È originario di Orvieto, dove vive la sua famiglia, il sergente dell’Esercito Claudio Marchesi, 35 anni, morto nell’incidente dell’elicottero CH-47 precipitato in Bosnia-Erzegovina.
Il militare era impegnato nel Paese nell’ambito dell’operazione europea EUFOR Althea e prestava servizio nell’Aviazione dell’Esercito. La notizia della sua morte ha raggiunto anche l’Orvietano, dove risiedono i genitori, un fratello e una sorella, tutti conosciuti nella zona di Allerona.
Marchesi si era trasferito a Viterbo circa tre anni fa per ragioni di servizio. Era inquadrato nel primo reggimento "Antares" del Centro Addestrativo e ricopriva il ruolo di specialista dell’aeromobile. Nello stesso reparto prestava servizio il sergente Simone Ruggia, che si trovava ai comandi dell’elicottero precipitato.
Marchesi prestava servizio nell’Aviazione dell’Esercito, presso la base di Viterbo, dove era assegnato al primo reggimento "Antares". Il trasferimento nella città laziale risaliva a circa tre anni fa, quando aveva lasciato Orvieto per ragioni professionali. La famiglia era invece rimasta nell’Orvietano, nella zona di Allerona, dove i suoi familiari sono conosciuti.
L’attività nell’Aviazione dell’Esercito lo aveva portato anche in Bosnia-Erzegovina, nell’ambito della missione europea EUFOR Althea. Al momento dell’incidente, Marchesi ricopriva il ruolo di specialista dell’aeromobile a bordo del CH-47. Con lui si trovava il sergente Simone Ruggia, che era ai comandi del velivolo. Entrambi prestavano servizio a Viterbo ed erano impegnati nelle attività legate alla missione internazionale.
L’incidente è avvenuto giovedì 29 ottobre in Bosnia-Erzegovina, nella regione di Brčko, dove l’elicottero CH-47 era impegnato nell’ambito della missione EUFOR Althea.
A bordo si trovavano complessivamente 15 persone. Il bilancio comunicato dal Ministero della Difesa è di quattro militari italiani morti e undici feriti.
Oltre a Claudio Marchesi e Simone Ruggia, entrambi appartenenti all’Aviazione dell’Esercito, hanno perso la vita il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Anche un operatore della Croce Rossa, parte del team di evacuazione medica, è rimasto ferito nell’incidente.
I feriti sono stati soccorsi e trasferiti nelle strutture sanitarie della zona. Nelle comunicazioni diffuse dopo lo schianto, il Ministero della Difesa ha precisato che nessuno di loro risultava in pericolo di vita. È stato inoltre disposto l’invio di personale sanitario italiano per assicurare ulteriore assistenza alle persone coinvolte.
Sono ancora in corso gli accertamenti per chiarire le cause dell’incidente. Il Ministero della Difesa ha avviato le attività investigative necessarie a ricostruire la dinamica dello schianto e a individuare le circostanze che hanno portato alla caduta del velivolo. Anche il comando della missione EUFOR ha disposto verifiche sull’accaduto.
Le prime informazioni diffuse dalla missione europea indicavano che l’elicottero stava svolgendo un’attività di routine nella regione di Brčko. Non sono stati tuttavia resi noti elementi conclusivi sulle cause della caduta, che restano oggetto di indagine.
EUFOR Althea è la missione militare dell’Unione europea in Bosnia-Erzegovina, avviata nel dicembre 2004. Il suo mandato è contribuire al mantenimento di un ambiente sicuro e stabile nel Paese e sostenere l’addestramento collettivo delle forze armate bosniache.
L’Italia partecipa all’operazione con proprio personale militare, tra cui gli uomini dell’Aviazione dell’Esercito. È nell’ambito di questa missione che si trovava Claudio Marchesi quando si è verificato il tragico incidente.