Indagini serrate sulla morte di Carlo Scimmi. Tentata truffa e omicidio preterintenzionale, queste le due le ipotesi di reato formulate a carico di ignoti su cui sta indagando la Procura della Repubblica di Terni. Ieri il tragico rinvenimento del corpo senza vita dell'anziano 89enne nella sua casa di via Paganini, nel quartiere di Borgo Rivo.
L'allarme è scattato nel tardo pomeriggio. Il figlio di Scimmi, come riferisce l'Ansa, è stato contattato dai Carabinieri di Orvieto che davanti a loro avevano il badante del padre, un uomo di origini sudamericane, che assisteva h24 l'anziano. Il figlio si è immediatamente recato dal genitore, che soffriva di problemi di salute e che era rimasto solo in casa, dove l'ha trovato ormai deceduto dietro alla porta d'ingresso.
Sul corpo non è stato trovato alcun segno di violenza. La polizia ha inoltre accertato che nell'abitazione sembra che non siano stati sottratti denaro, preziosi o altro. Elementi che fin da principio hanno portato ad escludere un atto violento, come un omicidio volontario o una rapina finita male. Le indagini invece si sono immediatamente indirizzate verso un malore conseguente a un tentativo di truffa. E su questo si è rivelata fondamentale proprio la testimonianza dell'assistente dell'anziano.
Perché dunque il bandate di Scimmi si trovava a più di un'ora da casa, lontano dall'anziano con cui viveva tutto il giorno? Secondo quanto appreso finora, nel primo pomeriggio di mercoledì l'89enne avrebbe ricevuto una telefonata che l'aveva gettato in uno stato di forte agitazione. All'altro capo c'era un sedicente carabiniere che gli riferiva di un suo congiunto esposto ad una situazione di pericolo e di doversi pertanto presentare con urgenza in caserma ad Orvieto. Spaventato e impossibilitato a spostarsi, Scimmi avrebbe inviato il badante che conviveva con lui. L'uomo ha così raggiunto la Città della Rupe, dove si è recato in autobus.
Quando si è presentato in caserma e ha raccontato questa storia, ai militari è apparso subito chiaro che si trattava di un raggiro in piena regola e hanno avvisato immediatamente il figlio dell'anziano che si è recato nell'appartamento del padre, dove poi lo ha trovato morto. La dinamica dunque appare del tutto compatibile con la truffa del "finto carabinierie", tra quelle in assoluto più diffuse ai danni degli anziani e che trovano spazio con allarmante frequenza nelle pagine di ogni quotidiano. Scimmi è stato isolato da chi aveva architettato l'inganno anche se al momento non è chiaro se l'89enne, solo in casa, si sia trovato faccia a faccia con i malviventi e se, come spesso accade in questi casi, abbia ricevuto anche una seconda telefonata dai presunti truffatori. Quello che è certo è che il decesso si colloca nel lasso di tempo tra la partenza del badante e l'arrivo del figlio che l'ha rinvenuto ormai cadavere.
Diversi i nodi da sciogliere e su cui dovranno far luce le indagini. Gli investigatori intanto stanno lavorando in più direzioni. Sulla salma dell'anziano l'autorità giudiziaria ha disposto l'autopsia che chiarirà le cause e l'ora del decesso. Gli inquirenti si stanno concentrando sui tabulati telefonici, passati al setaccio per risalire all'autore o agli autori della telefonata da cui è partito tutto. Oltre al badante e al figlio di Scimmi, si sta procedendo con l'acquisizione di altre testimonianze e non è escluso che vengano poste al vaglio anche eventuali immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza situate nelle vicinanze della casa.