29 Oct, 2026 - 13:07

Città di Castello, tutto pronto per il Salone del Tartufo Bianco Pregiato: si parte il 31 ottobre

Città di Castello, tutto pronto per il Salone del Tartufo Bianco Pregiato: si parte il 31 ottobre

Tre fine settimana, le piazze del centro storico e un protagonista che racconta una parte importante dell’identità dell’Alta Valle del Tevere. Si alza il sipario sulla 46esima edizione del Salone nazionale del Tartufo Bianco Pregiato di Città di Castello, in programma dal 31 ottobre al 1° novembre e poi il 7 e 8 e il 14 e 15 novembre.

Una formula rinnovata che amplia la durata della manifestazione e punta a rafforzare il legame tra il prodotto simbolo della stagione autunnale, le altre eccellenze gastronomiche del territorio e le comunità che ne custodiscono le tradizioni.

Il centro storico tifernate si prepara ad accogliere visitatori, appassionati e operatori della filiera con un percorso che unirà il mercato del tartufo bianco, le produzioni locali, la cucina tipica, le dimostrazioni gastronomiche e le attività rivolte a un pubblico di tutte le età.

Tra gli spazi centrali della manifestazione figurano il Ristorante Bianco Pregiato, in piazza Andrea Costa, e il Villaggio delle Pro loco, allestito in piazza Matteotti. Oltre a questi, aree espositive, degustazioni, laboratori e iniziative dedicate alla conoscenza del prodotto contribuiranno a costruire un programma distribuito su più giornate.

La novità principale riguarda proprio la scelta di articolare il Salone su tre fine settimana, superando la concentrazione degli appuntamenti in un unico periodo.

Una decisione che, nelle intenzioni degli organizzatori, dovrà rappresentare anche il punto di partenza per una promozione più continuativa del tartufo a Città di Castello, capace di andare oltre il calendario autunnale e di coinvolgere il pubblico durante tutto l’anno.

Salone del Tartufo Bianco Pregiato a Città di Castello: il programma dal 31 ottobre

L’apertura ufficiale è prevista sabato 31 ottobre alle 16.30, alla presenza del sindaco di Alba, Alberto Gatto. La partecipazione del primo cittadino della città piemontese punta a consolidare i rapporti tra due territori legati alla cultura del tartufo bianco e alla tradizione della cerca e cavatura.

Un incontro simbolico tra i trifolau piemontesi e i cavatori dell’Alta Valle del Tevere, custodi di conoscenze e pratiche che uniscono il rapporto con il bosco alla valorizzazione gastronomica del prodotto.

L’edizione 2026 si presenta con un nuovo assetto degli spazi fieristici e con il debutto del Palazzo del Bianco, storico contenitore cittadino inserito nel percorso della manifestazione. L’obiettivo è accompagnare il pubblico attraverso luoghi diversi, mettendo in relazione il mercato, la degustazione, la conoscenza delle produzioni e l’incontro con chi lavora lungo la filiera.

Il primo punto di accoglienza sarà in Largo Gildoni, dove verrà allestita un’area dedicata al Bianco Pregiato, con appuntamenti, degustazioni e momenti di intrattenimento. All’interno del Loggiato Gildoni troveranno spazio aziende specializzate del territorio e l’Associazione Tartufai dell’Alta Valle del Tevere, per consentire ai visitatori di conoscere da vicino il prodotto, le sue caratteristiche e il lavoro necessario per portarlo dal bosco alla tavola.

Il percorso proseguirà nel quadrilatero di Palazzo Bufalini, affacciato su piazza Matteotti, dove saranno presenti produttori, aziende agricole e realtà legate alle specialità locali e ai Presìdi Slow Food. La proposta intende valorizzare non soltanto il tartufo, ma anche la varietà delle produzioni che caratterizzano l’area, facendo emergere il rapporto tra qualità gastronomica, biodiversità e tradizioni alimentari.

Tartufo bianco, cucina tipica e prodotti locali: le piazze protagoniste

La ristorazione avrà un ruolo centrale nell’offerta del Salone. In piazza Andrea Costa sarà allestito il Ristorante Bianco Pregiato, dedicato alle preparazioni a base di tartufo bianco e ai sapori del territorio. In piazza Matteotti, invece, il Villaggio delle Pro loco riunirà le realtà locali, chiamate a raccontare attraverso le proprie proposte gastronomiche le tradizioni e le specialità delle rispettive comunità.

La partecipazione delle Pro loco contribuirà a valorizzare la tradizione gastronomica dell’Alta Valle del Tevere, affiancando alla degustazione il racconto dei prodotti e delle ricette del territorio. Le iniziative nelle piazze daranno spazio alle associazioni locali e alle realtà che, attraverso il proprio lavoro, custodiscono e tramandano le tradizioni dei singoli paesi.

Il programma comprende anche show cooking, dimostrazioni e occasioni di approfondimento dedicate alle caratteristiche del Bianco Pregiato e ai suoi possibili abbinamenti. L’intento è avvicinare il pubblico al prodotto attraverso esperienze differenti, mettendo in dialogo chi lo cerca, chi lo commercializza e chi lo valorizza in cucina.

Un’attenzione particolare sarà riservata anche ai più piccoli. Nel loggiato di piazza Fanti troverà spazio l’area Bianco Pregiato Kids, con laboratori creativi e attività dedicate al bosco, alla natura e ai suoi abitanti. Un’occasione per avvicinare bambini e famiglie all’ambiente in cui cresce il tartufo, trasformando la visita al Salone anche in un’esperienza di scoperta e apprendimento.

Salone del tartufo, la novità dei tre weekend e la promozione durante tutto l’anno

A spiegare la portata del cambiamento è il presidente dell’Ente Fiera Salone nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, Lazzaro Bogliari, che individua nella distribuzione degli appuntamenti su più fine settimana uno dei risultati più significativi del lavoro organizzativo.

"La grande novità è che il Salone si svolgerà in tre fine settimana. Questa è stata una nostra grande vittoria, insieme al direttore Andrea Castellani. Da quando siamo entrati, tre anni fa, abbiamo chiesto che venissero organizzate iniziative distribuite su più settimane e in diversi periodi dell’anno. La scelta di articolare il Salone su tre fine settimana rappresenta un passo in questa direzione, ma significa anche che ci saranno altri progetti nel corso dell’anno.

Perché a Città di Castello c’è il Tartufo Bianco Pregiato, ma il tartufo è presente durante tutto l’anno. Su queste produzioni svilupperemo quindi iniziative enogastronomiche e di educazione alimentare, con l’obiettivo di far conoscere ancora di più non soltanto il tartufo, ma anche tutti i prodotti e gli abbinamenti che lo valorizzano. È una sfida che abbiamo lanciato e penso che il Comune, come sempre, ci seguirà".

Le parole del presidente indicano una strategia che punta ad andare oltre i giorni del Salone, con l’obiettivo di promuovere il tartufo attraverso nuove iniziative enogastronomiche e attività di educazione alimentare. Al centro del progetto non c’è soltanto il Bianco Pregiato, ma anche l’insieme delle produzioni del territorio e dei prodotti che ne valorizzano l’impiego in cucina.

La formula dei tre fine settimana si inserisce in questa prospettiva e punta ad ampliare le occasioni di promozione, senza limitare la valorizzazione del tartufo al periodo della manifestazione. L’intenzione è dare continuità alle iniziative durante l’anno, rafforzando il legame tra il prodotto, le tradizioni gastronomiche locali e l’offerta di Città di Castello.

Città di Castello, il tartufo bianco tra tradizione, economia e identità territoriale

Il legame tra Città di Castello e il tartufo affonda le radici in una tradizione che coinvolge cavatori e cani da ricerca, oltre alle aziende, ai commercianti e ai ristoratori che contribuiscono alla valorizzazione del prodotto. Un patrimonio di saperi e pratiche riconosciuto anche dall’Unesco, che ha inserito la cerca e la cavatura del tartufo in Italia nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Secondo i dati forniti dagli organizzatori, nell’Alta Valle del Tevere operano oltre 1.500 cavatori, affiancati da più di 3.000 cani da ricerca. Numeri che danno la misura della diffusione di questa attività sul territorio e del ruolo del tartufo, che rappresenta non soltanto una delle eccellenze gastronomiche locali, ma anche una risorsa per l’economia e la promozione del comprensorio.

La stagione del Tartufo Bianco Pregiato costituisce un passaggio importante per la ristorazione, il commercio e il turismo. Il Salone punta a mettere in connessione le diverse realtà della filiera, favorendo l’incontro tra visitatori e operatori e offrendo spazio anche alle altre produzioni tipiche del territorio.

L’edizione 2026 si concluderà domenica 15 novembre, dopo tre fine settimana dedicati al tartufo, alla cultura gastronomica e alle tradizioni locali. L’obiettivo degli organizzatori è dare continuità a questo percorso anche oltre la manifestazione, attraverso iniziative distribuite nel corso dell’anno che mantengano alta l’attenzione sul Bianco Pregiato e sulle produzioni dell’Alta Valle del Tevere.

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