06 Nov, 2026 - 16:51

Non autosufficienza. In Umbria 4 milioni in più a Comuni e Usl

Non autosufficienza. In Umbria 4 milioni in più a Comuni e Usl

4 milioni in più a Comuni e Aziende sanitarie territoriali per la non autosufficienza, questa la cifra deliberata dalla Giunta regionale dell’Umbria. Risorse di provenienza regionale stanziate in coerenza con gli indirizzi del nuovo Prina (Piano regionale integrato per la non autosufficienza) 2025-2027.

Nell'intervento sono compresi due distinti i provvedimenti che finanzieranno in modo specifico le competenze sociali dei Comuni e l’attività clinico-assistenziale delle Usl.

Non autosufficienza, 2 milioni per le Usl e 2 per i Comuni

2 milioni dal Fondo regionale per la non autosufficienza andranno all’Azienda Usl Umbria 1 e all’Azienda Usl Umbria 2, con vincolo di destinazione ai distretti sanitari. La somma sarà suddivisa rispettivamente in 1.068.406 euro 931.594.

Fondi che si aggiungono ai 4 milioni di euro già attribuiti a inizio anno, portando così a 6 milioni di euro il totale dello stanziamento regionale assegnato alle Aziende sanitarie nel 2026.

"L’obiettivo di questo stanziamento - spiega in proposito una nota della Regione - è garantire la continuità assistenziale, il consolidamento e il rafforzamento dei percorsi di presa in carico delle persone con disabilità e delle persone non autosufficienti, con particolare riferimento alla promozione della domiciliarità, dell’autonomia personale, dell’integrazione sociosanitaria e della personalizzazione degli interventi".     

I restanti 2 milioni andranno invece ai Comuni capofila delle Zone sociali e all’Unione dei Comuni del Trasimeno, risorse che finanzieranno la componente sociale tramite due precise linee di intervento.

La prima riguarda la realizzazione dei progetti di vita indipendente delle persone con disabilità e l'altra andrà invece a sostenere gli interventi di supporto alla permanenza al domicilio delle persone anziane non autosufficienti.         

Proietti: "Risorse certe per sanità e sociale"

La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti ha sottolineato la necessità di coniugare sia gli aspetti sanitari che quelli sociali nel welfare territoriale.

"Abbiamo stanziato risorse certe - ha affermato - affinché sanità e sociale lavorino in sinergia, ognuno per le proprie competenze ma con un unico obiettivo: non lasciare sole le famiglie".

"Che si tratti di garantire il diritto alla vita indipendente, di assistere un anziano a casa propria o di assicurare un’adeguata presa in carico socio-sanitaria - ha aggiunto -, il nostro imperativo è trasformare la programmazione in servizi tangibili che tutelino la dignità e l’autonomia di ciascuno”.

L'Umbria intera nella riforma sulle disabilità. Cos'è il Prina

Le nuove risorse si collocano così nel più ampio panorana regionale delle misure destinate alla non autosufficienza ottimizzando un ecosistema che punta a garantire la continuità delle prese in carico, dei servizi e dei sostegni economici già attivi sul territorio.    

L'Umbria proprio sul fronte delle disabilità e della non autosufficienza lo scorso luglio ha varato la programmazione triennale 2025-2027 del già menzionato Prina.

Sul piatto ci sono 55,9 milioni di risorse statali, cui si aggiungono i circa 33 milioni del triennio 2026-2028 di risorse regionali, provenienti dal bilancio della Regione e dal Fondo sociale europeo Plus.

Il 31 dicembre 2026 si concluderà ufficialmente la sperimentazione della riforma nazionale sulla disabilità promossa dal Governo partita il primo gennaio 2025. Entrambe le province della regione ne fanno parte, con quella di Terni che si è affiancata a Perugia dal primo marzo di quest'anno.

Un'occasione importante che punta a costruire un modello più moderno e umano di presa in carico delle persone con disabilità mettendo al centro il Progetto di vita individuale.

Uno strumento, quest'ultimo, che non risponde a un sistema standardizzato ma, al contrario, viene modulato in base alle effettive esigenze della persona, tenendo conto della dimensione sanitaria, relazionale, sociale, abitativa e lavorativa e puntando alla piena inclusione nella comunità.

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