Tre giovani sono finiti in carcere e per un quarto indagato, ancora minorenne, è stata disposta la misura della permanenza in casa. È il risultato degli sviluppi investigativi sull'aggressione avvenuta nel centro di Terni nella notte tra sabato 3 e domenica 4 ottobre, quando un ragazzo di 17 anni era stato picchiato e ferito gravemente a una mano con un machete.
I provvedimenti cautelari sono stati eseguiti dalla Squadra Mobile della Questura di Terni, al termine delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica.
I tre giovani maggiorenni, tutti nati nel 2007 e residenti a Terni, sono stati raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Terni, Barbara Di Giovannantonio, su richiesta del pubblico ministero Giorgio Panucci. Per loro è stato disposto il trasferimento nel carcere di vocabolo Sabbione.
Un quarto indagato, minorenne e anch'egli residente a Terni, è stato invece sottoposto alla permanenza domiciliare presso la propria abitazione, in seguito a un provvedimento del giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Perugia.
A tutti e quattro vengono contestate le lesioni personali gravi, aggravate dall'utilizzo di un machete. Secondo la ricostruzione investigativa, il 17enne sarebbe stato prima colpito con calci e pugni, quindi immobilizzato e raggiunto da un fendente mentre tentava di proteggersi il volto. Le conseguenze riportate alla mano erano state particolarmente serie, con la sub-amputazione di un dito e la lesione completa di un tendine.
Le misure cautelari rappresentano un importante sviluppo nell'indagine sull'episodio che aveva provocato forte preoccupazione nel centro cittadino all'inizio di ottobre.
La notte tra il 3 e il 4 ottobre, le violenze si erano concentrate nell'area compresa tra largo Micheli, via Cavour e via Giannelli. Proprio in quest'ultima strada si sarebbe consumata l'aggressione più grave, ai danni del diciassettenne che si trovava in compagnia di un amico.
Le attività investigative condotte dalla Squadra Mobile hanno consentito di individuare quattro persone ritenute coinvolte nell'episodio. Per i tre maggiorenni è stata richiesta e ottenuta la custodia cautelare in carcere; per il quarto, che non aveva ancora raggiunto la maggiore età, è stata invece avanzata una richiesta di misura al giudice competente per i minorenni.
Le contestazioni formulate riguardano, per tutti gli indagati, il reato di lesioni personali gravi aggravate dall'uso dell'arma. La posizione dei singoli giovani sarà oggetto degli ulteriori approfondimenti investigativi e delle valutazioni dell'autorità giudiziaria.
In particolare, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, uno degli indagati avrebbe estratto un machete e colpito il diciassettenne, provocandogli le gravi lesioni alla mano.
I provvedimenti arrivano a distanza di poco più di un mese dai fatti e si inseriscono nel percorso investigativo avviato subito dopo l'aggressione.
Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire le presunte responsabilità dei quattro giovani, portando all'adozione di misure cautelari differenti in ragione dell'età degli indagati e delle decisioni dei rispettivi giudici competenti.
A ricostruire la dinamica dell'aggressione è stata la Procura della Repubblica di Terni, che ha riferito i particolari dell'episodio in una nota. Il ragazzo, un diciassettenne italiano residente a Ponte San Giovanni, sarebbe stato affrontato nel centro cittadino e colpito inizialmente con calci e pugni. Successivamente sarebbe stato immobilizzato e raggiunto da un violento fendente sferrato con un machete da uno degli aggressori.
Nella comunicazione della Procura si legge: "Un minorenne era stato aggredito nel centro di Terni, in via Giannelli. La giovane vittima sarebbe stata inizialmente colpita con calci e pugni per poi essere immobilizzata e raggiunta da un violento fendente sferrato con un machete da uno degli aggressori. Il minorenne, nel tentativo di proteggersi il volto, avrebbe istintivamente sollevato una mano, venendo colpito dall’arma e riportando lesioni gravi, tra cui la sub-amputazione di un dito e la lesione completa di un tendine, con una prognosi iniziale di 53 giorni".
Il gesto istintivo di sollevare la mano per ripararsi il volto avrebbe quindi esposto l'arto al colpo dell'arma. Le conseguenze sono state particolarmente serie: oltre alla perdita parziale di un dito, il giovane ha riportato la lesione completa di un tendine.
La prognosi iniziale di 53 giorni restituisce la gravità delle ferite riportate e rappresenta uno degli elementi centrali nella contestazione di lesioni personali gravi.
Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Terni, guidata dal procuratore Antonio Laronga, e condotte dalla Squadra Mobile della Questura. Il lavoro degli investigatori ha permesso di risalire a quattro presunti partecipanti all'aggressione, per i quali sono state avviate le procedure necessarie all'applicazione delle misure cautelari.
Per i tre indagati maggiorenni, la richiesta del pubblico ministero Giorgio Panucci è stata accolta dal gip del Tribunale di Terni, Barbara Di Giovannantonio.
I provvedimenti sono stati eseguiti dalla polizia e i giovani sono stati condotti presso la casa circondariale di vocabolo Sabbione. Gli interrogatori di garanzia si sono svolti venerdì in modalità da remoto, alla presenza dei rispettivi difensori.
La vicenda ha coinvolto anche la magistratura minorile. Per il quarto indagato, infatti, la Procura presso il Tribunale per i minorenni di Perugia, guidata dal procuratore Flaminio Monteleone, ha chiesto l'applicazione di una misura cautelare. Dopo l'interrogatorio preventivo svolto venerdì, il giudice per le indagini preliminari del tribunale minorile ha disposto la permanenza domiciliare presso l'abitazione del giovane.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i quattro giovani individuati dagli investigatori sarebbero coinvolti, a vario titolo, nell'aggressione al diciassettenne. I tre maggiorenni, tutti classe 2007, sarebbero nati rispettivamente a Terni, in Pakistan e nella Repubblica Dominicana. In particolare, la Procura attribuirebbe al giovane nato nella Repubblica Dominicana il gesto di aver estratto un machete dalla tasca e di aver colpito due volte il diciassettenne.
Si tratta di elementi contenuti nella ricostruzione investigativa e che dovranno essere sottoposti alle verifiche previste dal procedimento penale. A tutti e quattro viene contestata la partecipazione a un episodio che ha provocato lesioni gravi, aggravate dall'impiego dell'arma.
Per il quarto indagato, minorenne, il giudice ha disposto una misura diversa rispetto a quella applicata ai tre maggiorenni, stabilendo la permanenza presso la propria abitazione.
Al momento, sulla base delle informazioni rese note, non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle circostanze che avrebbero preceduto lo scontro e sulle ragioni all'origine delle violenze. La ricostruzione dei fatti resta quindi affidata agli accertamenti svolti dalla polizia giudiziaria e alle valutazioni della magistratura.
L'attività investigativa non si considera conclusa: gli approfondimenti proseguono con l'obiettivo di chiarire completamente la dinamica e verificare l'eventuale coinvolgimento di altre persone. La Squadra Mobile è ancora al lavoro per individuare possibili ulteriori responsabili o partecipanti all'aggressione avvenuta nella notte tra il 3 e il 4 ottobre.