16 Oct, 2026 - 09:50

Aiuti a Gaza, scontro a Terni su Hamas e ANP: Bandecchi sfida la sinistra

Aiuti a Gaza, scontro a Terni su Hamas e ANP: Bandecchi sfida la sinistra

La faglia del conflitto mediorientale attraversa il dibattito politico cittadino e accende un nuovo scontro frontale tra la giunta di Stefano Bandecchi e le opposizioni di centrosinistra.

Al centro della contesa c’è ancora la rivendicazione della proposta, lanciata da Rifondazione Comunista e sposata in un atto di indirizzo da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, per istituire un patto di amicizia e cooperazione tra la città di Terni e Gaza City.

Un’iniziativa umanitaria che il primo cittadino si dice pronto a raccogliere, ma dettando condizioni politiche invalicabili: il dialogo istituzionale dovrà avvenire esclusivamente con l’Autorità Nazionale Palestinese guidata da Abu Mazen. Per il sindaco, infatti, qualsiasi rapporto diretto con l'amministrazione della Striscia si tradurrebbe in un riconoscimento di Hamas, bollata senza appello come organizzazione terroristica.

Una linea che ha innescato l'immediata reazione della sinistra: il patto guarda alla popolazione civile, non ai vertici radicali. La vera partita si giocherà ora a Palazzo Spada, quando il voto sull’atto di indirizzo costringerà tutte le forze politiche a una definitiva presa di posizione.

Aiuti a Gaza da Terni: il nodo Hamas e il ruolo dell'ANP

Il confronto si è inasprito nelle ultime ore, trasformando un'iniziativa di solidarietà in un complesso banco di prova istituzionale. Il sindaco Bandecchi ha scelto di replicare alle opposizioni delineando una strategia che punta a separare nettamente l’assistenza alla popolazione dal quadro politico di chi governa la Striscia.

“Prendo atto con grande piacere del dato positivo contenuto nella risposta di Rifondazione Comunista alla mia iniziativa: l'apertura, e lo stimolo nei miei confronti a presentare un piano concreto su cui confrontarci”, ha esordito il primo cittadino in un comunicato del Comune di Terni, rivendicando la volontà di operare a favore di una popolazione allo stremo, lontano da questioni meramente ideologiche.

Il nodo centrale resta la scelta dell'interlocutore formale sul fronte palestinese. “Con Rifondazione restiamo però divisi su un concetto politico fondamentale che ribadisco: Gaza City è, ancora, governata di fatto da Hamas”.

La preclusione verso l'organizzazione che controlla l'enclave palestinese è categorica. “Aprire un rapporto istituzionale e politico con Gaza oggi significherebbe riconoscere politicamente Hamas, che per quanto mi riguarda è un gruppo di terroristi e fondamentalisti islamici”.

La via d'uscita individuata dall'amministrazione passa esclusivamente per Ramallah. Bandecchi assicura infatti di voler portare avanti i ragionamenti in modo “ufficiale e trasparente” unicamente con il governo riconosciuto di Abu Mazen, con l'obiettivo di sostenere il “popolo palestinese laico e moderato”.

La replica della sinistra: aiuti ai civili, non a fazioni

La contromossa di Rifondazione Comunista non si è fatta attendere e punta il dito contro quella che viene letta come una strumentalizzazione politica, mirata a eludere il merito dell'iniziativa. La federazione ternana del partito, appoggiata dalle altre anime del centrosinistra cittadino, respinge al mittente il dualismo imposto dal sindaco.

“Bandecchi prova a deformarla: o con Abu Mazen oppure con Hamas. Ma nessuno ha proposto un gemellaggio con Hamas”, sottolineano con fermezza i promotori del patto di cooperazione.

Il richiamo formale è all'urgenza umanitaria che si consuma quotidianamente sul campo, al di là delle sigle politiche. “Gaza è fatta anche di bambini, famiglie, scuole e ospedali. Di persone che hanno perso la casa, gli affetti e spesso ogni speranza”.

L'opposizione incalza il primo cittadino proprio sul terreno della concretezza da lui stesso evocato, chiedendo che ai canali diplomatici annunciati seguano misure reali. “Se Bandecchi ha davvero aperto un dialogo con l’Ambasciata palestinese, passi dagli annunci ai fatti: presenti una proposta concreta”.

Il confronto finale è ora atteso in Consiglio comunale, dove Rifondazione ha promesso battaglia (anche se non è rappresentata direttamente) affinché “tutti debbano scegliere pubblicamente da quale parte stare”.

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