A finire nel mirino dei truffatori, non ci sono "solo" gli anziani ma anche i giovani e in questo caso specifico, un minorenne. Il copione quello ormai "classico" del finto finanziere. Il ragazzo però aveva subito capito che qualcosa non andasse e l'ha detto al padre che a sua volta ha contattato la Polizia riuscendo a far arrestare la presunta artefice del raggiro. Una giovane anche lei, di appena 19 anni. I fatti si sono verificati a Perugia.
Prima c'era stata la "solita" telefonata. La giovane vittima, spiega la Questura perugina, era stata contattata telefonicamente da un uomo che si era qualificato falsamente come appartenente alla Guardia di Finanza. Il ragazzo, come accade spesso in questi casi, era stato indotto a credere che l'auto del padre era stata utilizzata per commettere una rapina. Con tale pretesto, il giovane era stato invitato a consegnare tutti i gioielli in suo possesso ad una donna che in seguito si sarebbe presentata nei pressi della sua abitazione per verificare se i preziosi corrispondessero a quelli sottratti nel corso della presunta rapina. Il ragazzo per fortuna non si è lasciato imbrogliare e temendo una truffa, ha informato con un messaggio il genitore che ha subito chiesto aiuto alla Polizia di Stato.
A quel punto, il personale della Squadra Mobile ha atteso l'incontro fra il ragazzo e la donna, nel luogo in cui gli era stato dato appuntamento. Ed è qui che lei è stata immediatamente bloccata e accompagnata in Questura. Terminati gli atti di rito, la 19enne è stata arrestata per il reato di truffa in concorso e, su disposizione del pubblico ministero, trattenuta presso le camere di sicurezza, in attesa del processo per direttissima.
La refurtiva invece è stata interamente recuperata e stata restituita ai legittimi proprietari. Nei confronti della ragazza il questore ha anche avviato la procedura amministrativa finalizzata all'adozione della misura di prevenzione dell'allontanamento con divieto di ritorno nel comune di Perugia.
Stessa dinamica si è verificata alla fine di luglio ad Orvieto dove un abile truffatore aveva contattato telefonicamente un minore che era rimasto temporaneamente da solo in casa. Spacciandosi per un carabiniere, lo aveva convinto che il proprio genitore fosse rimasto coinvolto in una rapina e che fosse necessario consegnare immediatamente tutti i preziosi custoditi nell'abitazione per consentire controlli urgenti. Spaventato e preoccupato, quando pochi minuti dopo un uomo si era presentato a bussare alla porta di casa, gli aveva consegnato i gioielli che erano in casa e un orologio.
Quando il padre era rientrato, gli aveva riferito l'episodio. L'uomo capendo che il figlio era stato truffato ha subito sporto denuncia e i Carabinieri hanno avviato le indagini controllando, tra le altre cose, anche le strutture ricettive del territorio. L'intuizione si era rivelata quella giusta perché il soggetto, individuato grazie alla descrizione del ragazzo, era proprio "in visita" in città ed è stato rintracciato mentre rientrava nell'alloggio.
I militari l'hanno bloccato sottoponendolo ad una perquisizione personale sul posto che ha dato riscontri immediati: in suo possesso hanno infatti rinvenuto l'intera refurtiva sottratta poco prima. C'erano i monili in oro e l'orologio, che sono stati successivamente esibiti al proprietario e contestualmente restituiti. A ulteriore conferma, la foto del sospettato è stata mostrata alla giovane vittima che l'ha immediatamente riconosciuto. Arrestato il presunto responsabile, anche per lui era stato celebrato il rito direttissimo con il giudice che nei suoi confronti aveva adottato la misura cautelare dell'obbligo di dimora nel Comune di residenza.