Si è conclusa con l’arresto di un 49enne l’attività dei Carabinieri di Passignano sul Trasimeno sui ripetuti danneggiamenti alla cabina di smistamento della rete in fibra ottica di Open Fiber.
L’uomo è stato sorpreso mentre colpiva l’impianto con una mazza e, dopo aver tentato la fuga, avrebbe opposto resistenza ai militari brandendo un machete artigianale con una lama di 48 centimetri. Al 49enne sono contestati, allo stato delle indagini, i reati di danneggiamento aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi.
L’arresto si inserisce nell’attività investigativa avviata nelle scorse settimane dopo una serie di episodi dolosi che hanno interessato le infrastrutture per le telecomunicazioni del territorio comunale, con disservizi per migliaia di utenti in occasione dell’incendio che ad agosto aveva distrutto il ripetitore Wind-Tre di San Crispolto.
Resta ora da accertare l’eventuale coinvolgimento dell’indagato anche nei precedenti danneggiamenti alla cabina Open Fiber e nell’incendio del ripetitore: circostanze sulle quali sono ancora in corso gli approfondimenti investigativi.
L’attività investigativa dei Carabinieri della Stazione di Passignano sul Trasimeno ha avuto inizio nel corso delle ultime settimane, dopo una successione di episodi che avevano interessato gli impianti di telecomunicazione della zona.
Il primo fatto richiamato nella ricostruzione riguarda l’incendio che, ad agosto, aveva distrutto il ripetitore Wind-Tre di San Crispolto, causando disservizi alla telefonia mobile e alla connessione internet per migliaia di utenti.
Tra settembre e ottobre, l’attenzione si era poi concentrata sulla cabina di smistamento della rete in fibra ottica di Open Fiber, bersaglio di ripetuti danneggiamenti e tentativi di incendio. Episodi distinti, accomunati da modalità che hanno indotto gli investigatori ad approfondire gli accertamenti per individuare chi si muovesse dietro gli atti dolosi.
Dopo ogni episodio, i militari hanno effettuato sopralluoghi e analizzato le immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza. I filmati avrebbero documentato la presenza di un uomo vestito di scuro, arrivato sul posto di notte in bicicletta e allontanatosi rapidamente dopo aver agito.
L’analisi delle registrazioni ha consentito di ricostruire gli spostamenti e alcune abitudini della persona ripresa. Sulla base degli elementi raccolti, i Carabinieri hanno quindi predisposto mirati servizi di osservazione nei pressi della cabina, con l’obiettivo di cogliere eventuali nuovi tentativi di danneggiamento e intervenire direttamente.
La svolta è arrivata durante un servizio di appostamento. I Carabinieri hanno visto arrivare in bicicletta l’uomo che, dopo essere sceso dal mezzo, avrebbe iniziato a colpire con una mazza la cabina della rete in fibra ottica.
I militari sono intervenuti per fermarlo, ma il 49enne avrebbe tentato di allontanarsi. Raggiunto poco più avanti, avrebbe opposto resistenza brandendo contro i Carabinieri un machete artigianale con una lama di 48 centimetri. L’intervento si è concluso con la resa dell’uomo e il sequestro dell’arma.
L’episodio ha portato all’arresto in flagranza, con le contestazioni provvisorie di danneggiamento aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi.
Gli accertamenti sono proseguiti nell’abitazione dell’uomo, dove i Carabinieri hanno eseguito una perquisizione. Al suo interno sono stati trovati altro materiale infiammabile e alcuni indumenti ritenuti compatibili con quelli indossati dalla persona ripresa dalle telecamere in occasione dei precedenti danneggiamenti.
Il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e sarà valutato nell’ambito delle verifiche investigative. La presenza degli indumenti compatibili con quelli visibili nei filmati costituisce un elemento al vaglio degli inquirenti, chiamati a ricostruire con precisione la sequenza degli episodi e gli eventuali collegamenti tra loro.
Rimane, in particolare, da accertare se il 49enne possa essere ricondotto anche ai precedenti danneggiamenti della cabina Open Fiber e all’incendio del ripetitore Wind-Tre di San Crispolto. La stessa ricostruzione dei Carabinieri precisa che il possibile coinvolgimento dell’indagato nei fatti precedenti è ancora oggetto di verifica: non si tratta, dunque, di responsabilità già accertate.
Dopo le formalità di rito, il 49enne è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Compagnia dei Carabinieri di Città della Pieve, su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Perugia, che conduce le indagini. L’uomo è rimasto a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa del rito direttissimo.
All’esito dell’udienza, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Le indagini proseguono per definire il quadro dei fatti e verificare l’eventuale responsabilità dell’uomo anche negli episodi precedenti.
Come previsto dall’ordinamento, la posizione del 49enne resta quella di indagato e la sua responsabilità per i reati contestati dovrà essere accertata nelle sedi competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza.