29 Oct, 2026 - 12:30

Crisi Terni, Bandecchi scommette lo stipendio: “Non avranno mai i numeri per la sfiducia”

Crisi Terni, Bandecchi scommette lo stipendio: “Non avranno mai i numeri per la sfiducia”

Stefano Bandecchi non fa una piega e continua per la sua strada. Nonostante quello che José Mourinho definiva il “rumore dei nemici”, l'assedio mediatico e le iniziative delle opposizioni, il sindaco di Terni tira dritto.

Il centrosinistra lancia la sfida e punta a una mozione di sfiducia unitaria insieme alle opposizioni che nei giorni scorsi sono andate dal notaio.

Per depositare l'atto servono tredici firme, ma i numeri al momento non bastano. Senza i quattro consiglieri di Per Terni, fuoriusciti da Alternativa Popolare, il fronte si ferma a quota undici.

I contatti partiranno solo nei prossimi giorni e bisognerà attendere le trattative per capire se la spallata avrà i numeri necessari per essere prima portata in aula e poi votata (per l'eventuale approvazione serviranno 17 voti).

Nel frattempo Stefano Bandecchi tira dritto e risponde con sicurezza, convinto che quei numeri nell'emiciclo non ci saranno mai.

A margine del sopralluogo al cantiere del teatro Verdi, il sindaco liquida le voci di crisi e difende la tenuta della sua maggioranza.

Bandecchi definisce solida la squadra che lo sostiene e deride le manovre degli avversari, ricordando che i dissidenti interni finora hanno votato gli atti o scelto l'astensione. Per il primo cittadino i numeri in aula ci sono e la giunta continuerà a lavorare senza timori.

Scommessa di Bandecchi sullo stipendio: caccia ai numeri

La notizia di giornata è che il primo cittadino ha scommesso apertamente che le minoranze non riusciranno mai a raccogliere le firme o i voti necessari per mandare a casa la giunta, arrivando a mettere ironicamente in palio il proprio stipendio.

"Il mio stipendio contro il loro", afferma parlando con i cronisti durante la colazione seguita al sopralluogo. Un guanto di sfida lanciato proprio mentre i detrattori puntano a una mozione di sfiducia unitaria.

Bisognerà attendere le trattative per capire se il tentativo di spallata avrà i numeri necessari almeno per arrivare in aula. Ma è di tutta evidenza che un esito negativo avrebbe l'effetto di blindare ancor di più la tenuta dell'attuale amministrazione.

Tanto che per il primo cittadino i numeri in aula ci sono e la giunta continuerà a lavorare senza timori.

La divisione delle opposizioni nel mirino del sindaco

La frammentazione dell'opposizione, che il sindaco descrive divisa in molteplici fazioni, complica la raccolta delle sottoscrizioni per chiudere la consiliatura. Bandecchi osserva le manovre avversarie ostentando totale tranquillità.

“Non ho mai avuto una maggioranza così”, ha dichiarato ai cronisti, minimizzando i rumor della politica cittadina. Secondo il sindaco, il problema della tenuta è già ampiamente risolto e i quindici consiglieri fedeli garantiscono la necessaria stabilità.

"Non c'è bisogno della sfiducia - chiarisce davanti ai giornalisti -. Il vero banco di prova sarà il bilancio, atteso a Palazzo Spada entro venti giorni. Se vogliono far cadere l'amministrazione gli basterà bocciarlo. Ma non avranno mai i numeri".

Un passaggio cruciale che, assicura il primo cittadino, avverrà senza pantomime o logoramenti.

L'obiettivo è superare agilmente lo scoglio contabile, dimostrando nei fatti l'inconsistenza dell'offensiva politica lanciata dalle minoranze, tanto da potersi permettere di scommettere la propria retribuzione sul fallimento avversario.

Il nodo dei dissidenti e i voti “segreti” in aula

Sui quattro esponenti di Per Terni, ago della bilancia per le sorti dell'eventuale mozione di sfiducia, Bandecchi non mostra preoccupazione.

Il sindaco ricorda come, fino a questo momento, le azioni dei fuoriusciti non abbiano mai realmente paralizzato i lavori dell'amministrazione. “Devo prendere atto che fino ad ora hanno votato a favore della maggioranza, e nelle ultime votazioni si sono astenuti”, ha puntualizzato.

"Tra di loro ritengo che ci sia anche chi non vuole chiudere anticipatamente la consiliatura e che dunque avrà un atteggiamento costruttivo, anche se dai banchi dell'opposizione", argomenta.

Poi allarga il discorso a chi, in questi giorni ha "chiarito di voler valutare il voto in base alla validità dei singoli progetti, garantendo un approccio pragmatico. Si tratta di due consiglieri". 

Ma le certezze di Bandecchi si spingono anche oltre il pallottoliere ufficiale. Con una battuta che mescola tattica d'aula e provocazione, il sindaco ha accennato all'esistenza di sponde inaspettate.

“Non vi voglio svelare cose segrete dove evidentemente c'è qualcuno che sta con me, anche senza stare con me, perché nelle cose segrete non si può entrare”.

L'attacco alle opposizioni: “I cani restano cani”

L'analisi politica del sindaco si è poi trasformata in un attacco frontale contro chi lo ha preceduto alla guida della città. Nel mirino finiscono le lacune di programmazione nelle grandi opere pubbliche, dai fondi mancanti per gli arredi del teatro al progetto del campo scuola.

“Si chiama programmazione, una programmazione che i quattro politici disperati che evidentemente girano in questa città non hanno mai saputo fare”, ha incalzato Bandecchi.

Evidenziando la spaccatura interna al centrosinistra, ha invitato gli avversari a “fare pace col cervello” prima di tentare l'assalto alla giunta. La chiusura è una sfida aperta, in linea con la scommessa iniziale, lanciata a chi spera in una fine anticipata del mandato.

“Io mi auguro che mi mandino a casa. A me riesce di fare tante cose, loro sempre disperati restano. Perché, lo ricordo: sui cadaveri dei leoni i cani pasteggiano, ma i cani restano cani e i leoni restano leoni”.

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