L'ipotesi di vedere la Ternana lontana dal Libero Liberati avanzata per la seconda volta in pochi giorni dal sindaco e patron della società rossoverde Stefano Bandecchi - riaccende il dibattito sul destino dell'impianto. Ma assume anche il tratto di una forte provocazione lanciata dal presidente onorario del club e legata alle tensioni politiche.
Al centro della contesa c'è il divario (che Bandecchi giudica sproporzionato) tra i costi di gestione sostenuti dalla società rossoverde e quelli delle altre realtà del girone. Ma anche e soprattutto la guerra politica scatenata dalla sinistra sul progetto Stadio-Clinica.
Non a caso l'intervento di Bandecchi di venerdì sera si lega proprio al project financing per il nuovo stadio ternano, con il campo largo che sta cavalcando da giorni il tema della delibera Anac sulle procedure di affidamento dell'impianto.
Secondo le dichiarazioni del sindaco, disputare una gara interna al Liberati comporta per la Nuova Ternana un esborso tra i 22 e i 23 mila euro a partita. Una cifra giudicata anomala per la Serie D. Da qui la prospettiva di emigrare in un nuovo impianto. Sono stati fatti alcuni nomi: Arrone (non omologato per la D), il Madami di Civita Castellana, lo stadio di Rieti.
La leva economica si intreccia con il clima rovente a Palazzo Spada sul progetto stadio-clinica e la mozione di sfiducia annunciata dalle opposizioni.
In un post pubblicato su Instagram, Bandecchi ha attaccato frontalmente la minoranza: “Per colpa vostra andrò a giocare in un altra città perché voi sinistri mi avete rotto. Da oggi anche calcisticamente e anche se mi odiano porterò rispetto solo alla curva nord e ai tifosi veri. Per sette anni starò qui a farvi comprare malox”.
A stretto giro è arrivato un secondo affondo social a rincarare la dose: “La Parte più imbarazzante della sinistra è la Sinistra Ternana è Umbra, battuta solo dalla Destra umbra e Ternana che come un capretto scemo gli va dietro. Se pregate parecchio domani giocano tutte le mie squadre di calcio potreste fare una preghierina per la sconfitta. Fate ride falliti e ladri di futuro corsi verso il suicidio. Non avrete mai 17 voti”.
Se la provocazione dovesse trasformarsi in un'azione formale, l'eventuale trasloco si scontrerebbe con i vincoli dell'articolo 19, comma 4, delle NOIF. Le norme federali non consentono di norma di cambiare il terreno di gioco comunicato come disponibile al momento dell'iscrizione. Deroghe possono essere concesse solo per fondati motivi e in Comuni della stessa provincia o confinanti.
Lo stadio Enrico Madami ricade a Civita Castellana, in provincia di Viterbo, che qualcuno avrebbe indicato come potenzialmente disponibile alla stregua del "Roma City" nella Capitale, si trova però in una città che non condivide confini territoriali con Terni.
La mera vicinanza geografica non soddisfa il dettato regolamentare, rendendo la pista viterbese impraticabile senza una deroga eccezionale difficilmente motivabile.Al contrario, il territorio di Rieti confina direttamente con quello di Terni, rendendo lo stadio Manlio Scopigno formalmente compatibile sotto l'aspetto geografico.
Resta da verificare se i costi elevati verrebbero considerati un motivo sufficiente dal Dipartimento Interregionale della LND per autorizzare il trasferimento. Il recente precedente del Montespaccato, autorizzato a giocare a Monterosi a torneo in corso, dimostra che la deroga è possibile, ma l'iter resta interamente subordinato al via libera federale.
Oltre alla querelle politica c'è da affrontare anche un nodo strutturale oggettivo che rende la gestione dell'impianto cittadino complessa. Il certificato di idoneità statica (CIS) del Libero Liberati è infatti in scadenza ravvicinata, fissata per il 18 novembre 2026.
L'aggiornamento annuale del documento, originariamente previsto per il 24 settembre, è stato spostato a questa data che si sta avvicinando. Per fronteggiare le verifiche ingegneristiche e sopperire ai vincoli tecnici, la capienza dello stadio è stata temporaneamente ridotta a meno di 9.000 posti.
I due anelli superiori sono stati chiusi al pubblico, consentendo l'accesso dei sostenitori unicamente nei settori del parterre. Questa limitazione riduce il potenziale di pubblico e incasso, aggravando l'impatto dei pesanti oneri di manutenzione e apertura della struttura.