Il Consiglio comunale di Gubbio non riesce ad avviare i lavori per mancanza del numero legale. La seduta, convocata alle 8.30 di mercoledì 28 ottobre, si è chiusa dopo due appelli senza che l’assemblea potesse esaminare gli atti all’ordine del giorno, a partire dal bilancio consolidato, la cui approvazione è ormai prossima alla scadenza.
A determinare lo stop sono state le assenze di quattro consiglieri di maggioranza. A evidenziare la situazione è stato l’ex sindaco e consigliere di minoranza Diego Guerrini, che ha invitato le opposizioni a lasciare l’aula e ha chiesto la verifica del numero legale. Il presidente del Consiglio comunale, Mattia Martinelli, ha quindi proceduto al conteggio delle presenze, disponendo una sospensione di 20 minuti dopo aver constatato l’impossibilità di proseguire.
Alla ripresa, il secondo appello ha confermato la mancanza del numero legale: in aula risultavano presenti 12 consiglieri di maggioranza, mentre le opposizioni erano rimaste fuori.
Martinelli ha quindi dichiarato chiusa la seduta, rendendo necessario individuare una nuova data per affrontare gli argomenti rimasti in sospeso. La priorità è ora l’approvazione del bilancio consolidato, con tempi ormai ristretti e una maggioranza chiamata a verificare la propria capacità di garantire il numero necessario per procedere.
Il mancato svolgimento della seduta pesa soprattutto per la presenza, all’ordine del giorno, del bilancio consolidato relativo all’esercizio 2025, la cui approvazione è attesa entro i termini previsti dalla normativa. Si tratta di un adempimento rilevante per l’ente, che ora dovrà tornare in aula in tempi stretti per evitare ulteriori ritardi e le possibili conseguenze legate al mancato rispetto degli obblighi contabili.
Tra i rischi connessi al ritardo figurano anche limitazioni sul piano amministrativo, tra cui il blocco delle assunzioni fino all’approvazione del documento. La seduta saltata, dunque, non rappresenta soltanto un problema organizzativo, ma apre una questione che riguarda direttamente la capacità dell’amministrazione di portare a termine gli adempimenti previsti, in una fase in cui la tenuta dei numeri in Consiglio diventa determinante.
Dopo la chiusura dei lavori, i capigruppo di maggioranza e opposizione si sono riuniti d’urgenza per individuare una nuova data. Il Comune ha convocato il Consiglio comunale per giovedì 29 ottobre alle 8.30, nella sala consiliare di Palazzo Pretorio, in piazza Grande.
Il bilancio consolidato tornerà al centro della seduta, insieme agli altri punti previsti dall’ordine del giorno. I lavori potranno essere seguiti anche in diretta streaming attraverso il collegamento disponibile sul sito istituzionale dell’ente.
La nuova convocazione rappresenta un passaggio decisivo, a partire dalla verifica del numero legale, condizione indispensabile per aprire la seduta e procedere con l’esame degli atti. Resta poi da verificare la disponibilità dei voti necessari per approvare il documento contabile.
Con la scadenza ormai vicina, la maggioranza guidata da Vittorio Fiorucci è chiamata a garantire la presenza dei propri consiglieri e a trovare le condizioni per portare a termine l’adempimento, evitando che le difficoltà emerse mercoledì si traducano in ulteriori ritardi.
Dei quattro consiglieri di maggioranza assenti alla seduta di mercoledì, due si trovano all’estero e non potranno rientrare in tempi brevi. La presenza degli altri due avrebbe consentito di portare a 14 il numero dei rappresentanti della maggioranza in aula, una quota sufficiente a garantire il numero legale.
Le assenze hanno impedito al Consiglio comunale di avviare i lavori, proprio in una seduta chiamata a esaminare il bilancio consolidato in prossimità della scadenza per l’approvazione.
La nuova convocazione sarà quindi un passaggio importante per verificare la capacità della maggioranza di assicurare il numero legale e il sostegno necessario all’approvazione del documento.
La seduta saltata arriva all’indomani del duro comunicato delle segreterie provinciale e regionale di Umbria Civica, la formazione che aveva sostenuto la candidatura di Fiorucci a sindaco. La presa di posizione è arrivata dopo la presentazione di Alleanza Civica per l’Umbria, il nuovo soggetto politico promosso dal primo cittadino di Gubbio insieme al sindaco di Deruta, Michele Toniaccini, e presentato a Perugia il 24 ottobre.
Nel comunicato, Umbria Civica ha contestato la scelta di Fiorucci, rivendicando il ruolo avuto nella costruzione della sua candidatura e criticando le prospettive del nuovo progetto.
La nota ha investito direttamente la gestione degli equilibri in Consiglio comunale, accusando il sindaco di aver alimentato divisioni all’interno della maggioranza. "Il risultato è una maggioranza che é a rischio a ogni seduta del Consiglio comunale, tenuta insieme con lo scotch e priva di ogni prospettiva politica e amministrativa", hanno scritto le segreterie provinciali e regionali di Umbria Civica.
Le critiche hanno riguardato anche alcune questioni considerate strategiche per Gubbio, dal dimensionamento scolastico alla difesa dell’ospedale di Branca, fino al ruolo della città nelle iniziative legate alla festività francescana. Nella stessa nota, la formazione ha invitato Fiorucci a concentrare il proprio impegno sulle esigenze del territorio, contestando l’opportunità di dedicarsi alla costruzione di nuove sigle politiche.
La nascita di Alleanza Civica per l’Umbria, promossa da Fiorucci e Toniaccini, è stata presentata dai fondatori come un progetto civico, moderato e popolare, collocato nell’area del centrodestra e orientato a mettere in rete sindaci, amministratori e realtà locali. L’iniziativa, rivolta anche alle prossime elezioni amministrative, ha tuttavia aperto un nuovo fronte di confronto all’interno del quadro politico umbro e, in particolare, nella maggioranza eugubina.
La seduta saltata per mancanza del numero legale apre una nuova fase di incertezza per l’amministrazione guidata da Vittorio Fiorucci, chiamata a garantire la regolare attività del Consiglio comunale e a portare all’approvazione il bilancio consolidato entro i termini previsti.
Le assenze registrate mercoledì hanno impedito l’avvio dei lavori, ma non sono sufficienti, da sole, a dimostrare l’esistenza di un dissenso politico all’interno della maggioranza.
L’attenzione è ora rivolta alla nuova convocazione di giovedì 29 ottobre, quando l’assemblea sarà nuovamente chiamata a esaminare il documento contabile. Sarà innanzitutto necessario raggiungere il numero legale per aprire la seduta; successivamente, la maggioranza dovrà assicurare i voti necessari all’approvazione. Due passaggi distinti, entrambi determinanti per consentire al Comune di rispettare le scadenze amministrative.