È trascorsa appena una settimana da quando l'ad di Arvedi-Ast, Dimitri Menecali, ha lanciato l'allarme sul caro energia. Un costo che penalizza il polo siderurgico mettendolo in una posizione di svantaggio rispetto ai competitor europei che, ha spiegato, pagano un prezzo inferiore. L'approvvigionamento energetico è infatti da tempo una delle criticità che pesano su Ast, una questione alimenta la preoccupazione sul futuro del polo. Per affrontarla l'azienda chiede di attuare nell'immediato le misure previste nell'Accordo di Programma del 2025, sbloccando l'accesso all'energia della centrale idroelettrica di Galleto a condizioni competitive e garantendo il contributo per l'utilizzo del rottame inossidabile. Dalla Regione Umbria è arrivata la richiesta di riconvocare con urgenza al Mimit del Tavolo sull'Accordo di Programma, siglato a giugno 2025. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso ha fissato la data al prossimo 28 settembre.
A far sentire la propria voce è il sindaco e presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi che affida ai social le proprie considerazioni sulla situazione dello stabilimento e sul confronto in corso intorno al tema dell'energia, rivolgendosi in particolare al mondo sindacale e alla Cgil, con la quale apre un confronto diretto.
"Voglio entrare per la prima volta nel dibattito sull'Ast di Terni – premette –. L'Ast è una delle società più importanti nella produzione di acciai speciali. Ora, sento parlare di crisi energetica, di energia, sento quello che chiede l'Ast, vedo le polemiche su cosa farà il sindaco e sento, specialmente la Cgil, parlare tanto e non dire niente".
Un intervento dai toni duri, nel quale Bandecchi lega il tema dell'Ast anche al confronto politico e istituzionale che si è sviluppato negli ultimi giorni. "Io capisco che a sinistra nell'ultima settimana avete preso degli schiaffoni che metà basta e avanza per gli errori che avete fatto – prosegue –. Ora, se volete parlare con me di Ast seriamente e di tutto quello che è successo all'Ast, io sono disponibile. Ma se continuate a parlare da soli, così crederete di aver ragione, in realtà state dicendo niente".
Saranno diversi gli argomenti sul tavolo del Mimit che vedrà riuniti tutti i sottoscrittori dell'Accordo di Programma. Una riunione che "sarà dedicata a fare il punto sull’attuazione degli impegni previsti dall’Accordo e sulle prospettive industriali dello stabilimento - questo si legge nella nota del Ministero -. In particolare, il tavolo avvierà il monitoraggio dell’andamento del piano industriale e del piano occupazionale: stato di avanzamento degli investimenti e rispetto del relativo cronoprogramma, andamento dei volumi produttivi, livelli occupazionali e percorsi di formazione e riqualificazione del personale".
"Il confronto - si legge ancora - si concentrerà inoltre sulla competitività dello stabilimento, con specifico riferimento ai costi dell’energia e agli impegni e agli strumenti previsti dall’Accordo, nell’ambito delle rispettive competenze delle Parti".
La problematica principale sull'energia riguarda, come anticipato, le concessioni della vicina Centrale di Galleto che però fino al 2029 resteranno in capo ad Enel. Una tempistica che appare inconciliabile con l'urgenza posta dall'azienda. "AST non può aspettare il 2029 e Terni non può permettersi di aspettare il 2029" ha detto chiaramente su questo l'assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Terni, Sergio Cardinali.
"ll punto non è chiedere condizioni di favore per Ast - hanno evidenziato gli assessori regionali Thomas De Luca e Francesco De Rebotti - ma mettere l'azienda nelle condizioni di competere in un mercato europeo nel quale oggi esistono differenziali di costo energetico molto significativi".