02 Oct, 2026 - 09:43

Omicidio Cumani, la difesa di Amri chiede di ridimensionare l'accusa: nel mirino l'aggravante

Omicidio Cumani, la difesa di Amri chiede di ridimensionare l'accusa: nel mirino l'aggravante

L'esclusione dell'aggravante dei futili motivi e, in caso di accoglimento della richiesta, l'accesso al rito abbreviato. È questo il punto centrale della strategia della difesa di Yassin Amri, principale imputato nel procedimento per l'omicidio di Hekuran Cumani, il 23enne di Fabriano ucciso con una coltellata al torace nelle prime ore del 18 ottobre scorso a Perugia.

La seconda udienza preliminare si è tenuta nel pomeriggio di giovedì 1° ottobre davanti al giudice per l'udienza preliminare Giorgio Margheri. L'udienza ha consentito alle parti di confrontarsi sulle diverse richieste processuali, mentre il gup si è riservato di decidere e ha fissato al 15 ottobre il momento in cui scioglierà le riserve.

Sul tavolo, in particolare, c'è la richiesta avanzata dall'avvocato Vincenzo Bochicchio per conto di Amri: prima l'esclusione dell'aggravante contestata dal sostituto procuratore Gemma Miliani, poi l'accesso al rito abbreviato condizionato a una perizia medico-legale sulle armi sequestrate e sulle ferite riportate nella notte dell'aggressione.

Omicidio Cumani, Amri chiede l'esclusione dell'aggravante

La difesa di Yassin Amri ha chiesto al gup Giorgio Margheri di pronunciarsi sulla sussistenza dell'aggravante dei futili motivi contestata nel procedimento. In caso di esclusione, l'avvocato Vincenzo Bochicchio ha chiesto per il proprio assistito l'accesso al rito abbreviato.

La richiesta è stata formulata con una condizione precisa: lo svolgimento di una perizia medico-legale che dovrà verificare la compatibilità delle due lame sequestrate con la ferita mortale riportata da Hekuran Cumani e con quella subita dal fratello Samuele nella stessa notte.

L'eventuale accesso al rito abbreviato comporterebbe, in caso di condanna, la riduzione di un terzo della pena. Per questo la decisione sull'aggravante rappresenta uno dei passaggi centrali dell'udienza preliminare e potrà incidere direttamente sul percorso processuale dell'imputato.

Il gup si è riservato di decidere. La prossima data fissata in calendario è quella del 15 ottobre, quando dovranno essere definite le questioni rimaste aperte.

La ricostruzione della Procura sulla morte di Cumani

Secondo la ricostruzione dell'accusa, l'indagine sull'omicidio è stata coordinata fin dalle prime ore dalla Squadra mobile di Perugia. La vicenda è avvenuta nel parcheggio della facoltà di Matematica dell'Università degli Studi di Perugia, alle spalle del 110Cafè di via Pascoli, nelle prime ore del 18 ottobre scorso.

Il confronto avrebbe coinvolto due gruppi di giovani, uno proveniente da Fabriano e l'altro composto da ragazzi residenti a Perugia. Alla base dell'episodio, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, ci sarebbe stata una battuta legata al calcio.

Da quella situazione sarebbe poi scaturita una violenza culminata con la coltellata al torace che ha provocato la morte di Hekuran Cumani.

Nella stessa aggressione è rimasto ferito anche il fratello Samuele. Le circostanze della notte, il ruolo dei diversi partecipanti e la dinamica dell'accoltellamento costituiscono quindi il quadro sul quale si concentra il procedimento attualmente davanti al gup.

La famiglia Cumani chiede il concorso nell'omicidio per tutti gli imputati

Nel corso della seconda udienza preliminare sono state discusse anche le istanze dei familiari della vittima, rappresentati dagli avvocati Daniele Carmenati e Claudio Alianiello.

I legali di genitori e fratello di Hekuran sono stati formalmente ammessi al procedimento come parti civili e hanno depositato le richieste economiche per il risarcimento del danno, richieste contestate dalle difese.

All'uscita dal tribunale, l'avvocato Daniele Carmenati ha respinto con decisione l'ipotesi secondo cui l'iniziativa della famiglia sarebbe stata dettata principalmente da ragioni economiche.

"Durante l'udienza è emersa la tesi secondo cui il nostro agire sarebbe stato orientato a logiche di tipo economico, ma sconfessiamo questa ipotesi, la neghiamo categoricamente", ha dichiarato Carmenati uscendo dal tribunale. "Stiamo portando avanti le istanze di giustizia della famiglia Cumani ed è normale che quando ci si costituisce parte civile si faccia una richiesta economica, ma questo non vuol dire che l'interesse sotteso sia meramente economico".

La posizione della parte civile va oltre la sola contestazione rivolta ad Amri. Attraverso i propri legali, la famiglia chiede infatti che venga valutata la possibilità di contestare il concorso nell'omicidio volontario anche agli altri imputati coinvolti nella vicenda.

Omicidio Cumani, le posizioni degli altri imputati

Per gli altri imputati il procedimento presenta, allo stato, contestazioni differenti. Una ragazza e due ragazzi devono rispondere, a vario titolo, di lesioni personali, minaccia e porto abusivo di armi da taglio.

Anche le loro difese hanno portato all'attenzione del giudice richieste differenti, legate ai possibili riti processuali. Per la giovane è stata sollecitata la messa alla prova, mentre per uno dei due ragazzi è stato chiesto il patteggiamento. Per l'altro, invece, la difesa ha indicato la strada del rito ordinario.

Le richieste dei difensori sono state discusse nel corso dell'udienza insieme alle istanze della parte civile. Sullo sfondo resta anche la possibilità che il pubblico ministero Gemma Miliani sia invitato a valutare una modifica del capo di imputazione, anche con riferimento all'eventuale contestazione del reato di rissa.

La famiglia Cumani, attraverso i propri legali, chiede che il procedimento tenga conto non soltanto della condotta attribuita al presunto autore materiale della coltellata, ma dell'intero contesto nel quale, secondo la ricostruzione dell'accusa, si è sviluppata l'aggressione.

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