Stefano Bandecchi sgombra il campo dalle voci su una sua candidatura al Parlamento e blinda la permanenza alla guida delle amministrazioni locali ternane.
Il sindaco di Terni e presidente della Provincia sceglie una presa di posizione netta per allontanare ogni scenario di trasloco a Roma, rivendicando la volontà di mantenere il presidio territoriale.
E per questo ennesimo rilancio mette al centro dell'intervento i due dossier più incandescenti della Conca e del comprensorio orvietano: l'iter del complesso progetto Stadio-Clinica, sul quale è arrivata una delibera Anac a complicare il percorso, e i cantieri della strada Bagnorese, sui quali la scorsa estate è stata aperta un'indagine.
La decisione di escludere la corsa elettorale nazionale viene motivata con un attacco frontale alle forze di centrosinistra, che in questi giorni stanno spingendo sull'acceleratore per cercare di mettere in difficoltà l'inquilino di Palazzo Spada e la sua leadership.
“Io non parteciperò alle elezioni nazionali perché non voglio abbandonare la mia città Terni. Non voglio abbandonarla a voi "peracottari" che fate la politica della vostra pancia piena. Siete ladri di futuro e gufate, ma a me portate fortuna”, dice su Instagram il sindaco di Terni nel giorno della manifestazione del PD a Palazzo Spada e dell'ufficializzazione delle firme per chiederne la sfiducia.
La contesa politica si sposta immediatamente sull'opera sportivo-sanitaria, oggetto di scontro dopo i pareri dell'Autorità Nazionale Anticorruzione. Il primo cittadino respinge le posizioni dell'opposizione, che considera il progetto irrealizzabile alla luce dei rilievi di conformità emersi nelle ultime settimane.
Bandecchi accusa gli avversari di festeggiare su presupposti privi di fondamento e di alterare la sostanza dei rilievi per bloccare il programma amministrativo.
“Progetto Stadio Clinica, ho visto che a sinistra si sta facendo una grande festa - attacca - ma lo fanno dicendo una marea di bugie e di cose che sono veramente assurde. Secondo loro una cosa lanciata da Bandecchi è una cosa che non si può fare. L'imbroglio di quello che ha detto l'Anac... Sono mistificazioni”.
La replica si allarga agli equilibri comunali, con la sfida esplicita di misurarsi nuovamente con il responso delle urne.
“Guardate, cari signori sinistri che oggi pensate in questo vostro modo assurdo di riprendere il dominio di Terni, che non lo riprenderete mai. Si può anche riandare a votare, ma io ci sarò e voi resterete appesi a un filo”.
La linea tracciata per la realizzazione dell'opera non prevede passi indietro, pur imponendo una gestione amministrativa che tenga conto dei vincoli tecnici evidenziati dall'Autorità anti-corruzione. Il percorso burocratico andrà avanti recependo le verifiche necessarie, senza arretramenti rispetto alla volontà politica di concretizzare l'investimento. Probabilmente con una gara pubblica.
“Detto questo - incalza Bandecchi nel suo video - il Progetto Stadio Clinica va avanti con le dovute cautele, dato le affermazioni che sono state fatte da Anac, ma voi vi ringoierete, come già vi siete ingoiate, tutte le porcate e le stupidate che state dicendo”.
Il passaggio dedicato alla conca ternana si conclude con una censura senza sconti nei confronti delle forze di minoranza. “Siete veramente dei ladri di futuro”.
Messa da parte la partita politica cittadina, il sindaco indossa la veste di presidente provinciale per affrontare la criticità infrastrutturale che isola una parte dell'Orvietano.
Il secondo fronte riguarda il dissesto della strada Bagnorese, arteria provinciale strategica segnata da cedimenti e disagi viabilistici. Bandecchi attribuisce la mancata risoluzione del problema all'assenza di stanziamenti da parte di Palazzo Donini, chiamando in causa direttamente la giunta regionale.
“Non vi fate prendere in giro voi cittadini di Orvieto e dintorni - afferma parlando alla telecamera dello smartphone -. Tutti i disservizi che avete e subite per la strada Bagnorese sono dovuti al semplice fatto che la Regione non ha messo un centesimo e se ci restituissero almeno ciò che già abbiamo speso noi sicuramente andremmo avanti”.
La comunicazione politica chiama in causa gli abitanti dell'area e i comitati civici mobilitati per la riapertura del tracciato.
“Da Presidente della provincia di Terni mi rivolgo al Comitato di Canale, la strada di Orvieto, la strada che è franata. Io voglio confermare le cose, come sono andate e come stanno in questo momento. Perché mi dispiace, vedo girare dei messaggi in giro, delle questioni non corrette: la Regione Umbria ad oggi non ha tirato fuori un centesimo”.
L'amministrazione provinciale rivendica di aver coperto in autonomia i costi iniziali per ripristinare il collegamento viario ed evitare l'isolamento della frazione. Il bilancio di Palazzo Bazzani ha anticipato le somme per il cantiere d'urgenza in attesa dei fondi di riequilibrio regionale.
“Ora, è chiaro che gli unici 400 mila euro che sono stati spesi li abbiamo messi noi della Provincia e che la Regione non ha ancora dato un centesimo”.
Sulla vicenda stradale emerge anche un riferimento al risvolto giudiziario legato ai provvedimenti adottati dall'ente per accelerare i lavori sul fronte di frana. Bandecchi ricorda l'apertura di un fascicolo a suo carico, che coinvolge anche un dirigente della Provincia e l'ex presidente dell'Orvietana Biagioli, scaturito da esposti su atti emessi per la viabilità orvietana.
“A me dispiace anche avere un'indagine per avervi messo a posto questa strada, dopo che vi ho promesso che ve l'avrei messa a posto”, afferma il presidente della Provincia rivolto direttamente agli orvietani.
L'affondo finale chiude la questione viaria rinnovando la polemica contro gli esponenti territoriali di centrosinistra. “Non vi fate prendere in giro da queste cattive persone di sinistra che non fanno una politica intelligente, fanno la politica per abbindolare tutta la provincia”.