I lavori strutturali del Teatro Verdi di Terni verranno consegnati entro giugno, ma senza un'immediata iniezione di 4 milioni di euro per gli arredi, lo storico immobile cittadino rischia di rimanere una cattedrale nel deserto.
È la sfida lanciata oggi dal sindaco Stefano Bandecchi a margine del sopralluogo effettuato all'interno della struttura di Corso Vecchio.
Accompagnato dall'assessore ai Lavori Pubblici Sergio Anibaldi, dai tecnici comunali Giorgini e Bongarzone e dalla stampa, il primo cittadino ha tracciato il bilancio dell'operazione.
L'amministrazione punta a inaugurare il teatro in estate, ma chiama a raccolta tutte le forze politiche per sbloccare i fondi necessari presso il Ministero della Cultura, puntando il dito contro le pianificazioni finanziarie delle precedenti giunte.
Le verifiche sul campo hanno certificato un avanzamento rapido delle opere strutturali. Il cantiere ha raggiunto attualmente i due terzi dell'intervento complessivo.
Il cronoprogramma procede a tappe forzate: l'obiettivo è toccare l'85% dei lavori entro dicembre, per poi chiudere definitivamente la fase edile entro il prossimo giugno.
Grazie agli ultimi accordi tecnici tra l'amministrazione comunale e la ditta esecutrice, i tempi di consegna potrebbero addirittura registrare un anticipo di sei mesi rispetto alla tabella di marcia iniziale.
L'intervento è focalizzato sul restauro, sull'adeguamento sismico e sulla messa a norma della struttura, chiusa ormai da anni.
Sul fronte amministrativo, Palazzo Spada ha inoltre chiuso recentemente una vertenza relativa al primo stralcio dei lavori (area extra Pnrr).
Recentemente, l'accordo bonario raggiunto con l'impresa Krea, per un importo di circa 156 mila euro, ha permesso di superare le riserve iscritte dall'appaltatore per un presunto andamento anomalo delle operazioni.

Se le opere murarie avanzano speditamente, il vero scoglio si presenterà a cantieri ultimati: l'assenza totale di fondi per gli allestimenti interni e le dotazioni tecnologiche.
Senza sedute, attrezzature sceniche e rifiniture, il teatro non potrà ottenere l'agibilità per l'apertura al pubblico. Il costo dell'operazione "chiavi in mano" ammonta a 4 milioni di euro.
“Manca la parte per poterlo usare. A giugno abbiamo finito questo cantiere dove già non erano state previste molte cose”, ha dichiarato Bandecchi durante la visita.
Il sindaco ha riservato una dura stoccata alle precedenti gestioni dell'opera pubblica: “Mancando tutta la parte degli arredamenti, vuol dire che evidentemente hanno fatto i conti senza l'oste: hanno sbagliato i conti a monte”.
L'obiettivo dell'attuale giunta è inserire il Verdi nel più ampio ridisegno culturale e sportivo della città, ma l'incognita economica paralizza ogni prospettiva.
“Questo teatro in sé, se sta chiuso, non serve a nulla”, ha ribadito il primo cittadino, sottolineando l'urgenza di rendere la struttura immediatamente fruibile per la comunità.

Per recuperare i 4 milioni mancanti, l'attenzione del Comune è rivolta esclusivamente a Roma, dando seguito anche a quanto richiesto dal Consiglio comunale a inizio anno.
L'amministrazione ha inviato una richiesta formale al Ministero della Cultura circa quattro mesi fa, ma l'istanza è caduta finora nel vuoto.
Di fronte al silenzio istituzionale, Bandecchi ha annunciato una stretta diplomatica: “Chiederò un appuntamento diretto col ministro. È importante che su questo tema si faccia sentire la politica”.
Il sindaco chiede un fronte istituzionale compatto per superare le divisioni territoriali: “Faremo scrivere la destra e la sinistra uniti, perché dal Ministero possono arrivare le risorse per finire il teatro”.
A margine delle questioni finanziarie, il sopralluogo si è chiuso con un netto apprezzamento per la ditta ternana incaricata dei lavori, lodata per l'impiego di materiali e impiantistica di livello paragonabile al settore privato.
“Spesso le opere pubbliche costano di più e sono fatte peggio rispetto ai lavori per i privati”, ha sottolineato Bandecchi. “Ringrazio invece l'azienda per aver fatto finora un lavoro stupendo e solerte, da brava impresa umbra, fatto come Cristo comanda”, ha concluso il sindaco.

A margine dell'incontro, sollecitato dai cronisti su una sua eventuale presenza per il futuro taglio del nastro a lavori ultimati, Bandecchi ha liquidato la questione con una battuta netta.
Alla domanda se sarà lui a inaugurare ufficialmente la struttura, il sindaco ha risposto in modo perentorio: “Io non taglierò nessun nastro. Io lavoro, i nastri li faccio tagliare a Cecconi (consigliere di FdI suo fiero oppositore, ndr)”.
Una chiosa che ribadisce la volontà del primo cittadino di concentrarsi esclusivamente sull'operatività del cantiere, delegando ad altri le cerimonie di rito una volta che l'opera sarà consegnata alla città.