06 Nov, 2026 - 20:16

Turismo, l'Umbria cresce. 130mila pernottamenti in più nei primi nove mesi del 2026

Turismo, l'Umbria cresce. 130mila pernottamenti in più nei primi nove mesi del 2026

Cresce il turismo in Umbria. Nei primi nove mesi del 2026 si registrano 130mila pernottamenti in più rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre gli arrivi sono aumentati del 31% e le presenze del 2,2%.

Numeri particolarmente incoraggianti, soprattutto se si considera che il 2025 ha rappresentato un anno di svolta per il cuore verde d'Italia, con quasi 8 milioni di visitatori.

Soddisfatta l'assessora regionale al Turismo, Simona Meloni. "Aggiungere 130mila pernottamenti al risultato di un anno record è un dato importante per le nostre imprese e per i territori", ha affermato.

Il trend generale è positivo. "Nel primo semestre l’Umbria è stata tra le regioni più dinamiche d’Italia. Il monitoraggio nazionale ci colloca al secondo posto per crescita degli arrivi, con un aumento del 9,7%, accompagnato da un +7,8% delle presenze", ha aggiunto Meloni.

A sostenere il comparto anche la nuova campagna di promozione che, dalla primavera, ha puntato i riflettori su destinazioni meno gettonate, come borghi e aree interne, attraverso le principali televisioni nazionali, la radio, la stampa e i canali digitali.

Non sono mancate, tuttavia, alcune criticità. La diminuzione dei visitatori stranieri, le ondate di calore e i lavori sulle infrastrutture stradali e ferroviarie hanno infatti inciso sull'andamento della stagione.

Turismo spirituale in crescita, ma in estate calo dei visitatori dall'estero

I risultati positivi rispecchiano in parte l'attrattività legata all'intenso appuntamento con l'Ottavo centenario dalla morte di San Francesco, particolarmente nella prima parte dell'anno.

Solo tra febbraio e marzo, in occasione dell'ostensione delle spoglie del Santo, ad Assisi sono arrivati 370mila pellegrini nell'arco di un mese.

Una conferma per l'Umbria, che sul fronte del turismo spirituale ha dimostrato una buona tenuta anche nei mesi estivi.

Per contro, proprio la stagione estiva - tra luglio e settembre - ha fatto registrare una flessione, con contrazioni sia negli arrivi, -3,2%,  sia nelle presenze -2,7% rispetto allo stesso trimestre del 2025. Nel trimestre gli arrivi in totale sono stati 995.779 e le presenze complessivamente 3.062.633.

Gli arrivi degli italiani sono invece aumentati del 2,1%, mentre i pernottamenti hanno registrato un lieve calo (-1%). Più marcata la contrazione tra i visitatori stranieri che ha fatto segnare - 12,1% negli arrivi e - 4,9% nelle presenze. Migliora comunque la permanenza media complessiva, salita a 3,1 notti.

Un andamento che risente delle tensioni sullo scenario internazionale, che hanno rallentato i viaggi oltre confine, anche a causa dell'incremento delle tariffe aeree. Più stabile, invece, il turismo interno.

A influire, ha spiegato l'assessora Meloni, sono state anche le ondate di calore che quest'estate non hanno lasciato scampo. "Il caldo intenso ha cambiato il modo di viaggiare, spingendo alcune famiglie ad accorciare le tappe nelle città d’arte e a scegliere altre destinazioni". A risentirne maggiormente sono stati gli over 60, che hanno privilegiato mete alternative.

L'Umbria, che durante la bella stagione vive anche grazie ai grandi festival, quest'anno ha dovuto fare i conti con i disagi sul fronte dei collegamenti. Un aspetto rimarcato dalla stessa Meloni.

"Nelle settimane centrali dell’estate si sono aggiunti i cantieri stradali, come quelli sul raccordo Perugia-Bettolle, che hanno penalizzato gli spostamenti su gomma, e i lavori sulla Firenze-Roma, con la sospensione della circolazione ferroviaria tra Chiusi e Orvieto".

Ma, rassicura Meloni, "la nostra regione non è stata un caso isolato: altre destinazioni simili alla nostra hanno registrato le stesse dinamiche complesse".

L'Umbria si conferma una meta apprezzata: i dati a confronto

Nonostante luci e ombre, l'Enit (Agenzia Nazionale del Turismo) conferma il gradimento per l'Umbria, che registra un indice superiore di oltre un punto rispetto alla media nazionale: 87,7 su 100 contro 86,6 e anche le piattaforme online hanno raggiunto un tasso di saturazione del 51%, in aumento di 6,2 punti percentuali.

Pur non essendo bagnata dal mare, la regione vanta una consistente presenza di luoghi della cultura. Si tratta di mete che, come evidenziato anche da Il Sole 24 Ore, registrano maggiori flussi di visitatori in primavera e in autunno, facendo ben sperare per la stagione in corso.

Proprio la destagionalizzazione dei flussi rappresenta una delle grandi sfide. Sul tema Meloni annuncia "nuove attività e interventi. Sul mercato italiano abbiamo dato continuità alla campagna 'Vivere l’Umbria è vivere davvero' con il nuovo spot autunnale che prosegue la narrazione di Svevo e che viene trasmesso da giorni su Rai, Mediaset e La7", ha evidenziato.

L'iniziativa si è classificata al secondo posto nella rassegna delle migliori campagne regionali dell’estate 2026 della Gazzetta del Pubblicitario.

Diverso il discorso per i mercati esteri. "Gli Stati Uniti, che nel secondo trimestre si sono confermati il nostro primo mercato internazionale, restano una priorità", ha osservato Meloni, specificando che si sta lavorando, sulla base delle rilevazioni, "per capire su quali mercati investire, quali esperienze proporre e in quali periodi dell’anno".

Si guarda alle fiere internazionali

Lo sguardo è rivolto al futuro e al rafforzamento della presenza regionale sui mercati esteri, anche attraverso un calendario di appuntamenti fieristici.

"Al World Travel Market di Londra abbiamo presentato Steve McCurry Workshop Spirituality, la mostra in corso all’Accademia di Belle Arti di Perugia. Vogliamo tornare a Londra anche nel 2027 e lavoriamo per essere presenti a Berlino, Bruxelles e Madrid", ha detto ancora Meloni.

"La continuità è importante per dare alle imprese umbre occasioni di incontro con gli operatori esteri e far entrare più esperienze del nostro territorio nelle loro proposte di viaggio", ha concluso l'assessora.

LEGGI ANCHE