07 Nov, 2026 - 10:30

Sfiducia a Bandecchi a Terni, Ferranti gela l'opposizione: "Ecco perché non firmo la mozione"

Sfiducia a Bandecchi a Terni, Ferranti gela l'opposizione: "Ecco perché non firmo la mozione"

Il pallottoliere della tentata spallata al sindaco Bandecchi a Palazzo Spada rende sempre più difficile il raggiungimento dei 17 voti per la sfiducia. In un colloquio con Tag Umbria + , Francesco Ferranti, capogruppo azzurro in consiglio comunale e vicepresidente della Provincia, sgombra il campo dalle voci di ambiguità e retroscena.

Ferranti, infatti, annuncia che non firmerà e non voterà la mozione di sfiducia contro il sindaco Stefano Bandecchi. E motiva la sua decisione con l'impossibilità politica di condividere una linea d'azione comune con Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, alla quale ha scelto di accodarsi il resto del centrodestra.

Nelle ultime settimane i corridoi della politica locale avevano accreditato molteplici scenari attorno alla figura di Ferranti. Dal suo voto, o dalla sua strategica assenza dall’aula, insieme a quella dell'indipendente Valdimiro Orsini (Terni Masselli Sindaco) dipenderà infatti la possibilità per l'opposizione di raggiungere quota diciassette voti.

Si tratta della soglia minima richiesta dalla legge per decretare la decadenza del primo cittadino e lo scioglimento anticipato del consiglio, il commissariamento dell'ente e le elezioni anticipate. Uno scenario, in verità, che non piacerebbe anche ad altri consiglieri di opposizione. Persino a quelli che sono stati costretti per appartenenza a firmare la mozione che ancora non è stata ufficialmente depositata. 

Mozione di sfiducia a Bandecchi a Terni: la scelta di Ferranti e i 17 voti

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La risposta dell’esponente forzista chiude la porta a qualsiasi intesa trasversale. L’atto promosso dalle opposizioni non conterrà la sua firma né godrà del suo consenso al momento del voto. Dietro la scelta di Ferranti - assicura il vicepresidente della Provincia - non si cela un calcolo tattico dell'ultimo minuto, ma un giudizio severo sulle reali finalità del documento depositato dalle minoranze.

Per il capogruppo forzista, dietro l’iniziativa non si intravede alcuna ragione legata all'interesse pubblico, bensì la volontà di affossare la città pur di riportare il centrosinistra alla guida del governo locale. Una logica di scontro frontale che Ferranti contesta apertamente, evidenziando il pericolo concreto di trasformare l’azione politica in una pura guerra di parte, capace solo di paralizzare i dossier strategici per Terni.

Al centro dello scontro c’è soprattutto il futuro del progetto clinica-stadio, l’intervento attorno al quale da mesi si misurano i rapporti di forza tra Palazzo Spada e i livelli regionali. Un quadro che, secondo l'analisi di Ferranti, palesa la natura strumentale dell’azione del campo largo, accusato di subordinare le opportunità di crescita del territorio alla rivincita elettorale.

La partita su clinica e stadio: investimenti a rischio e scontro politico

Il ragionamento del vicepresidente provinciale entra nel merito dell'infrastruttura cittadina, denunciando una contraddizione politica ritenuta inaccettabile.

“Ogni volta che il progetto clinica-stadio sconta un provvedimento di rallentamento, il centro sinistra ternano esprime grande soddisfazione ed euforia”, osserva Ferranti nel colloquio con Tag Umbria +.

L'esponente azzurro evidenziauna precisa strategia nelle manovre delle opposizioni: “Non sfuggirà a nessuno che gli esposti all’Anac di gennaio 2026 o il ricorso al Tar di ottobre 2025 sono tutte azioni promosse dall’amministrazione regionale, che è per l’appunto costituita dalle stesse forze politiche di centro sinistra”.

Una condotta che viene censurata come un colpo alle prospettive economiche e sociali della città.

“Questo atteggiamento dannoso per Terni è molto preoccupante e dimostra che si fa prevalere la sete di tornare al governo di Palazzo Spada sull’interesse della città e dei nostri concittadini. Si fa sì che l’avversione all’uomo-Bandecchi metta all’angolo la buona politica, quella che lavora per creare sviluppo, occupazione e servizi”.

La posta in palio riguarda investimenti da decine di milioni di euro e due strutture considerate vitali: una clinica privata per abbattere liste d’attesa e costi sanitari e un nuovo stadio per completare l'area tra piscine e Pala Terni.

“Si vuole impedire al Comune di continuare a sperperare danaro pubblico, mettendo toppe e cerotti all’attuale Liberati, un impianto al quale siamo affezionati ma che ormai è fatiscente e superato”.

I precedenti del 2021 e il dissesto: il solco con il centrosinistra

La linea di frattura affonda le radici nella storia recente dell'amministrazione comunale e negli atti deliberati negli scorsi anni. Ferranti rivendica il percorso tracciato dal centrodestra durante la consiliatura guidata da Leonardo Latini, quando il dossier del project financing per l'impianto sportivo approdò al vaglio dell'aula consiliare.

“Fui proprio io, in qualità di presidente dell’assise comunale, a portare l’atto in consiglio nel 2021”, ricorda il capogruppo, sottolineando come il pubblico interesse venne sancito all'epoca persino con il voto favorevole di alcuni esponenti del centrosinistra.

"Quel progetto - ricorda Ferranti - fu condiviso dall'amministrazione di centrodestra in Comune, incardinato nel suo percorso dalla giunta Latini ed è proseguito in Regione con l'amministrazione Tesei. Oggi dovremmo accodarci a una sinistra che sta costruendo la sua propaganda sul tentativo di affossare un intervento che migliorerebbe la città e con investimenti e opportunità di lavoro".

L'attuale opposizione all'opera viene quindi etichettata come una marcia indietro dannosa: “Oggi lavorare ed esprimersi in modo negativo su questo progetto di crescita e sviluppo significa lavorare contro Terni e anteporre le proprie ambizioni all’interesse comune”.

A rendere impraticabile qualsiasi convergenza politica è anche il richiamo alla gestione finanziaria del passato. “Aggiungerei a questi temi la paternità sul dissesto finanziario del comune del 2018, con le conseguenti tasse al massimo per tutti. Per queste ragioni ritengo che con queste forze politiche non possano essere firmati atti né condivise scelte politiche”.

La rotta per il consigliere azzurro resta tracciata all'insegna della continuità con la propria collocazione storica. “Personalmente da sempre lavoro affinché la città di Terni non sia governata dal centro sinistra”, conclude Ferranti, “e le ultime prese di posizione contro stadio-clinica dimostrano che è necessario proseguire con determinazione su questa linea”.

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