La sala consiliare di Palazzo Spada è il palcoscenico politico di “Terni Cambia, insieme per costruire l’alternativa”. Il centrosinistra e le forze civiche hanno scelto il cuore istituzionale della sede istituzionale per trasformare la crisi della maggioranza di Stefano Bandecchi in una proposta concreta.
Non solo una contestazione al sindaco, ma un tentativo di costruire un fronte capace di governare Terni dopo di lui. L’obiettivo dichiarato è duplice. Da un lato dimostrare che il sindaco non ha più una maggioranza stabile. Dall’altro avviare un percorso condiviso con associazioni, cittadini e forze sociali su lavoro, sanità pubblica, diritti, giovani, ambiente e rigenerazione urbana.
La coalizione che ha promosso l’iniziativa è ampia: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Casa Riformista Italia Viva, Psi, Rifondazione Comunista. Un fronte che condivide almeno un punto: aprire una stagione politica diversa.

A tracciare il perimetro dell’azione politica è stato Pierluigi Spinelli, capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale. “Il sindaco di Terni non ha più la maggioranza. Siamo 18 contro 15 e abbiamo raccolto le firme necessarie a presentare la mozione di sfiducia”.
Spinelli ha indicato i banchi di prova amministrativi destinati a misurare la tenuta della giunta: la vendita della rete gas e la vicenda di via del Centenario. “Il sindaco aveva parlato di riaprire la Ztl perché Terni gli ricordava una città sovietica. Pochi mesi dopo propone un centro commerciale a cielo aperto in una zona di forte congestionamento del traffico”.
L’affondo ha riguardato anche il nodo delle grandi opere: “Sullo stadio-clinica, l’accusa è stata diretta. Sono arrivati il Tar e l’Anac, che hanno spiegato che sono progetti irrealizzabili”.
La prospettiva tracciata da Spinelli punta direttamente al dopo: “Vogliamo costruire una nuova classe politica e dirigente per guidare Terni verso scenari diversi”.
A rimarcare la precarietà dell’esecutivo è intervenuto Claudio Fiorelli, capogruppo del Movimento 5 Stelle. “Bandecchi non ha una maggioranza. Galleggiare sugli umori di due consiglieri non è avere la maggioranza”. Secondo Fiorelli, l’assenza di una coalizione strutturata alle urne ha dato al primo cittadino un’autonomia iniziale ormai esaurita.
“Oggi ha 14 voti. Tutti gli altri sono volatili. Non è in grado di certificare una maggioranza, lo facciamo noi”.
Fiorelli ha quindi sferzato il divario tra comunicazione e risultati: “Lui le ha dette tutte per vendere il suo personaggio, ma quante cose ha realizzato? ”.

Il confronto programmatico ha trovato ampio spazio nella relazione di Federica Porfidi, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra - Sinistra Italiana. “Bandecchi ha infangato questa città. Ha offeso le donne palestinesi e questa città solidale non si riconosce in lui”.
Porfidi ha contestato la gestione verticistica del potere, accusando il sindaco di aver revocato gli assessori non allineati per favorire interessi particolari. Centrale il dossier sulla sanità locale: “In Regione c’è una maggioranza che ha deciso di costruire un nuovo grande ospedale. In Bandecchi abbiamo il primo nemico”.
“Ha messo il veto sull’ospedale di Narni Amelia e vuole una sanità privata che svuota quella pubblica”, ha ribadito Porfidi, fissando l'orizzonte: “Speriamo che a maggio si torni a votare”.
Sul terreno dei bisogni sociali e della qualità della vita si è concentrata Martina Leonardi di Rifondazione Comunista. “Dobbiamo riportare l’asse a sinistra. Sono state colpite le donne, i musulmani, i bambini. Vogliamo riportare al centro la felicità”.
Per Leonardi il patto di governo per Terni deve fondarsi su presupposti chiari: “Una città in cui si trova lavoro, ci si può curare, c’è una rete sociale attiva”. Uno spazio in cui “i giovani hanno spazio di partecipazione e si investe nell’istruzione”, ridefinendo anche la sicurezza: “Le strade sicure sono quelle dove i bambini possono giocare, non quelle con i carri armati”.

La diagnosi sullo stato dell'amministrazione è stata approfondita da Giuseppe Chianella del Partito Socialista Italiano. “Il sindaco è un’anatra zoppa che ha favorito anche il fallimento della Ternana”, ha affermato Chianella, descrivendo un esecutivo costretto alla trattativa d'aula quotidiana.
Per l'esponente socialista, Bandecchi è “alla ricerca quotidiana della fiducia”, ostaggio di consiglieri pronti a negoziare il sostegno sui singoli atti. Netto il richiamo istituzionale: “Devono rendersi conto che questa maggioranza non c’è più e rimettere la scelta nelle mani dei cittadini”.
Il valore simbolico dell'assemblea è stato richiamato da Gianfranco Mascia, rappresentante dei Verdi. “Oggi è il 7 novembre, l'anniversario della presa del palazzo d’inverno. Noi facciamo il palazzo d’autunno. Non vogliamo prendere questo palazzo, ma restituirlo ai cittadini di Terni”.
Mascia ha ricordato come l’ultimo bilancio sia passato con soli 15 voti, ripercorrendo i passaggi critici dell'amministrazione.
“A febbraio 2024 annuncia le dimissioni e poi le ritira. A febbraio 2026 cancella la giunta. Non è tanto la giunta, è il sindaco che non ha rispettato”.
L’appuntamento di Palazzo Spada ha segnato l’apertura di una fase a doppio binario per le opposizioni. La mozione di sfiducia imporrà il voto nominale e pubblico in aula, dove serviranno 17 voti favorevoli senza il filtro delle astensioni per sancire lo scioglimento anticipato.
Bandecchi continua a dichiarare una base di 15 consiglieri, ma per il campo larghissimo quel margine non consente di garantire la regolare tenuta amministrativa della città. “Terni Cambia” punta così a superare la fase della pura contestazione, strutturando un'alternativa di governo capace di presentarsi coesa all’appuntamento con le urne.