La sicurezza, per Stefano Bandecchi, si gioca su due fronti: più uomini in divisa e tolleranza zero verso chi trasforma le città in territori fuori controllo.
Attraverso due video diffusi sui social, il sindaco di Terni ha reso noto di aver formalizzato lo scorso 2 ottobre una richiesta diretta al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, sollecitando l'invio straordinario di almeno cinquanta agenti tra Polizia di Stato e Carabinieri.
L'obiettivo dichiarato è colmare un deficit d'organico che, secondo le stime del primo cittadino, raggiunge il 30% a livello provinciale, compromettendo la tutela del territorio. Non si tratta di rincorrere l'emergenza a fatti compiuti, ma di sbarrare la strada a risse, accoltellamenti e microcriminalità prima che esplodano.
Da Terni, il ragionamento di Bandecchi si allarga poi a Milano, trasformandosi in un duro atto d'accusa verso Giuseppe Sala: la prevenzione, ribadisce, non ammette risvegli tardivi né cedimenti a chi impone l'illegalità nelle strade.
La mossa istituzionale risale ai primi giorni d'autunno. È lo stesso sindaco a ricostruire i passaggi del documento inviato al Viminale, rivendicando una tempestività d'azione mirata a blindare il capoluogo umbro da derive criminali.
“Il 2 ottobre, come Sindaco di Terni, ho scritto al Ministro Piantedosi per sottolineare che Terni aveva bisogno di essere trattata in maniera attenta. Ho scritto una cosa semplice, a noi mancano carabinieri e forze dell'ordine, polizia. Carabinieri e polizia sono almeno il 30% in meno di quelli che dovrebbero essere”, spiega Bandecchi nei video.
Un disavanzo numerico che, stando all'analisi del primo cittadino, non rappresenta una semplice criticità burocratica, ma incide direttamente sui presidi territoriali e sulla serenità dell'intera provincia.
“Questo 30% in meno ricade sulla sicurezza della città e di tutta la provincia, carabinieri e polizia. Allora ho chiesto a Piantedosi di fare un'operazione eccezionale per levare immediatamente dalla testa della piccola criminalità la possibilità che a Terni si possa venire a commettere un reato”.
L'efficacia repressiva, riconosce il sindaco, resta elevatissima: le forze dell'ordine locali garantiscono prontezza investigativa e arresti immediati, ma l'azione dello Stato deve puntare a un gradino superiore.
“Preciso, quando si commette un reato a Terni al 99,99% dei casi si viene arrestati, si viene presi il giorno dopo, mezz'ora dopo. Ma noi dobbiamo evitare che le cose accadano”.
Il punto cardine della linea dettata da Palazzo Spada risiede proprio nella necessità di anticipare i fenomeni, separando l'intervento a valle dalla capacità deterrente a monte.
“Dobbiamo evitare accoltellamenti, dobbiamo evitare risse, dobbiamo evitare tutto ciò che è evitabile, facendo diventare la città molto più protetta”, scandisce Bandecchi nel suo intervento.
Da qui la richiesta di un contingente mirato, concepito anche come misura a tempo ma capace di produrre effetti immediati e duraturi nel tessuto urbano.
“Il 2 ottobre, in tempi non sospetti, ho chiesto a Piantedosi almeno 50 agenti delle Forze dell'Ordine in più per poter mettere la città completamente in sicurezza, anche solo per un anno, perché ricordatevi, prevenire è sempre meglio che curare”.
Dalla gestione dell'ordine pubblico locale, il discorso del sindaco si proietta verso lo scenario nazionale e incrocia il dibattito sulla tenuta delle metropoli del Nord.
Bandecchi chiama in causa direttamente il modello milanese e l'operato dell'amministrazione guidata da Giuseppe Sala, spiegando come avrebbe agito se si fosse trovato al vertice del capoluogo lombardo.
“In molti mi domandano che cosa avrei fatto io come sindaco al posto di Sala. Tanto per cominciare non avrei accettato in tutti questi anni di far degenerare Milano, perché com'è degenerata?”, attacca Bandecchi.
Nel mirino del sindaco finiscono le stazioni, i parchi e le linee della metropolitana milanese, descritti come spazi lasciati progressivamente in balia di bande giovanili e illegalità diffusa.
“Forse giusto Sala non si è accorto sino ad oggi che la metropolitana, la stazione, i parchi milanesi erano già pieni di maranza e che i maranza guidavano e comandavano su ogni cosa. Beh, questa è la prima cosa che avrei fatto”.
“Non avrei permesso a Maranza di prendermi a schiaffi, ma a due schiaffi avrei almeno provato a darglieli”, incalza il primo cittadino ternano, evidenziando la necessità di una risposta decisa.
Sul piano operativo, la ricetta indicata prevede un raccordo costante tra i reparti territoriali e gli organismi investigativi specializzati, così da monitorare ogni dinamica sul nascere.
“Sarei stato attento, per questo esiste la possibilità di lavorare insieme alla Digos attraverso la Polizia Municipale, per questo avrei attenzionato il fatto che si stavano muovendo delle acque che avevano un odore di islamismo, perché sempre in mano ai maranza. Questo avrei fatto”.
L'affondo si conclude con un giudizio politico sferzante indirizzato ai sindaci di centrosinistra, accusati di aver preso coscienza dell'allarme sicurezza con colpevole ritardo.
“Sala ha sbagliato, come ha sbagliato oggi all'improvviso a dire, forse c'è poche forze dell'ordine. Cioè, i signori sindaci di sinistra non si possano svegliare all'improvviso accorgendosi che stanno vendendo, avrei detto il culo ai maranza”.
La linea tracciata ribadisce l'urgenza di un'azione inflessibile: la sicurezza urbana non ammette temporeggiamenti, né si può pretendere di recuperare il controllo del territorio quando la situazione è già degenerata.