Si è conclusa domenica scorsa l'edizione zero di BorgoMuse e fin da subito è apparso chiaro che l'evento avrebbe lasciato il segno. A Collescipoli, trasformatasi in un palcoscenico diffuso, nei tre giorni del festival sono transitate circa 10mila persone. Oggi, a qualche giorno di distanza, gli organizzatori hanno tracciato un bilancio complessivo della kermesse, mettendo sul tavolo altri numeri altrettanto significativi. Nel frattempo, è già partita la sfida verso la seconda edizione.
Ideato e promosso dal BAC e dall’Associazione Thyrus, con il direttore artistico Andrea Giuli, quello organizzativo Marco Diamanti e lo staff, BorgoMuse ha animato Collescipoli grazie al coinvolgimento di associazioni, operatori, artisti, cittadini e volontari. Accanto alle presenze "fisiche" del fine settimana, hanno registrato un boom anche quelle virtuali, superando abbondantemente il milione sui canali social: oltre 280mila le visualizzazioni su Instagram e 923mila su Facebook. Le pagine social, aperte lo scorso aprile, hanno raggiunto invece 52mila utenti su Instagram e 42mila su Facebook.

E ancora: un centinaio in tutto gli artisti che hanno preso parte ai 40 appuntamenti gratuiti in programma, 50 le camere utilizzate per l’accoglienza di circa 90-100 persone e una decina gli operatori enogastronomici coinvolti, cui si aggiungono sessanta tra studenti e studentesse delle Accademie e degli Istituti del territorio.
"Numeri che raccontano non soltanto la partecipazione, ma anche il movimento prodotto attorno al borgo in termini di visibilità, turismo, ospitalità ed enogastronomia - dicono gli organizzatori -. Un risultato particolarmente significativo per una manifestazione completamente nuova, concentrata in poco più di 48 ore e nata con l’ambizione di costruire un format capace di guardare oltre i confini locali".

"Noi siamo soddisfattissimi, l'evento è andato anche oltre le nostre aspettative - ha affermato Giuli -. Abbiamo lavorato per quasi un anno, cercando di curare ogni dettaglio. Nel fine settimana si respirava un'atmosfera veramente magica".
Se i numeri sono importanti, altrettanto lo è stata anche la portata internazionale della tre giorni. "Abbiamo avuto ospiti da Brasile, Giappone, Lituania - sottolinea Diamanti -. Un festival che si è distinto come laboratorio artistico e creativo. Il format è ambizioso e innovativo e speriamo possa avere uno sviluppo".
Tra concerti, spettacoli teatrali, reading, incontri, performance artistiche e di strada e mostre, il pubblico non solo ha scoperto il borgo ma l'ha anche vissuto. Tanti anche i turisti provenienti da Lazio, Marche, Toscana, Lombardia e Sicilia, oltre a diversi visitatori stranieri a conferma di un evento di richiamo. Ottimo il risultato anche sul fronte dell'accoglienza dove accanto a B&B, residence e ostelli, sono entrate in gioco alcune famiglie di Collescipoli che hanno messo a disposizione le proprie abitazioni per ospitare studenti. "Un’esperienza di ospitalità diffusa che ha mostrato anche le potenzialità di un possibile sviluppo dell’albergo diffuso nelle prossime edizioni" spiegano ancora gli organizzatori per un festival che ha saputo generare indotto anche sul sistema dell’enogastronomia locale.
La base dunque è più che solida e da qui si parte per ragionare sul futuro e su come crescere. Un progetto che punta alla continuità e a consolidare la rete costruita in questa prima esperienza, sviluppandone ulteriormente le ambizioni.
"Il bilancio, dunque, va oltre il dato delle presenze - concludono Giuli e Diamanti -. BorgoMuse ha sperimentato un format agile, diffuso e costruito sul territorio, mettendo in relazione cultura, spettacolo, accoglienza, attività economiche e comunità locale. Una formula che, pur partendo da una realtà specifica come Collescipoli, ha mostrato potenzialità di respiro più ampio".