Dieci anni dopo, la Valnerina torna a guardare a quella domenica mattina del 30 ottobre 2016, quando alle 7.40 una scossa di magnitudo 6.5 colpì duramente l’area di Norcia, aggravando le ferite già aperte dal terremoto del 24 agosto e dalle nuove forti scosse del 26 ottobre.
In pochi istanti, paesi, abitazioni, edifici pubblici e luoghi simbolo furono investiti da una devastazione che avrebbe segnato profondamente la vita delle comunità locali. Una ferita ancora presente nella memoria collettiva, ma anche l’inizio di un lungo percorso di messa in sicurezza, recupero e ricostruzione.
Venerdì 30 ottobre 2026, nel decimo anniversario di quella scossa, la Regione Umbria promuove una giornata di appuntamenti istituzionali, culturali e comunitari tra Norcia, Preci e Cascia. Un programma che intreccia il ricordo delle vittime e dei momenti più difficili dell’emergenza con la restituzione di servizi essenziali, il recupero del patrimonio storico e la necessità di garantire un futuro ai territori colpiti.
In calendario figurano l’inaugurazione dell’ospedale civico di Norcia e dell’ospedale Santa Rita di Cascia, la presentazione di un video e di un volume dedicati al decennio della ricostruzione, l’anteprima di una mostra sulla Valnerina e una visita ai cantieri di Preci.
Il filo conduttore sarà il cammino compiuto dal territorio in questi dieci anni: dall’emergenza abitativa e dalla messa in sicurezza degli edifici alle opere di recupero, passando per la necessità di mantenere attivi i servizi e contrastare lo spopolamento.
Un bilancio che non cancella le difficoltà ancora aperte, ma consente di misurare il lavoro svolto e le prospettive di una ricostruzione che riguarda non soltanto gli edifici, ma anche la tenuta delle comunità.
La giornata si aprirà alle 9 a Norcia con l’inaugurazione del nuovo ospedale civico. Alla cerimonia sono attesi la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il prefetto di Perugia Paolo Canaparo, il commissario straordinario del Governo per la ricostruzione Guido Castelli, il sindaco di Norcia Giuliano Boccanera e il direttore generale della Asl Umbria 2 Roberto Noto.
L’appuntamento assume un significato particolare nel quadro delle celebrazioni: la disponibilità di strutture sanitarie rinnovate rappresenta un passaggio importante per il ripristino dei servizi e per la possibilità di continuare a vivere in territori che, dopo il sisma, hanno dovuto fare i conti con danni estesi e profonde trasformazioni.
La ricostruzione, infatti, non si misura soltanto attraverso il recupero degli edifici danneggiati, ma anche nella capacità di restituire ai cittadini punti di riferimento e servizi indispensabili.
Alle 10.15 il programma si sposterà al Digipass di Norcia, dove sarà presentato e proiettato il video Valnerina 2016-2026. La forza delle radici, realizzato da Promovideo Media Communication per il decennale. Il filmato ripercorrerà il rapporto tra le comunità e il territorio nel corso di un decennio che ha richiesto di affrontare l’emergenza e, successivamente, di ricostruire condizioni di vita e prospettive per il futuro.
A seguire sarà presentato il volume La terra, la comunità, la rinascita. Umbria 2016-2026. A dieci anni dal terremoto. Interverranno i curatori Gianluca Fagotti, direttore regionale e coordinatore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, Alfiero Moretti, già dirigente del Servizio regionale di Protezione civile e direttore regionale, e Diego Zurli, già direttore della Regione Umbria.
Nel corso della mattinata è inoltre prevista l’anteprima della mostra Oro e Terra. Il Rinascimento della Valnerina, promossa dal Ministero della Cultura attraverso le Direzioni generali Archeologia, belle arti e paesaggio e Archivi e organizzata dalle Soprintendenze competenti dell’Umbria in collaborazione con l’associazione Virart Odv.
Tra i contributi in programma quelli dei curatori Francesca Valentini, Caterina Fontanella e Alessandro Delpriori, dell’Università di Camerino, oltre all’intervento della presidente di Virart Odv Agnese Mancini. Le conclusioni saranno affidate alla presidente Proietti, prima del taglio del nastro della mostra a Palazzo comunale.
Il programma della mattinata comprende anche un momento musicale dedicato al contributo di chi intervenne durante l’emergenza. Al Teatro Civico di Norcia è previsto il concerto della Banda musicale nazionale del Corpo dei Vigili del Fuoco, protagonista, attraverso la propria presenza, di un omaggio a quanti operarono nelle fasi più difficili del post-sisma.
La scossa del 30 ottobre fu il momento più forte della sequenza sismica che, a partire dal 24 agosto, aveva colpito l’Appennino centrale. L’epicentro si trovava nell’area al confine tra Umbria e Marche, a pochi chilometri da Norcia e Preci.
Il sisma aggravò una situazione già compromessa e provocò danni ingenti in diversi centri della Valnerina, interessando abitazioni, strutture pubbliche e un patrimonio storico e religioso profondamente legato all’identità locale. La magnitudo e l’orario dell’evento sono riportati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
Norcia, le frazioni di Castelluccio e San Pellegrino, Cascia e Preci furono tra i territori duramente colpiti. Tra le immagini più emblematiche di quei giorni resta quella della basilica di San Benedetto a Norcia, gravemente danneggiata dal crollo di gran parte della struttura e divenuta uno dei simboli della portata delle distruzioni e del successivo impegno per il recupero del patrimonio. Anche altri edifici storici, luoghi di culto e spazi pubblici hanno richiesto interventi complessi, con tempi e procedure che hanno accompagnato la vita dei residenti per anni.
Dopo le prime operazioni di soccorso, il percorso è passato dalla messa in sicurezza degli edifici alla sistemazione temporanea delle famiglie, fino all’avvio e alla prosecuzione dei cantieri. Una fase lunga, fatta di interventi differenti per dimensioni e complessità, che ha coinvolto tanto il patrimonio pubblico quanto le abitazioni private.
Oltre alla ricostruzione materiale si è posto il problema della tenuta sociale ed economica dei comuni montani, dove la perdita o la sospensione dei servizi e le difficoltà nel rientrare nelle proprie case hanno alimentato il timore dello spopolamento.
Il decennale offre quindi l’occasione per rileggere le tappe di un processo ancora centrale per il futuro dell’area. Il ritorno alla normalità non coincide soltanto con il completamento dei lavori: significa anche garantire servizi, sostenere la permanenza dei residenti e permettere alle attività economiche e alle comunità di continuare a vivere nei luoghi segnati dal sisma.
Nel primo pomeriggio le iniziative si sposteranno a Preci. Alle 13 è prevista una visita ai cantieri della piazza del capoluogo e dell’abbazia di Sant’Eutizio, alla presenza della presidente Proietti, del prefetto Canaparo, del commissario straordinario Castelli e del sindaco di Preci Massimo Messi.
Il sopralluogo riporterà l’attenzione su due luoghi di particolare rilievo per la comunità, sia sul piano della vita pubblica sia per il valore storico e culturale. Il recupero di piazze, complessi religiosi ed edifici di interesse storico rappresenta una parte importante della ricostruzione, perché restituisce spazi collettivi e riferimenti che contribuiscono a definire l’identità dei paesi.
La visita ai cantieri sarà dunque una delle tappe attraverso cui il programma intende mettere in relazione il lavoro svolto e quello ancora necessario. In un territorio segnato da centri abitati di dimensioni contenute e da un patrimonio diffuso, la ripartenza passa anche dalla possibilità di restituire piena funzionalità ai luoghi della vita quotidiana e della memoria.
Alle 15.15 il programma raggiungerà Cascia, dove sarà inaugurato l’ospedale Santa Rita. Alla cerimonia prenderanno parte, tra gli altri, la presidente della Regione, il prefetto di Perugia, il commissario straordinario, il sindaco Mario De Carolis e il direttore generale della Asl Umbria 2 Roberto Noto.
La restituzione della struttura sanitaria si inserisce nel percorso di ripristino dei servizi essenziali per la popolazione della Valnerina. La presenza di presidi sanitari accessibili è infatti un elemento determinante per la qualità della vita nei territori montani, dove la distanza dai centri più grandi può rendere particolarmente importante la disponibilità di servizi di prossimità.
Nel presentare il significato della giornata, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha dichiarato: "Questa giornata assume un significato profondo, che va ben oltre la semplice commemorazione: a dieci anni dal sisma, testimonia in modo tangibile il passaggio dall'emergenza alla rinascita concreta della Valnerina. La riconsegna degli edifici dei presidi sanitari di Norcia e Cascia rappresenta la restituzione di strutture profondamente rinnovate, dotate dei più elevati standard di sicurezza sismica ed efficienza energetica.
Questo traguardo crea le condizioni per il ripristino dei servizi essenziali e la tutela del diritto alla salute, ponendo solide basi per il ripopolamento e la coesione sociale dell'intera area".
La ricostruzione, nelle parole della presidente, si lega dunque alla possibilità di restituire servizi e condizioni di sicurezza, ma anche di creare presupposti favorevoli alla permanenza degli abitanti. È una prospettiva che riguarda l’intera area appenninica, chiamata a fare i conti con le conseguenze del terremoto e con le difficoltà strutturali dei territori interni.
La giornata si concluderà alle 17 a Norcia, nella basilica di San Benedetto, con una solenne preghiera vespertina alla presenza dell’arcivescovo di Spoleto-Norcia monsignor Renato Boccardo e dell’arcivescovo emerito di Perugia-Città della Pieve cardinale Gualtiero Bassetti.
La scelta della basilica come luogo conclusivo richiama uno dei simboli più forti della città e della sua storia recente. Il recupero dell’edificio, duramente colpito dal terremoto, è stato al centro di un lungo percorso di intervento e ha assunto un significato che va oltre la dimensione architettonica, coinvolgendo la memoria e l’identità della comunità.
Nel suo intervento, Proietti ha collegato il recupero dei luoghi simbolo al valore complessivo delle celebrazioni: "Parallelamente, il sopralluogo ai cantieri e all'abbazia di Sant'Eutizio a Preci, unito alla preghiera conclusiva nella basilica di San Benedetto a Norcia - conclude la presidente Proietti - simboleggia il recupero dell'identità storica, artistica e spirituale della comunità. Iniziative editoriali, mostre e testimonianze audiovisive completano questo percorso, trasformando il ricordo della tragedia in una rinnovata consapevolezza delle proprie radici e nella riaffermazione di un futuro solido e condiviso per l'intero territorio appenninico".