Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso ha convocato per il prossimo lunedì 28 settembre il vertice su Ast con tutti i sottoscrittori dell'Accordo di Programma, siglato a giugno 2025. Un tavolo che sarà dedicato al monitoraggio sia del piano industriale che di quello occupazionale, dove un capitolo specifico verterà sui costi dell'energia. Un tema quest'ultimo su cui l'amministratore delegato di Arvedi-Ast, Dimitri Menecali nei giorni scorsi ha lanciato l'allarme parlando di una spesa divenuta ormai insostenibile in un mercato europeo dove Ast e le aziende italiane sono costrette a pagare un prezzo più alto rispetto ai competitor.
Ma l'approvvigionamento energetico sembra non essere l'unica criticità all'orizzonte. Per il polo siderurgico ternano ai costi dell'energia si sommano quelli legati alla gestione delle scorie e dei residui di produzione. Ed è su questo fronte che secondo il consigliere comunale di Alternativa Popolare e componente del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL), Claudio Batini, rischia di incidere il nuovo Piano Rifiuti regionale con "la stangata ambientale ed economica che si prepara a Palazzo Cesaroni".
La questione riguarda in particolare la combinazione tra costi energetici e tariffari e gli effetti che questa potrebbe produrre sull'azienda ternana e sull'indotto. Un argomento già portato all'attenzione dallo stesso Batini all'interno del CAL nell'acceso confronto dell'ultimo periodo sui rifiuti.
"Un'acciaieria non vive di sola corrente elettrica, un tema di cui l'intero arco politico regionale deve tenere conto - dice il consigliere -. La gestione delle scorie e dei residui di produzione, infatti, rappresenta una voce determinante del bilancio industriale". L'acciaieria di Terni, aggiunge, ricopre un ruolo fondamentale nell'intera economia umbra: "non è una questione circoscritta al comune capoluogo o alla 'bassa Umbria', ma è il motore trainante dell'intero PIL e dell'occupazione regionale".
Batini rivolge dunque "un appello chiaro e diretto a tutti i consiglieri regionali dell'Umbria, a partire dagli eletti ternani di maggioranza e opposizione, fino a chiamare alla responsabilità l'intera assemblea legislativa di Perugia: il Piano Rifiuti va discusso e corretto subito, senza sconti e senza alibi per nessuno".
Il consigliere afferma che la Regione Umbria "con la rimodulazione del Piano Rifiuti, le prescrizioni autorizzative e le aliquote sull'ecotassa regionale di discarica che colpiscono pesantemente anche gli invasi dedicati all'attività siderurgica interna, ha in mano le leve dirette per soffocare o salvare la fabbrica. Aumentare il prelievo tributario o imporre vincoli punitivi sul ciclo delle scorie significa drenare milioni di euro all'azienda, rendendo insostenibile la produzione prima ancora che arrivino le bollette elettriche".
Su Ast l'amministrazione Bandecchi ha rivendicato importanti risultati, anche sul fronte ambientale. "È stato il comune di Terni a firmare con Ast l'accordo per lo sfruttamento di una discarica finalmente ecosostenibile; è stato il Sindaco a chiedere il doppio isolamento di sicurezza, un accordo storico dopo decenni di proroghe e di autorizzazioni in deroga" queste le parole dell'assessore allo Sviluppo Economico, Sergio Cardinali, intervenuto nel recente dibattito.
"La memoria storica non ammette amnesie - incalza Batini su questo punto -: quando il Comune di Terni affrontò la partita della discarica di vocabolo Valle imponendo ad Arvedi massime garanzie a tutela della falda e della salute, il sindaco Stefano Bandecchi venne accusato strumentalmente di bloccare lo sviluppo e gli investimenti industriali".
Il consigliere punta quindi il dito contro "il silenzio tombale" di "consiglieri regionali e vertici sindacali", parlando di "vincoli e tributi altrettanto rigidi e onerosi" che la regione starebbe calando dall'alto. "I rappresentanti a Palazzo Cesaroni escano dalla logica degli schieramenti di bandiera e dimostrino con i fatti se intendono difendere l'acciaieria e i posti di lavoro dell'Umbria o se preferiscono trasformare Terni nel bancomat tributario della Regione" conclude.