Era il 7 aprile 2025 quando in una Terni schiantata dal dolore, si sono tenuti i funerali di Ilaria Sula, brutalmente assassinata a soli 22 anni. Almeno tremila le persone che vi presero parte.
Mark Samson, 24enne reo confesso del delitto, nel pomeriggio di ieri, 27 ottobre 2026, è stato condannato in primo grado all'ergastolo per omicidio aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla relazione sentimentale. Contestato inoltre l'occultamento di cadavere.
"Un omicidio premeditato ed efferato, per il quale nulla potrà mai ripagare la vita e la famiglia di Ilaria" queste le parole sindaco di Terni Stefano Bandecchi che fin da subito aveva invocato l'ergastolo.
Una condanna quella di Samson, afferma il primo cittadino, "che sottolinea la gravità di quanto accaduto e il dolore destinato ad accompagnare per sempre i familiari della giovane. Avevo già richiamato la necessità della massima pena prevista dalla legge italiana".
"Fermo restando che nulla potrà mai ripagare la madre, il padre e il fratello di Ilaria per quello che hanno subito - aggiunge -. Il loro è un dolore che non può essere sanato, una ferita che resterà aperta per tutta la vita. Non c'è condanna che possa restituire una figlia ai suoi genitori o una sorella a suo fratello. Di fronte a una tragedia di questa portata, ritengo che sia giusto applicare il massimo della pena previsto oggi dalla legge italiana. Nessuna punizione potrà cancellare quanto accaduto, ma la gravità di questi fatti richiede una risposta giudiziaria all'altezza delle responsabilità accertate".
"La giustizia ha fatto il suo corso - afferma l'assessora alle Pari Opportunità del Comune di Terni, Alessandra Salinetti - ma il dolore dei genitori è un macigno che porteranno per tutta la vita. Nessuna sentenza potrà mai restituire Ilaria alla sua famiglia, né colmare il vuoto lasciato dalla sua assenza".
Ilaria studiava Scienze Statistiche all'università di Roma 'La Sapienza', il suo desiderio era di entrare in Finanza. "Una ragazza che aveva il mondo davanti a sé, una vita da vivere, sogni da realizzare, progetti e tante possibilità ancora da scoprire - ha rimarcato l'assessora -. Una ragazza che ha lasciato tante persone affrante, come i suoi coolleghi di studio che ne ricordano la bravura e la diligenza".
Ieri, nell'aula bunker del carcere di Rebibbia dove si è tenuto il processo, Samson non era presente. C'erano i familiari di Ilaria, gli amici e i compagni di corso dell'Università 'La Sapienza' che si è costituita parte civile: indossavano magliette con il volto della ragazza e la scritta 'Giustizia per Ilaria'.
Della giovane si erano perse le tracce dalla sera del 25 marzo 2025, la stessa in cui è stata uccisa. Nei giorni successivi alla scomparsa, Samson, spacciandosi per lei, aveva anche inviato messaggi al papà della ragazza e ad una sua amica. Lui aveva continuato con la sua vita di sempre.
Samson, dopo aver commesso il femminicidio, aveva ripulito la scena del crimine aiutato dalla madre, Nors Manlapaz, che ha patteggiato due anni per occultamento di cadavere in un procedimento separato. La conferma dell'implicazione della donna arrivò proprio al termine del funerale di Ilaria.
"Non un delitto di impeto - ha detto ieri la PM Maria Perna -. Samson non si è mai pentito per quanto compiuto continuando a pensare che Ilaria Sula meritasse quella fine".
La mattina del 2 aprile il corpo della giovane era stato trovato chiuso all'interno di un valigione, gettato in una scarpata a Capranica Prenestina, a una quarantina di chilometri dalla Capitale.
"Ho ancora presente quel cadavere nel dirupo e le condizioni in cui era. Samson non ha mai detto la verità e ha continuato a mentire per non ammettere la premeditazione del delitto" ha detto ancora Perna.