Il Gubbio è chiamato a rialzare la testa e a ritrovare una vittoria che manca ormai da cinque giornate. Sabato pomeriggio, alle ore 17:30, i rossoblù saranno ospiti del Forlì in una sfida che mette in palio punti pesanti per la classifica. Alla vigilia dell’incontro, mister Piero Braglia è intervenuto nella consueta conferenza stampa prepartita, analizzando il momento della squadra, le difficoltà dell’avversario e le possibili soluzioni per tornare a segnare.
Le due formazioni arrivano all’appuntamento dopo aver incassato altrettante sconfitte. La situazione in classifica impone una reazione immediata, soprattutto per gli eugubini, attualmente penultimi e distanti quattro punti dai romagnoli, che si trovano appena sopra la zona playout.
Il tecnico rossoblù ha evidenziato come la squadra stia attraversando una fase di crescita, sia dal punto di vista fisico che sotto il profilo del gioco. La prestazione di domenica scorsa, nonostante le occasioni fallite, ha lasciato indicazioni positive. Il Forlì, però, rappresenta un avversario da affrontare con attenzione, soprattutto per le caratteristiche del proprio terreno di gioco e per la pericolosità sulle situazioni da fermo.
“I ragazzi stanno migliorando. Domenica scorsa hanno fatto una buona gara, al di là del fatto che abbiamo sbagliato diversi gol. Li vedo in crescita, stanno bene e stiamo cercando di recuperare i giocatori che avevamo perso. È una gara difficile: in casa loro si fanno rispettare e sfruttano il proprio campo, con Mattioli che ha la rimessa lunga e con tanti giocatori che salgono a colpire di testa.
Ci sono anche giocatori bravi, come Macrì. L’importante è che poi scendiamo in campo anche noi e ci facciamo rispettare per quello che è il nostro lavoro. Andremo là per fare la nostra partita, poi vedremo cosa dirà il campo”.
Uno dei temi centrali della conferenza stampa riguarda la difficoltà del Gubbio nel trovare la via della rete. I rossoblù non segnano da cinque partite e Braglia sta valutando diverse soluzioni per aumentare la pericolosità offensiva.
L’allenatore ha spiegato come l’impiego di più attaccanti possa garantire maggiore velocità e imprevedibilità, ma rischi allo stesso tempo di compromettere l’equilibrio della squadra. Il rientro di alcuni elementi e il miglioramento della condizione fisica potrebbero consentire nuove valutazioni nelle prossime settimane.
“Gli attaccanti veloci ti permettono di stare corto e di mantenere le giuste distanze. Il problema è che, se metti un altro attaccante, devi togliere un centrocampista. Pensavo di sfruttare meglio certe situazioni, ma il campo ci ha detto che in questo momento non si può fare.
Vedremo più avanti, se la condizione fisica continuerà a migliorare. Ci sono tanti ragazzi fuori che hanno qualità per darci una mano: quello che conta è l’equilibrio”.
Braglia ha poi spiegato le ragioni che lo hanno portato a utilizzare Di Noia in una posizione più protetta, dopo il lungo periodo trascorso lontano dal campo.
“Abbiamo messo Di Noia, ma non potevamo schierarlo in un centrocampo a due dopo un mese fuori. In questa maniera è stato protetto da due mezzali e abbiamo cercato di dare equilibrio alla squadra. La fantasia che possono avere Spina, Minta o lo stesso Ghirardello deve essere accompagnata da maggiore lucidità negli ultimi metri.
A volte chiudiamo troppo lo specchio della porta oppure facciamo un dribbling in più. Stiamo lavorando per migliorare”.
La trasferta di Forlì rappresenta un passaggio importante per il percorso della squadra. Braglia ha ribadito la necessità di continuare a lavorare per migliorare la posizione in classifica e permettere al gruppo di esprimere le proprie potenzialità.
“Noi abbiamo rispetto di tutti, stiamo cercando di crescere e cerchiamo anche di farci dare rispetto. Spero che i ragazzi facciano la gara che bisogna fare. Vediamo se riusciamo quanto prima a metterci in una posizione tale da poter fare tante cose che possiamo fare”.
Un concetto che si lega anche alle valutazioni relative ai singoli. Tra questi c’è Pinato, giocatore che Braglia vede maggiormente in una posizione avanzata, alle spalle delle punte. Il tecnico ha ricordato anche le caratteristiche della sua prima esperienza sulla panchina rossoblù, quando poteva contare su un centrocampo composto da elementi particolarmente votati al sacrificio.
“Io lo vedo più sulla trequarti. Anche a me piace giocare a calcio. Se ricordate il mio primo Gubbio, c’erano Spina, Arena, Vazquez e Mbakogu. Eravamo più realistici in mezzo al campo. C’erano Bulevardi, Toscano e lo stesso Rosaia. Era un’altra condizione: erano ragazzi che si sacrificavano, quello che stanno cercando di fare anche i ragazzi oggi.
Pinato ha delle qualità ed è più portato alla fase offensiva. Abbiamo in quel ruolo un giocatore altrettanto bravo come Baldini”.
In chiusura, Braglia ha fatto il punto sulle condizioni dei giocatori che stanno recuperando dai rispettivi problemi fisici. La situazione dell’infermeria appare in miglioramento, anche se non tutti saranno a disposizione per la trasferta di Forlì.
“Abbiamo due giocatori fuori, sono Carraro e Cesari. Il resto si sta allenando con la squadra: c’è chi è stato fuori un mese e chi un mese e mezzo”.
Infine, un aggiornamento sulle condizioni di Signorini, che ha ripreso ad allenarsi ma deve ancora prestare attenzione alla situazione fisica.
“Ha iniziato ad allenarsi, evita di colpire di testa. Stiamo provando a fargli avere una protezione, poi vediamo”.