Nuovi indirizzi di studio, differenziazione dell’offerta formativa e attenzione ai cambiamenti demografici e alle esigenze del mondo del lavoro. È il quadro che emerge dal nuovo Piano dell’offerta formativa provinciale per l’anno scolastico 2027-2028, approvato all’unanimità dal Consiglio della Provincia di Perugia. Il provvedimento interessa quattro istituti scolastici e introduce novità differenti a seconda delle caratteristiche e dei bisogni dei territori.
Il piano interviene in particolare sull’IIS "Italo Calvino" di Città della Pieve, sull’IIS Cavour-Marconi-Pascal, sul Liceo statale "Plinio il Giovane" di Città di Castello e sull’Istituto Omnicomprensivo "Rosselli Rasetti" di Castiglione del Lago. Per i primi tre istituti il percorso amministrativo ha portato all’approvazione delle rispettive proposte, mentre per Castiglione del Lago la richiesta di un nuovo indirizzo ha ricevuto un parere tecnico non favorevole.
Al centro della programmazione ci sono questioni che riguardano direttamente il futuro della scuola e dei territori: il calo della popolazione scolastica, l’andamento delle iscrizioni, la necessità di evitare sovrapposizioni tra indirizzi, il rapporto tra formazione e fabbisogni occupazionali e, non ultimo, la disponibilità degli spazi necessari per accogliere eventuali nuovi percorsi.
Una delle principali novità riguarda l’IIS "Italo Calvino" di Città della Pieve, dove è stata approvata la richiesta di istituzione del Liceo economico sociale, con decorrenza dall’anno scolastico 2027-2028. La proposta viene inserita dalla Provincia in una strategia di arricchimento e differenziazione dell’offerta formativa dell’area Trasimeno-Pievese. Una scelta che arriva anche in considerazione del sensibile calo delle iscrizioni e delle migrazioni scolastiche registrate negli ultimi anni, sia per quanto riguarda il primo ciclo di istruzione sia per il secondo.
Il nuovo indirizzo è stato ritenuto coerente con l’identità dell’istituto, che rappresenta il principale polo di istruzione secondaria per un’area territoriale ampia, comprendente l’Alto orvietano, il Trasimeno-Pievese e la Valdichiana senese. Si tratta dunque di un bacino che supera i confini della singola realtà comunale e che comprende anche territori appartenenti a province e regioni confinanti. Un altro elemento considerato nella valutazione è l’assenza di sovrapposizione dell’offerta formativa all’interno dell’ambito territoriale numero 5 del Trasimeno. L’istituzione del LES viene quindi presentata come un’opportunità per ampliare la scelta a disposizione degli studenti senza determinare una duplicazione di percorsi già presenti nello stesso ambito.
Il Piano introduce novità anche per l’IIS Cavour-Marconi-Pascal, per il quale è stata approvata la richiesta di istituzione di due nuovi percorsi. Il primo è "Servizi per la sanità e l'Assistenza sociale - curvatura Biologico Sanitario con qualifica OSS", mentre il secondo è il corso serale di II livello "Manutenzione e assistenza tecnica".
L’istanza, secondo quanto riportato nella documentazione sottoposta al Consiglio provinciale, risponde ai requisiti di ammissibilità ed è stata sostenuta da un’analisi sia demografica sia occupazionale. Tra gli elementi presi in considerazione figurano il calo delle nascite e l’invecchiamento della popolazione, fenomeni che stanno modificando la composizione e le esigenze dei territori. La valutazione del fabbisogno occupazionale è stata condotta anche attraverso il confronto con realtà come ARPAL Umbria e Sviluppo Lavoro Italia.
L’obiettivo è quello di collegare la programmazione scolastica alle trasformazioni in corso, costruendo percorsi capaci di offrire agli studenti competenze coerenti con le caratteristiche del mercato del lavoro.
Particolarmente articolata la proposta riguardante il Liceo statale "Plinio il Giovane" di Città di Castello, per il quale è stata approvata la richiesta di attivazione di un nuovo indirizzo di studio: il "Liceo Linguistico", anche con l’introduzione della lingua cinese mandarino.
La valutazione della proposta ha tenuto conto delle caratteristiche del territorio tifernate, che presenta una tradizione produttiva articolata nei settori dell’artigianato, del mobile, della tipografia, della metalmeccanica e dell’edilizia. Il parere espresso dalla Provincia è favorevole, ma resta subordinato al parere dell’Usr e dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria per quanto riguarda la deroga relativa alla sovrapposizione territoriale dell’offerta formativa.
Il tema nasce dalla presenza di un percorso linguistico già attivo a Umbertide, comune distante circa 20 chilometri da Città di Castello e appartenente allo stesso ambito. La Provincia ritiene tuttavia che la proposta tifernate presenti un elemento di differenziazione sostanziale proprio per l’introduzione del cinese mandarino, considerato assente nell’offerta del territorio.
A incidere sulla valutazione c’è inoltre la particolare posizione di Città di Castello, indicata come area vasta confinante con i comuni toscani. Per questa ragione, la Provincia ritiene possibile sperimentare in via eccezionale il nuovo indirizzo, con l’obiettivo di ampliare le opportunità formative disponibili nell’Alta Umbria.
La finalità dichiarata è quella di arricchire e differenziare l’offerta, evitando che la vicinanza territoriale si traduca automaticamente in una duplicazione dei percorsi.
Non tutte le richieste hanno invece ricevuto un parere favorevole. Per l’Istituto Omnicomprensivo "Rosselli Rasetti" di Castiglione del Lago, la proposta di istituire il "Liceo delle Scienze Umane - Opzione Economico Sociale (LES)" ha ottenuto un parere tecnico non favorevole.
La scuola e il Comune avevano dichiarato la disponibilità di spazi idonei per accogliere il nuovo indirizzo. Gli uffici provinciali competenti in materia di edilizia scolastica hanno però espresso formali e sostanziali riserve sulla loro effettiva disponibilità. Una criticità che si è manifestata anche alla luce della recente attivazione del Liceo delle Scienze Umane tradizionale, avviato nell’anno scolastico 2026-2027. La questione degli spazi si inserisce così tra gli elementi che la Provincia considera necessari per valutare l’effettiva sostenibilità di un nuovo percorso.
La consigliera delegata Francesca Pasquino ha definito l’approvazione del piano una scelta destinata ad avere ricadute sulle prospettive formative dei territori.
"Non un semplice atto amministrativo, ma la foto che immaginiamo per il futuro dei nostri ragazzi e ragazze". Pasquino ha quindi richiamato il tema del calo delle iscrizioni e la necessità di adeguare l’offerta alle trasformazioni sociali ed economiche. "Il calo delle iscrizioni delle scuole superiori non può essere considerato un problema astratto, ma un evidente campanello di allarme, tanto più nelle zone di confine. Il mondo del lavoro e i bisogni delle famiglie cambiamo velocemente: se non rinnoviamo l’offerta rischiamo di formare ragazzi per un mondo che non esiste più. Innovare dunque significa costruire una prospettiva professionale per i nostri ragazzi sul proprio territorio senza cercare fortuna altrove. Un'offerta moderna e differenziata, capace di intercettare le vocazioni economiche, sociali e culturali del territorio è anche il modo migliore per attrarre studentesse e studenti da fuori".
La consigliera ha quindi posto l’accento sulla necessità di programmare l’offerta senza contrapporre territori e istituti. "Non è una battaglia contro le regioni vicine: è una battaglia per la dignità della scelta. Ogni ragazza e ogni ragazzo deve poter scegliere il proprio percorso qui, non perché costretto dalla mancanza di alternative altrove, ma perché convinto di trovare un'offerta di qualità. Innovare non significa promettere tutto a tutti. Ogni nuovo indirizzo che approviamo deve reggere nel tempo. Per questo è fondamentale fare rete a livello di ambito territoriale. Solo dialogando e programmando insieme (Direzioni didattiche e dirigenze scolastiche, Amministrazioni locali e parti sociali) e non in ordine sparso, possiamo evitare sovrapposizioni inutili. Lo stesso vale per gli ambienti scolastici. È nostro dovere garantire che ogni nuovo indirizzo nasca già accompagnato dalla certezza degli spazi".
Sul lavoro svolto per arrivare alla definizione del Piano è intervenuto il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, che ha sottolineato il metodo seguito nella costruzione delle proposte. "Nel compiere questo complesso lavoro siamo stati guidati dal metodo dell’ascolto, della partecipazione e sulla scorta delle esperienze pregresse, al fine di potenziare ogni ambito territoriale". Un passaggio specifico del suo intervento è stato dedicato alla proposta del Liceo linguistico di Città di Castello e al rapporto con l’offerta già presente a Umbertide.
"II nostro compito in questa aula è confermare la bontà politica e territoriale della scelta, superando formalmente qualsiasi dubbio legato alla vicinanza geografica con Umbertide, distante circa 20 km. Il divieto di sovrapposizione delle offerte formative nasce per evitare l'inutile duplicazione di corsi identici che finirebbero per cannibalizzare le iscrizioni. Ma il caso in esame è l'esatto opposto: si tratta di una netta differenziazione. Mentre l'istituto di Umbertide garantisce da anni, con eccellenti risultati, percorsi linguistici consolidati, Città di Castello intende introdurre una lingua strategica, il cinese mandarino, totalmente assente nel nostro territorio: due opportunità radicalmente diverse per studenti con aspirazioni diverse. Sostenere questa scelta significa che l'Alta Valle del Tevere non si divide in logiche di campanile, ma sa fare rete, diversificare la propria offerta e rendersi attrattiva oltre i propri confini. Questa scelta è stata il frutto di un ampio e partecipato dibattito avvenuto nella Conferenza di Ambito, che non ha visto la partecipazione del Comune di Umbertide, che sono certo non mancherà di esprimere le proprie legittime opinioni nelle sedi opportune che verranno aperte dalla Regione Umbria, l’ente preposto alla adozione del Piano dell’Offerta Formativa Regionale".
Durante il dibattito il consigliere di minoranza Eridano Liberti, prima di annunciare il proprio voto favorevole, ha chiesto di conoscere gli esiti degli indirizzi approvati negli anni precedenti, ponendo l’attenzione sulla capacità dei nuovi percorsi di raggiungere una dimensione stabile nel tempo. A rispondere è stata Lorena Pesaresi, responsabile dell’Ufficio programmazione rete scolastica, che ha illustrato l’andamento dei percorsi istituiti negli ultimi cinque anni.
"Gli indirizzi formativi istituiti negli ultimi cinque anni sono stati tutti attivati con un buon andamento di iscrizioni. E stanno dimostrando di andare a regime. A fronte di un decremento della popolazione scolastica stiamo sempre molto attenti a istituire nuovi indirizzi che potrebbero determinare una frammentazione dell’offerta. Questo grazie ad un lavoro sinergico fatto ogni anno con le istituzioni scolastiche".
Il voto unanime del Consiglio provinciale consegna quindi un Piano dell’offerta formativa che prova a tenere insieme esigenze diverse: da una parte la necessità di ampliare le opportunità per gli studenti, dall’altra quella di evitare duplicazioni e frammentazioni in un quadro caratterizzato dal calo della popolazione scolastica.
Le scelte riguardano territori con caratteristiche differenti e rispondono, nelle valutazioni contenute nel piano, a esigenze altrettanto diverse. A Città della Pieve il nuovo Liceo economico sociale viene collegato alla necessità di arricchire l’offerta in un’area interessata da un calo delle iscrizioni; al Cavour-Marconi-Pascal i nuovi percorsi guardano anche ai cambiamenti demografici e al fabbisogno occupazionale; a Città di Castello il nuovo Liceo linguistico punta sulla differenziazione attraverso il cinese mandarino; a Castiglione del Lago, invece, la questione degli spazi ha inciso sul parere tecnico relativo al nuovo LES.
Per alcuni dei percorsi approvati, inoltre, il procedimento non si esaurisce con il voto della Provincia. In particolare, la proposta del Liceo linguistico del "Plinio il Giovane" dovrà passare attraverso i successivi pronunciamenti dell’Usr e dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria per la questione della deroga alla sovrapposizione territoriale.
Il nuovo Piano dell’offerta formativa provinciale guarda dunque al prossimo anno scolastico attraverso una programmazione che mette al centro la capacità delle scuole di adattarsi ai cambiamenti senza perdere il rapporto con i territori. Una sfida che passa dalle iscrizioni, dalle strutture disponibili e dal dialogo tra istituzioni scolastiche, amministrazioni e realtà del mondo del lavoro, con l’obiettivo di costruire percorsi che possano mantenere nel tempo una propria identità e una concreta rispondenza alle esigenze degli studenti.