Nel pomeriggio di domenica 25 ottobre Piazza della Repubblica a Terni si è trasformata nel palcoscenico di uno spettacolo che ha unito ricerca, sensibilità e partecipazione con 'Carmen_Nous sommes toustes des étoiles', progetto della danzatrice, performer e ricercatrice Anna Basti. Al centro della scena i dancers di 'Dance Well', esperienza che dal 2022 si tiene presso gli spazi del Caos rivolgendosi principalmente, ma non esclusivamente, a persone che vivono con il Parkinson.
Inserita nella stagione ternana 2026/2027 del Teatro Stabile dell’Umbria, l’opera è una riscrittura collettiva della Carmen, curata da Basti che insieme ai dancers ha dato vita a un lavoro che si sedimenta su più livelli.
Due e precisi gli orizzonti di riferimento. Anzitutto c’è la volontà di ridiscutere le gerarchie codificate del balletto classico e poi, parallelamente, quella di indagare criticamente la trama stessa dell’opera. A ciò si aggiunge la restituzione inserita nella dimensione dello spazio pubblico.
Proprio dall'interazione partecipata ha preso il via e si è anche conclusa la performance. Nella piazza, disposte in cerchio, c’erano delle sedie rosse dove insieme ai dancers, fin dal riscaldamento, si sono sedute altre persone. Dalla seduta, il passaggio è stato quindi alla verticalità, al centro, dove il confine tra performer e pubblico è si è fatto via, via più fluido, in un clima di curiosità e accoglienza, fino ad arrivare alla conclusione corale.
Il risultato è stato un lavoro policentrico che ha animato lo spazio: non ha 'regnato' nessuna étoile, ma tutti erano protagonisti nella misura in cui si sono sentiti di esserci. Più in generale 'Carmen_Nous sommes toustes des étoiles', ha rappresentato una riflessione sulla libertà di espressione e di interpretazione. Una riappropriazione, per certi versi, che ha aperto a nuove possibili prospettive puntando alla massima inclusione.
A margine dello spettacolo abbiamo approfondito alcuni aspetti con Anna Basti che ne è l'ideatrice. 'Carmen_Nous sommes toustes des étoiles', ha spiegato ai microfoni di Tag Umbria+, è nato nell’ambito di 'Le classique c'est chic!', "un progetto che esiste dal 2019 e che riflette sulla tecnica classica, sulla lezione nello specifico. È rivolto a tutti i corpi possibili e immaginabili, quindi a persone anche senza esperienza pregressa, e si svolge nello spazio pubblico".
"Da qui è emerso il desiderio di guardare al repertorio, spostamento che ci consente di andare oltre la decostruzione della tecnica classica e di rivolgerci ai contenuti che le grandi opere e i balletti veicolano ed inscrivono nei corpi. Il progetto è stato ospitato in ricerca e si è sviluppato negli spazi di Lavanderia a Vapore a Collegno ed oggi, dopo due cicli annuali, sta girando ed incontrando varie comunità".
Una prospettiva che si è tradotta nella stessa modalità di presentazione dello spettacolo. "In questo lavoro, infatti, non c’è una étoile, ma sono tutte delle Carmencite. Vengono proposte task di movimento adatte a tutti i tipi di corpo, che possono essere agite secondo le proprie possibilità e il proprio background. La volontà è quella di rendere questo percorso il più inclusivo possibile".
"Ho cominciato questo affacciarmi al repertorio, partendo dalla figura di Carmen perché essendo di base, la storia di un femminicidio, la sento una questione piuttosto vicina ed urgente - prosegue -. Durante la ricerca però mi sono resa conto che questo tema aveva perso il suo protagonismo. Carmen mi interessa viva, mi interessa riflettere con le persone che attraversano questo percorso su quello che il suo corpo porta, quel tanto di tutto che viene poi violentemente spento".
"Carmen - ha aggiunto - è una figura intersezionale dal momento che ha su di sé vari livelli di oppressione – come donna e come appartenente alla comunità rom e sinti. Inoltre, il venire esotizzata ha consentito agli autori di attribuirle comportamenti che sarebbero stati impensabili per una donna di fine Ottocento".
La centralità dei corpi e delle possibilità di espressione attraversa il lavoro di Basti anche come Dance Well teacher. "Lavorare con persone che convivono con il Parkinson significa tenere in considerazione che anche il solo deambulare può non essere scontato. In questo caso, con i dancers di 'Dance Well', già il fatto stesso di ottenere un certo tipo di gestualità è stato un lavoro enorme e tante questioni che di solito sono i punti di partenza per il lavoro, in questo caso sono state delle mete da raggiungere".
Molto positivo il bilancio della restituzione sulla piazza ternana: "Qui, fin dalla fase di riscaldamento, si è subito creato uno spazio molto permeabile, una commistione molto bella e partecipata".
Dance Well – Ricerca e movimento per il Parkinson, è una iniziativa promossa dal 2013 dal Comune di Bassano del Grappa attraverso il suo CSC – Centro per la Scena Contemporanea, membro di EDN – European Dance Network. Da lì si è diffuso in altre realtà italiane, inclusa Terni da ormai quattro anni, e anche all’estero, riuscendo a coinvolgere un numero crescente di persone.
L’obiettivo è la promozione della danza in spazi museali e contesti artistici rivolgendosi prevalentemente a chi convive con il Parkinson. Non si tratta di danza terapia, ma di pratica artistica vera e propria.