stato accompagnato all’aeroporto internazionale “San Francesco” di Perugia, è stato rimpatriato.
Si è conclusa così la permanenza in Italia del 20enne, iniziata con l’ingresso nel Paese per motivi turistici e terminata, a seguito dell’intervento dei Carabinieri e dei successivi provvedimenti dell’autorità giudiziaria e amministrativa, con il suo allontanamento dal territorio nazionale.