È stato un fine settimana intenso per le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico dell'Umbria (SASU) che tra sabato e domenica sono intervenute per due diverse emergenze. Operatori e mezzi che entrano in azione in aree difficili da raggiungere, in situazioni spesso delicate dove altri tipi di soccorso non riuscirebbero ad arrivare.
Con l'estate che ormai sta volgendo al termine e il caldo che finalmente inzia a stemperarsi, la voglia di immergersi nella natura incontaminata dell'Umbria è tanta. È proprio nel fitto dei boshi a Castelvento, nel Comune di Corciano che il SASU è intervenuto nella mattinata di sabato 12 settembre.

Qui l’équipe a bordo dell’elicottero, composta da medico, infermiere e tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino e Speleologico, è stata sbarcata con il verricello nei pressi del paziente. Dopo le prime cure le squadre del SASU, in collaborazione con il personale del 118, hanno trasportato l’infortunato fuori dal tratto più denso della boscaglia, fino a un’area sufficientemente aperta da consentire il recupero mediante verricello. Il paziente è stato quindi trasferito in elicottero all’ospedale di Perugia. Sul posto anche il personale del 118 e l’elisoccorso Nibbio 01.
In serata c'è stata anche una seconda chiamata per una persona con un trauma a un arto inferiore nei pressi del lago di Corbara. L’allertamento è rientrato poco dopo, una volta accertato che la persona si trovava in una zona raggiungibile dai mezzi ordinari di soccorso.
Ieri, domenica 13 settembre, poco dopo le 10:00, una nuova attivazione ha riguardato un’escursionista infortunata ad una gamba lungo il Sentiero di Francesco, nella tappa da Gubbio ad Assisi, nelle vicinanze di Fratticiola Selvatica, nel Comune di Perugia. La donna è stata raggiunta e i soccorritori del SASU hanno prestato le prime cure, immobilizzando l’arto. La paziente è stata quindi trasportata con la barella portantina in dotazione alle squadre fino al mezzo fuoristrada del SASU, con il quale è stata accompagnata al punto di incontro con l’ambulanza e affidata al personale sanitario.

La settimana appena trascorsa ha fatto registrare numerosi altri interventi del SASU nelle giornate di lunedì, martedì e mercoledì con le squadre impegnate a prestare soccorso e in operazioni di ricerca di persone.
Giovedì scorso, intorno alle 12:00, era stata segnalata una donna di 66 anni che aveva riportato un infortunio ad una gamba sempre lungo il Sentiero di Francesco, nella tappa da Gubbio ad Assisi, nei pressi della diga di Valfabbrica. Raggiunta l'escursionista, i soccorritori hanno prestato le prime cure e immobilizzato l’arto. Anche per lei la procedura è stata la medesima con l'accompagnamento a bordo del mezzo fuoristrada del SASU e il trasporto fino al punto di incontro con l’ambulanza del 118, che l'ha successivamente condotta all’ospedale di Branca. Sul posto si sono portati anche i Vigili del Fuoco.
L'Umbria per molti rappresenta la meta ideale dove dedicarsi agli sport all'aria aperta. Dal trekking alle camminate, dal rafting alle scalate, la regione è in grado di offrire attività per ogni grado di preparazione. Eppure può capitare a chiunque, anche ai più esperti, di avere un incidente e quando ciò accade in zone dove arrivare è tutt'altro che semplice, si attiva un'articolata macchina dei soccorsi dove il ruolo del Sasu è fondamentale. Il Soccorso Alpino e Speleologico dell'Umbria che fa parte del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) si rivela infatti decisivo in tutte quelle circostanze in cui le normali strutture di emergenza, come le ambulanze o le squadre dei Vigili del Fuoco, non riescono a operare a causa della difficoltà del terreno, dell'isolamento o della scarsa accessibilità.