31 Oct, 2026 - 12:13

Orvieto, la famiglia del sergente Claudio Marchesi raggiunge il luogo dell'incidente in Bosnia

Orvieto, la famiglia del sergente Claudio Marchesi raggiunge il luogo dell'incidente in Bosnia

La famiglia del sergente Claudio Marchesi è partita per la Bosnia-Erzegovina con un aereo militare. I congiunti del 35enne, originario di Orvieto e morto nello schianto dell'elicottero CH-47 Chinook dell'Esercito italiano, hanno lasciato l'Umbria per raggiungere il luogo della tragedia. La partenza dei familiari arriva dopo la notizia dell'incidente avvenuto nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre in Bosnia-Erzegovina, durante un'attività legata alla missione internazionale EUFOR Althea.

Nello schianto hanno perso la vita quattro italiani: due militari dell'Esercito e due appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. A bordo del velivolo si trovavano complessivamente 15 persone; le altre undici sono rimaste ferite.

Chi era Claudio Marchesi, il sergente di 35 anni originario di Orvieto

Marchesi aveva 35 anni e apparteneva all'Aviazione dell'Esercito. Era in servizio al Primo reggimento "Antares" di Viterbo, reparto del Centro addestrativo dell'Aviazione dell'Esercito, e operava come specialista a bordo del Chinook precipitato in Bosnia.

Il suo compito, secondo quanto ricostruito dall'ANSA, era legato al controllo della strumentazione presente all'interno e all'esterno dell'elicottero. Un'attività tecnica svolta durante le operazioni di volo, distinta da quella del personale ai comandi del velivolo.

Originario di Orvieto, il sergente aveva lasciato la città da alcuni anni per ragioni legate alla propria attività professionale. Dal 2023 risiedeva a Montefiascone, mentre la famiglia era rimasta nel territorio orvietano. Il militare era appassionato di sport, in particolare di sci e calcio, discipline che aveva praticato anche da ragazzo.

A Canale, venerdì mattina, alcuni ufficiali dell'Esercito hanno raggiunto l'abitazione della famiglia per portare vicinanza e conforto ai congiunti.

L'incidente in Bosnia, quattro militari italiani morti nello schianto del CH-47

L'elicottero coinvolto nell'incidente era un CH-47 Chinook dell'Esercito italiano, impegnato nell'ambito dell'operazione EUFOR Althea in Bosnia-Erzegovina. Il velivolo è precipitato nel pomeriggio del 29 ottobre per cause che il Ministero della Difesa ha precisato essere ancora in corso di accertamento. I soccorsi sono intervenuti sul posto e, secondo il bilancio diffuso dalla Difesa, a bordo si trovavano 15 persone: quattro hanno perso la vita e undici sono rimaste ferite.

Oltre a Claudio Marchesi, le vittime sono il sergente Simone Ruggia, anch'egli appartenente all'Aviazione dell'Esercito, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci, entrambi in servizio nel Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. I due militari dell'Esercito erano di stanza a Viterbo e appartenevano al Primo reggimento "Antares", mentre Zecchillo e Procacci facevano parte del personale della Croce Rossa impegnato nella missione.

Dopo l'incidente, il Ministero della Difesa ha comunicato l'invio di un'équipe medica italiana per garantire assistenza ai feriti. Nella prima comunicazione ufficiale, la Difesa aveva precisato che nessuno degli undici feriti risultava in pericolo di vita. Il ministro Guido Crosetto ha inoltre espresso il cordoglio dell'intero comparto della Difesa, assicurando la vicinanza alle famiglie delle vittime e al personale coinvolto.

Restano da chiarire le circostanze che hanno portato alla caduta dell'elicottero. Le autorità hanno avviato le attività investigative necessarie a ricostruire la dinamica dell'accaduto e a individuare le cause dell'incidente. Al momento, quindi, non sono state fornite conclusioni definitive sulle ragioni dello schianto.

Il cordoglio di Orvieto, la sindaca Tardani: "La nostra comunità si stringe attorno ai familiari"

La notizia della morte di Marchesi ha suscitato profonda commozione nella comunità orvietana. La sindaca Roberta Tardani ha pubblicato su Facebook la fotografia di una bandiera italiana a mezz'asta, accompagnandola con un messaggio di vicinanza alla famiglia del sergente e di cordoglio per tutti i militari deceduti nell'incidente.

"In questo momento di profonda tristezza - ha scritto -, la nostra comunità si stringe con rispetto attorno ai familiari, rinnovando la riconoscenza a tutti i militari che operano anche lontano dalla nostra Patria in contesti difficili e rischiosi.️

A nome mio personale e dell'amministrazione comunale, esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia, ai suoi affetti più cari e a tutti coloro che piangono la tragica perdita dei quattro militari dell'Esercito e della Croce Rossa deceduti in Bosnia. A loro va il nostro pensiero e l'abbraccio affettuoso di tutta la città di Orvieto".

Anche la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha espresso la vicinanza della Giunta regionale ai familiari del sergente. In una nota diffusa dopo l'incidente, ha ricordato Marchesi e gli altri tre militari morti in Bosnia, manifestando la partecipazione della comunità umbra al dolore dei loro cari.

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