26 Oct, 2026 - 21:23

Perugia, la radioterapia diventa più precisa: una nuova tecnologia segue i movimenti del tumore

Perugia, la radioterapia diventa più precisa: una nuova tecnologia segue i movimenti del tumore

Seguire i movimenti del tumore durante il trattamento, adattare in tempo reale il fascio di radiazioni alla posizione della lesione e ridurre l’esposizione degli organi sani.

È la possibilità offerta dal sistema Synchrony, la nuova tecnologia introdotta nella Radioterapia oncologica dell’Azienda ospedaliera di Perugia, dove l’acceleratore lineare Radixact è stato potenziato con un sistema avanzato per il tracciamento delle lesioni tumorali.

L’innovazione è stata presentata lunedì 26 ottobre nella sala Montalcini del CREO, in occasione del convegno “Radioterapia di Precisione - Una conquista per l’Umbria e non solo”.

Un appuntamento dedicato alle nuove opportunità offerte dalla radioterapia e alle prospettive di trattamenti sempre più mirati, personalizzati sulle caratteristiche della malattia e sulle condizioni cliniche dei pazienti. Radixact è entrato in funzione nel settembre 2025.

Con l’integrazione di Synchrony, la struttura perugina amplia ora le possibilità di controllo del bersaglio durante l’irradiazione, intervenendo su uno degli aspetti più delicati della terapia: mantenere il fascio di radiazioni allineato alla lesione anche quando l’organo interessato si sposta, per esempio durante la respirazione.

Il vantaggio atteso è una maggiore accuratezza nella somministrazione della dose, con l’obiettivo di preservare i tessuti sani circostanti e contenere il rischio di effetti collaterali.

Nei casi selezionati, inoltre, il trattamento può essere completato in sole tre-cinque sedute della durata di circa dieci minuti ciascuna, senza necessità di ricovero. La possibilità di ricorrere a questi schemi dipende comunque dalla valutazione specialistica e dalle caratteristiche della singola patologia.

Radioterapia oncologica a Perugia, Synchrony segue i movimenti del tumore in tempo reale

La radioterapia si basa sulla somministrazione di una dose di radiazioni accuratamente calcolata e diretta verso un volume tumorale definito. La pianificazione tiene conto della posizione e delle dimensioni della lesione, con l’obiettivo di colpire il bersaglio limitando quanto più possibile l’irradiazione degli organi sani vicini.

In alcune sedi anatomiche, tuttavia, la posizione dell’organo può cambiare durante il trattamento. È il caso, in particolare, delle strutture coinvolte dai movimenti respiratori. Questi spostamenti rappresentano una variabile che deve essere considerata nella pianificazione e nell’esecuzione della terapia, anche attraverso accorgimenti tecnici specifici.

Synchrony interviene proprio su questo punto: consente di seguire il movimento dell’organo da irradiare durante l’erogazione della dose e di adattare il fascio di radiazioni alla posizione del bersaglio. Il sistema punta così a rendere più accurato il trattamento, riducendo la necessità di ricorrere ad alcuni margini di sicurezza che possono essere richiesti quando il movimento della lesione non viene monitorato direttamente nello stesso modo.

"In ogni caso, ci tengo a dirlo, la radioterapia è di per sé una terapia di precisione", ha spiegato la professoressa Cyntia Aristei, direttrice della Radioterapia oncologica, illustrando il funzionamento della nuova apparecchiatura.

L’obiettivo, dunque, non è introdurre un principio nuovo nella disciplina, ma migliorare ulteriormente la capacità di concentrare la dose sulla zona da trattare.

Una differenza particolarmente rilevante quando la lesione è piccola, si trova in prossimità di strutture delicate oppure è interessata da movimenti fisiologici che possono modificarne la posizione nel corso della seduta.

La maggiore precisione può contribuire a limitare l’esposizione degli organi sani e, di conseguenza, il rischio di effetti collaterali. L’efficacia del trattamento e il beneficio per il singolo paziente restano tuttavia legati alla situazione clinica, alla localizzazione del tumore e alla corretta selezione delle indicazioni terapeutiche.

Tumori del polmone e della prostata, a Perugia già avviati i trattamenti con Synchrony

La nuova tecnologia è già impiegata a Perugia per il trattamento delle neoplasie polmonari e prostatiche, due ambiti nei quali il controllo dei movimenti dell’organo o della lesione può assumere un ruolo importante per la precisione dell’irradiazione.

Nel caso dei tumori del polmone, il sistema utilizza appositi sensori cutanei per monitorare i movimenti respiratori e seguire la posizione della lesione durante la terapia. La respirazione può infatti determinare spostamenti del bersaglio, rendendo necessario tenerne conto mentre viene erogata la dose.

Il monitoraggio permette di adeguare il trattamento alla dinamica rilevata, con l’obiettivo di mantenere il fascio il più possibile concentrato sulla zona interessata dalla malattia.

Per le neoplasie della prostata, il percorso descritto dall’Azienda ospedaliera prevede invece il posizionamento di quattro minuscoli marcatori d’oro nella ghiandola prostatica. Questi riferimenti consentono al sistema di monitorarne la posizione durante il trattamento.

Prima della radioterapia viene inoltre posizionato un idrogel spaziatore tra la prostata e il retto, con la finalità di aumentare la distanza tra le due strutture e proteggere quest’ultimo dall’esposizione alle radiazioni.

Le procedure vengono definite in base alle necessità del paziente e alle indicazioni cliniche. L’introduzione di Synchrony non significa, quindi, che ogni tumore possa essere trattato nello stesso modo o che tutti i pazienti possano accedere ai medesimi schemi terapeutici: la selezione resta affidata alla valutazione dell’équipe specialistica.

Le potenzialità del sistema riguardano anche altre sedi anatomiche soggette a movimento, tra cui il fegato e il pancreas. La possibilità di seguire il bersaglio durante l’irradiazione può inoltre ampliare le opzioni per alcuni pazienti con lesioni multiple, localizzazioni anatomiche complesse o importanti difficoltà respiratorie, sempre nel rispetto delle caratteristiche cliniche individuali.

Radixact e Synchrony, trattamenti più brevi e maggiore precisione nella dose

Tra gli aspetti evidenziati dall’Azienda ospedaliera c’è la possibilità, in casi selezionati, di ricorrere a percorsi radioterapici concentrati in tre-cinque sedute, ciascuna della durata indicativa di dieci minuti. Si tratta di modalità di trattamento che possono ridurre il numero degli accessi in ospedale, senza necessità di ricovero, quando le condizioni cliniche e le caratteristiche della neoplasia lo consentono.

La durata della singola seduta non coincide necessariamente con il tempo complessivo trascorso in reparto, che può comprendere le fasi di preparazione e posizionamento del paziente. Anche il numero delle sedute varia in base alla diagnosi, alla sede del tumore, alle dimensioni della lesione e alla strategia terapeutica individuata dagli specialisti.

Radixact, inoltre, permette di trattare volumi molto differenti: da aree estese, come quelle coinvolte in alcuni percorsi di irradiazione dell’intero corpo in preparazione al trapianto di midollo osseo, fino a bersagli tumorali di dimensioni molto ridotte.

L’integrazione con Synchrony aggiunge a questa versatilità un ulteriore strumento di controllo del movimento, particolarmente utile quando la posizione della lesione può cambiare durante l’erogazione.

L’obiettivo clinico resta quello di somministrare la dose prevista con la maggiore accuratezza possibile, riducendo al minimo il coinvolgimento dei tessuti sani. Un risultato che dipende dall’integrazione tra tecnologia, pianificazione del trattamento e competenze dei professionisti, oltre che dalla selezione appropriata dei pazienti.

Radioterapia oncologica, formazione del personale e nuove competenze a Perugia

L’introduzione della tecnologia ha richiesto anche un percorso di formazione specifica. Alcuni professionisti della Radioterapia oncologica si sono recati in Svizzera per approfondire le modalità di utilizzo del sistema e riportare le competenze acquisite all’interno della struttura perugina.

Il lavoro è proseguito con la costituzione di un gruppo dedicato, che ha permesso di organizzare la formazione interna e avviare i trattamenti. Un passaggio essenziale per integrare la nuova apparecchiatura nell’attività clinica quotidiana e svilupparne l’utilizzo secondo le necessità assistenziali.

La disponibilità di Synchrony, presente in un numero limitato di centri italiani, rappresenta un ulteriore investimento tecnologico per la sanità umbra. L’obiettivo dichiarato è rafforzare l’offerta oncologica dell’Azienda ospedaliera, offrendo ai pazienti del territorio l’accesso a trattamenti avanzati e ampliando le possibilità di attrarre persone provenienti anche da altre regioni.

Ad aprire il convegno è stato il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Antonio D’Urso, che ha portato anche i saluti della direttrice regionale alla Sanità, Daniela Donetti. All’incontro erano presenti Francesco Grignani, direttore del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, e Matteo Pirro, delegato del rettore alle scuole di specializzazione.

Nel corso dell’appuntamento è stato rivolto un saluto alla professoressa Cyntia Aristei, che concluderà il proprio incarico il 31 ottobre per raggiunti limiti di età, dopo un percorso professionale di quarant’anni all’interno dell’ospedale.

Un’occasione per riconoscere il lavoro svolto dalla direttrice e dalla sua équipe nello sviluppo della radioterapia oncologica e nell’introduzione di nuove opportunità terapeutiche.

Sanità umbra, l’obiettivo è rafforzare l’accesso alle cure oncologiche innovative

La presentazione di Synchrony si inserisce in un percorso di aggiornamento tecnologico che punta a rendere i trattamenti oncologici sempre più accurati e calibrati sulle esigenze delle persone. Il sistema non elimina la complessità della radioterapia né sostituisce la valutazione medica, ma offre strumenti aggiuntivi per gestire i movimenti del bersaglio e contenere l’esposizione delle strutture sane.

Per il direttore generale D’Urso, l’introduzione della nuova tecnologia rappresenta un passo avanti per l’offerta sanitaria regionale e per il ruolo della Radioterapia oncologica di Perugia.

"Il sistema Synchrony è attualmente disponibile soltanto in un numero limitato di centri italiani - afferma Antonio D’Urso, direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia -. 

La sua introduzione a Perugia rappresenta dunque un significativo passo avanti per la sanità regionale, con l’obiettivo di garantire ai pazienti umbri l’accesso a trattamenti oncologici altamente innovativi e di attrarre anche pazienti provenienti da altre regioni.

Si tratta di un investimento tecnologico che rafforza il ruolo della Radioterapia oncologica di Perugia e conferma l’importanza di una medicina di precisione sempre più orientata all’efficacia delle cure e alla qualità della vita dei pazienti.

Concludo ringraziando la professoressa Aristei per la competenza e la dedizione dimostrate in questi quarant’anni di vita e lavoro nel nostro ospedale e per aver raggiunto, insieme al suo team, prestigiosi obiettivi per il servizio sanitario regionale".

Anche la direttrice regionale alla Sanità, Daniela Donetti, ha espresso apprezzamento per il percorso professionale di Aristei e per il lavoro dell’équipe, sottolineando il valore dell’innovazione nella programmazione sanitaria umbra.

"Desidero rivolgere un sentito ringraziamento e i miei più sinceri complimenti alla professoressa Cynthia Aristei per il lungo e prestigioso percorso professionale, caratterizzato da competenza, dedizione e costante impegno nell’innovazione delle cure oncologiche - dichiara la direttrice regionale Daniela Donetti -. 

Desidero sottolineare il valore dell’importante eredità professionale e scientifica che lascia alla sanità umbra: una Radioterapia oncologica all’avanguardia, riconosciuta come punto di riferimento a livello regionale e nazionale, e un’équipe di professionisti altamente qualificati, cresciuta sotto la sua guida. L’introduzione di questa nuova tecnologia rappresenta un ulteriore traguardo, che consente di offrire ai pazienti opportunità terapeutiche sempre più avanzate.

L’oncologia rappresenta un’area strategica e prioritaria per la programmazione sanitaria regionale, alla quale viene dedicata particolare attenzione anche nell’ambito del nuovo Piano sanitario regionale. L’obiettivo è rafforzare la rete oncologica, investire nell’innovazione tecnologica e garantire ai cittadini percorsi di diagnosi e cura sempre più efficaci, tempestivi e personalizzati.

In questo contesto, la Radioterapia riveste un ruolo fondamentale, sia per le opportunità terapeutiche che offre ai pazienti sia per il contributo al miglioramento della qualità delle cure e della vita delle persone".

L’introduzione di Synchrony segna così un ulteriore sviluppo della radioterapia di precisione a Perugia. Il risultato atteso è una maggiore capacità di adattare la terapia ai movimenti della lesione e alle caratteristiche del singolo caso, con trattamenti potenzialmente più brevi e una maggiore attenzione alla salvaguardia degli organi sani.

La tecnologia si affianca al lavoro dell’équipe clinica e alla valutazione specialistica, elementi centrali per individuare il percorso terapeutico più appropriato per ciascun paziente.

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