Due appelli, una sospensione di venti minuti e nessuna possibilità di avviare i lavori. Il Consiglio comunale di Gubbio si è fermato nella mattinata di mercoledì 28 ottobre per la mancanza del numero legale, facendo slittare l'esame del bilancio consolidato, primo punto all'ordine del giorno. A impedire l'apertura della seduta sono state le assenze di quattro consiglieri di maggioranza: una difficoltà numerica che arriva in un momento politicamente delicato per l'amministrazione guidata dal sindaco Vittorio Fiorucci.
La seduta, convocata alle 8.30, non è riuscita a superare la verifica delle presenze neppure dopo il rinvio tecnico. Al secondo appello i consiglieri di maggioranza presenti erano dodici, mentre le opposizioni avevano lasciato l'aula. Accertata nuovamente l'assenza del quorum, il presidente del Consiglio comunale Mattia Martinelli ha dichiarato chiusa la seduta.
La giornata si è quindi conclusa con una riconvocazione d'urgenza, decisa nella riunione dei capigruppo, per giovedì 29 ottobre alle 8.30. Una nuova convocazione dettata soprattutto dalla necessità di affrontare il bilancio consolidato entro i termini previsti, evitando che il rinvio si trasformi in un problema per il funzionamento dell'ente.
La vicenda presenta due aspetti strettamente collegati, ma distinti: l'urgenza amministrativa di approvare un documento contabile obbligatorio e la capacità della maggioranza di assicurare in aula i numeri necessari. Il primo appuntamento è fallito; ora l'attenzione si sposta sulla seduta di giovedì, chiamata a verificare la tenuta della coalizione e a consentire al Consiglio di procedere con l'ordine del giorno.
L'impasse si è manifestata fin dall'inizio della seduta. Alla convocazione delle 8.30 sono mancati quattro consiglieri di maggioranza. L'assenza è stata subito rilevata dall'ex sindaco e consigliere di minoranza Diego Guerrini, che ha invitato i gruppi di opposizione ad abbandonare gli scranni, chiedendo poi una verifica formale del numero legale.
Il presidente Martinelli ha effettuato il conteggio delle presenze e ha constatato che non sussistevano le condizioni per proseguire. Da qui la sospensione dei lavori per venti minuti, prevista per consentire una nuova verifica e verificare se fosse possibile riprendere la seduta.
Il secondo appello non ha cambiato il quadro. I consiglieri di maggioranza presenti sono saliti a dodici, ma il numero non è stato sufficiente a garantire il quorum necessario, in assenza delle opposizioni. La seduta è stata quindi chiusa senza che l'assemblea potesse affrontare il primo punto all'ordine del giorno.
Dei quattro consiglieri assenti, due si trovano all'estero e non potranno rientrare neppure per la convocazione di giovedì. La presenza di almeno uno degli altri due consentirebbe invece, secondo quanto emerso nel corso della giornata, di raggiungere quota tredici e assicurare il numero legale.
È su questo dato che si concentra ora l'attenzione in vista della nuova seduta. La disponibilità dei consiglieri sarà decisiva per consentire l'apertura dei lavori, ma il raggiungimento del quorum non equivarrà automaticamente all'approvazione del bilancio: una volta riunito regolarmente il Consiglio, sarà necessario procedere all'esame e al voto sul documento contabile.
A rendere particolarmente urgente la riconvocazione è il primo punto previsto dall'ordine del giorno: il bilancio consolidato. Si tratta del documento che rappresenta la situazione economica e patrimoniale complessiva dell'ente e degli organismi compresi nel perimetro di consolidamento, offrendo una visione unitaria dei risultati del gruppo amministrazione pubblica.
Per l'approvazione del bilancio consolidato relativo all'esercizio 2025, il termine previsto per il 2026 è fissato al 31 ottobre. La seduta di giovedì arriva dunque a ridosso della scadenza, lasciando poco margine per ulteriori rinvii e rendendo necessario superare rapidamente l'impasse registrata in aula.
Il rispetto dei termini non rappresenta un passaggio puramente formale. La normativa prevede conseguenze in caso di mancata approvazione, tra cui restrizioni sulle assunzioni di personale. Un eventuale ritardo potrebbe quindi incidere sulla possibilità dell'amministrazione di procedere con il reclutamento e di organizzare le risorse necessarie al funzionamento della macchina comunale.
È questo il motivo per cui la mancata apertura della seduta assume un rilievo che va oltre la dinamica consiliare. Il Comune deve garantire il rispetto degli obblighi contabili, mentre la maggioranza è chiamata a dimostrare di poter assicurare le condizioni minime per consentire all'assemblea di deliberare.
La priorità immediata resta l'approvazione del documento entro i termini previsti. Per arrivarci, tuttavia, sarà indispensabile prima risolvere il problema delle presenze e poi assicurare che i lavori possano svolgersi regolarmente. La nuova convocazione rappresenta quindi un passaggio decisivo sia sul piano amministrativo sia su quello politico.
La nuova seduta è stata convocata d'urgenza per giovedì 29 ottobre alle 8.30. L'attenzione sarà concentrata innanzitutto sulla verifica del numero legale e sulla possibilità di avviare i lavori. La presenza di almeno uno dei due consiglieri assenti che non si trovano all'estero potrebbe consentire di raggiungere il quorum, ma sarà il conteggio effettivo in aula a determinare se il Consiglio potrà procedere.
Superato il primo ostacolo, l'assemblea dovrà affrontare il bilancio consolidato, con la scadenza del 31 ottobre ormai imminente. La maggioranza sarà chiamata non soltanto a garantire l'apertura della seduta, ma anche a portare a termine l'iter del documento contabile, evitando conseguenze che potrebbero ripercuotersi sull'attività amministrativa.